CRITICA

Epigramma. Non ci sono film belli

Epigramma. Non ci sono film belli

Non ci sono film belli, non ci sono film brutti, non ci sono film riusciti, non ci sono film falliti. Ci sono le storie, solo le storie, semplici racconti che si raccontano con la macchina da presa, dunque con le immagini, delle volte con i corpi, spesso con il suono e assai di frequente con la musica. Cosa sia un

La mano (fenomenale) di Giacomo Laser

La mano (fenomenale) di Giacomo Laser

Giacomo Laser (nome d’arte, fra i molti, di Giacomo Allazetta) forse non ha letto Merleau-Ponty. Ma Merleau-Ponty, tramite noi, sta osservando la mano di Giacomo Laser. Il breve video La mano di Giacomo Laser è già Meta prima delle modificazioni degli ordigni social in progress, che nel sussumere il calderone umano sanno d’aver posta la base come esponente e viceversa, in

“DAU. Natascha”. Denken ist Danken

“DAU. Natascha”. Denken ist Danken

Natascha: quella – sinforosa – tolstoiana in grado di far innamorare Bolkonski è, nella fanta-URSS u-topos (dai numeri Guinness) dei demiurghi Chrschanowski-Oertel una sfiorita serveuse bien conservée (Natalja Bereschnaja: oltreumana) che fa “innamorare” – per una notte d’alcol, per una bottiglia di cognac nella vagina – scienziati garbati, educati aguzzini. Vittima, seviziatrice. Infelice à la Max von Sydov di Luci

Il cattivo poeta > Gianluca Jodice

Il cattivo poeta > Gianluca Jodice

  Si lamenta l’impresario che il teatro più non va… Ma non sa rendere vario lo spettacolo che dà… “Ah la crisi…“ Ma cos’è questa crisi… ma cos’è questa crisi… Metta in scena un buon autore Faccia agire un grande attore e vedrà… Che la crisi passerà! (Rodolfo De Angelis, 1933)   La crisi Comincia con le note di questa

La grazia stupefacente di Lady Soul. Amazing Grace

La grazia stupefacente di Lady Soul. Amazing Grace

Il passaggio, il transito, la trasformazione, la fusione e la divisione caratterizzano la cultura nera. La Aretha Franklin di Amazing Grace (1972-2018) si pone in between, tra la fama raggiunta e le sconosciute origini gospel. La stella del rhythm’n’blues incontra la cantante formatasi in chiesa e la New Temple Missionary Baptist Church di Los Angeles, ideale luogo di partenza, viene

Bassi ventri maschili ripresi con gusto del grottesco danzano lubrichi. “Promising Young Woman” di  Emerald Fennell

Bassi ventri maschili ripresi con gusto del grottesco danzano lubrichi. “Promising Young Woman” di Emerald Fennell

Alla voce “Songs” dei titoli di coda di Promising Young Woman (tradotto Una donna promettente con l’omissione di “giovane” per puntare tutto su “donna”) figura Prelude and Liebestod di Richard Wagner. La regista Emerald Fennell è una classe ’85. Ricordo i miei compagni di studi (classe ’86) che designavano come “canzoni” (“songs”): Per Elisa di Beethoven (quando non pensavano al

Bambini nella notte. “Da Yie” (Good Night) di Anthony Nti

Bambini nella notte. “Da Yie” (Good Night) di Anthony Nti

Una bimba e una bimbo in scena, Matilda (Matilda Enchil) e Prince (Prince Gorthey). La ragazzina è scafata, sfrontata, eslege fuori dal gregge, leader inflessibile in un gruppo di maschietti. Tipico del cinema dell’Africa nera, iper-femminista nel suo immaginario. Meno badou il boy, più riflessivo e cauto, però infallibile goleador, pure asso concentrato della corsa. I due sono l’irresistibile buddy

Inverno precoce di un’estate a Wuhan. “Han Nan Xia Ri” di Han Shuai

Inverno precoce di un’estate a Wuhan. “Han Nan Xia Ri” di Han Shuai

È delicato, suadente, carezzevole, eppur insidioso, disturbante, come le tendine con cui si apre, chiude e inframmezza, tracciate di linee curve, incurvate ancor più dai soffi d’aria artificiale, dal ventilatore, l’esordio nel lungo della regista Han Shuai. Gran premio per il miglior film alla Generation Kplus Competition dell’ultima Berlinale e precedenti apprezzamenti a Pingyao e Busan. Cronaca di un’estate afosa,

Rossellini metafisico. Una ri-lettura di “Era notte a Roma”

Rossellini metafisico. Una ri-lettura di “Era notte a Roma”

“La realtà si dispone intorno a noi e comincia ad esistere per noi, per ognuno di noi in una dimensione originaria che è anteriore a quella della conoscenza, ma che anzi la sostiene e sulla quale questa si costruisce, la dimensione del vissuto.” M. Merleau-Ponty, Fenomenologia della percezione “L’homme vit e se meut dance qu’il voit; mais il ne voit