CRITICA

Bologna // Biografilm 2017, tre film e mezzo concerto

Bologna // Biografilm 2017, tre film e mezzo concerto

Biografilm 2017, tre film e mezzo concerto Arrivo a Bologna sabato, è quasi sera, il mio pullman da Pisa tarda, una scatoletta incandescente piena di corpi inflacciditi fasciati da fibre sintetiche irte, scabre, condotta a destinazione da un paio d’abbrutiti: essere classisti ma antiborghesi, una necessità. Bologna è fresca, accogliente, una città con le cosce aperte, l’amichetta al casale in

“Knock Knock” di Eli Roth. O del neomoralismo

“Knock Knock” di Eli Roth. O del neomoralismo

Certi film, bisogna ammetterlo, sono ributtanti. E per questo istruttivi. Esattamente come quella superba creazione della letteratura novecentesca (forse una delle più grandi e certo inimitabili) che è Ignatius J. Reilly, protagonista tragicomico del capolavoro romanzesco Una banda di idioti (A Confederacy of Dunces) di John Kennedy Toole, credo si debba talora guardare i film più repellenti per farsi un’idea

Koroshi no rakuin (La farfalla sul mirino) > Seijun Suzuki

Koroshi no rakuin (La farfalla sul mirino) > Seijun Suzuki

«Ho iniziato la mia carriera come regista di B-movies. Questo tipo di film è sostanzialmente votato all’intrattenimento. Perciò le sceneggiature che ricevevo dallo studio non avevano assolutamente nulla di artistico con cui cominciare, e non c’era alcuna speranza di ricavarne un film “artistico”. L’unica cosa che potevo sperare di fare erano film che fossero piacevolmente divertenti.» «Tempo fa dissi che

Knight of Cups > Terrence Malick

Knight of Cups > Terrence Malick

Uno sceneggiatore alla deriva, Rick, cerca un rifugio lungo gli arcani dei tarocchi, galleggiando tra fatiscenti set hollywoodiani e il contesto urbano di Los Angeles vissuta come arida e cimiteriale. Tesse i rapporti umani con patologica leggerezza, tra interni desolati, party glamour, letti, piscine e divani, mentre prova a superare la figura paterna e a contenere l’emotività delusa del fratello.

Il Documentario è morto, viva il Documentario!

Il Documentario è morto, viva il Documentario!

Si è chiusa pochi giorni fa la 20ma edizione del DocsBarcelona, il festival internazionale del Documentario prodotto da Parallel 40, che ha ospitato 94 proiezioni diverse e accolto 16.000 spettatori in una settimana intensa, condita da dibattiti, tavole rotonde e speed meeting tra produttori e registi. Numeri che potrebbero cogliere di sorpresa gli italiani, forse, se si pensa alla distribuzione

The Square > Ruben Östlund

The Square > Ruben Östlund

Cannes 70 / Sélection officielle Un’installazione d’arte contemporanea: questa potrebbe essere la definizione per The Square, Palma d’oro al Festival di Cannes 2017, regia del feroce Ruben Östlund, già autore di un grandissimo lavoro come Forza Maggiore. Ed è proprio muovendo dalla considerazione che inquadra questo film come oggetto d’arte che si possono trarre alcune considerazioni di merito. Probabilmente non

“Il potere” di Augusto Tretti e l’odierno fascismo filologico

“Il potere” di Augusto Tretti e l’odierno fascismo filologico

Nel “testamento” di Thomas Bernhard, Estinzione. Uno sfacelo – pubblicato nel 1986 quando chi scrive queste righe nasceva – granitico plinto illuminato da squarci di lucidità abbagliante in una prosa da “dissociato ostinato e sdegnoso ai limiti d’un manierato virtuosismo” (Treccani, Appendice 1979-1992), si legge: “Il nazionalsocialismo è il male austriaco più grande accanto al cattolicesimo, pensai, come il fascismo

Krotkaya (A Gentle Creature) > Sergei Loznitsa

Krotkaya (A Gentle Creature) > Sergei Loznitsa

Cannes 70 / Sélection officielle Non è un caso se Sergei Loznitsa si è presentato a Cannes cinque volte nelle ultime otto edizioni, di cui tre in concorso. All’uscita della sala, dopo aver visto i fulminei 143 minuti di Krotkaya (titolo internazionale: A Gentle Creature), si ha la sensazione di aver partecipato a un’esperienza irripetibile, di aver assistito a qualcosa

Cuori puri > Roberto De Paolis

Cuori puri > Roberto De Paolis

Cannes 70 / Quinzaine des Réalisateurs Tra le note di regia sul pressbook di Cuori puri si può leggere «per scrivere il film ho condotto una ricerca sul campo, attraversando la periferia dei centri accoglienza e dei campi rom per poi entrare nelle chiese e documentarmi sulla realtà contemporanea delle comunità cristiane. La scrittura della sceneggiatura è ben presto diventata “esperienza”