Tutti gli articoli di Fabrizio Fogliato

Transformers > Michael Bay

Transformers regia di Michael Bay (USA/2007) recensione a cura di Fabrizio Fogliato Nel cinema rollercoster di Michael Bay la rivisitazione dello ‘spazio reale’ e la trasformazione dello ‘spazio virtuale’ trovano il loro anello di congiunzione nelle geometrie del luogo/set teatro immaginifico dell’azione. L’architettura dei campi e dei contro-campi si oppone plasticamente alla fragilità degli uomini/eroi. Quello del regista californiano è

Vacancy > Nimród Antal

Vacancy regia di Nimród Antal (USA/2007) recensione a cura di Fabrizio Fogliato Vacancy è un viaggio lisergico all’interno della vertigine, che sin dai titoli di testa, labirintici e di vaga ispirazione hitchcockiana (vedi alla voce Saul Bass), sprofonda lo spettatore in un baratro oscuro e allucinante dove niente è come sembra e dove le certezze si sgretolano lentamente. La crisi

The Brave One (Il buio nell’anima) > Neil Jordan

The Brave One (Il buio nell’anima) regia di Neil Jordan (USA-Australia/2007) recensione a cura di Fabrizio Fogliato Se l’elaborazione del trauma non avviene, a causa dei tempi contratti del reinserimento nel quotidiano, il lato oscuro dell’essere umano travalica i confini della ragione e porta all’emersione dell’“altro”. Un essere con braccia, gambe e occhi uguali al quelli del suo “contenitore” (come

Deliverance (Un tranquillo week-end di paura) > John Boorman

Deliverance (Un tranquillo week-end di paura) > John Boorman

Ciò che colpì più di ogni altra cosa l’immaginazione del dottor Sanders, quando guardò per la prima volta verso la grande distesa dell’estuario del Matarre, fu l’oscurità del fiume. Dopo molti ritardi, il piccolo battello passeggeri si stava finalmente avvicinando alla fila delle banchine, ma sebbene fossero le dieci, la superficie dell’acqua era ancora grigia e indolente, e filtrava le

Choke (Soffocare) > Clark Gregg

Choke (Soffocare) regia di Clark Gregg (USA/2008) recensione a cura di Fabrizio Fogliato «Avete presente le soap opera? Gente vera che interpreta gente finta e con problemi inventati, a uso e consumo di gente vera che guarda per dimenticare i problemi veri». Con questa riflessione si può comprendere tutta la poetica di Chuck Palahniuk. Non a caso la frase è

28: Londra e Danny Boyle

28: Londra e Danny Boyle articolo di Fabrizio Fogliato Come è diversa la città delle XXX Olimpiadi vista da Danny Boyle, prima della “sua” apertura dei Giochi il 27.08.2012. Nel passaggio tra 28 giorni dopo e 28 settimane dopo si avverte un movimento centrifugo che spinge la rabbia del singolo ad espandersi in un contesto più ampio, rappresentazione di una

La mala educación: Narciso Ibáñez Serrador

La mala educación: Narciso Ibáñez Serrador articolo a cura di Fabrizio Fogliato Artista poliedrico e bizzarro, disincantato narratore di fiabe nere, feroce analista dei problemi dell’educazione, Narciso Ibanez Serrador (Montavideo, Uruguay, 1935) è stato capace di imporsi con solo due film come un caustico cantore dell’adolescenza. Lavora a lungo per la televisione iberica e a più riprese dispensa incubi con

Whore (Puttana) > Ken Russell

Whore (Puttana) regia di Ken Russell (USA-UK/1991) recensione a cura di Fabrizio Fogliato Tratto da Bondage, un monologo del drammaturgo David Hines, Whore (Puttana) è un porno-diario crudo e realistico che evoca la durezza e la profondità esistenziale del cinema di Gerard Damiano (a proposito di hard, la porno-star Ginger Lynn qui interpreta la prostituta accoltellata). Liz (una Theresa Russell

Vincere > Marco Bellocchio (seconda parte)

Vincere regia di Marco Bellocchio (Italia-Francia/2009) recensione a cura di Fabrizio Fogliato > leggi la prima parte Idiosincrasia del sentimento Noi oggi conosciamo la vicenda de Il figlio “segreto” di Mussolini attraverso le lettere di Ida Dalser, la corrispondenza tra Arnaldo Mussolini e Riccardo Paicher, le missive di Giulio Bernardi e le comunicazioni cifrate della polizia segreta fascista. Le notizie

Vincere > Marco Bellocchio (prima parte)

Vincere regia di Marco Bellocchio (Italia-Francia/2009) recensione a cura di Fabrizio Fogliato > leggi la seconda parte Nella vicenda Dalser, c’è qualcosa di indefinito e poco chiaro. Qualcosa che ha a che fare con gli aspetti più intimi e oscuri dell’animo umano, ma anche con il groviglio di relazioni di potere che legano un capo e i suoi sottoposti. Sarebbe