CRITICA

Berlinale 2017: sei film / sei archivi per raccontare la Storia

Berlinale 2017: sei film / sei archivi per raccontare la Storia

Berlinale 2017: sei film / sei archivi per raccontare la Storia a cura di Claudio Casazza L’uso del repertorio nel cinema è fondamentale, soprattutto nel documentario, e saperlo usare spesso differenzia un buon film da un brutto film o da un prodotto televisivo. In questa Berlinale ci sono stati più film che hanno utilizzato del materiale d’archivio e questo mi

Golden Exits > Alex Ross Perry

Golden Exits > Alex Ross Perry

Dialogando su Golden Exits a cura di Cristina Beretta & Veronica Raimo / Berlinale 2017   Da come ha sceso le scale per il Q&A dopo la proiezione del film, era chiaro che Alex Ross Perry non fosse più un novellino alla Berlinale. Nel 2015 ci aveva portato Queen of Earth; quest’anno era presente nella sezione Forum con Golden Exits,

Giacomo Manzoni e la sua musica superflua nel film “Malina” di Werner Schroeter

Giacomo Manzoni e la sua musica superflua nel film “Malina” di Werner Schroeter

Giacomo Manzoni e la sua musica superflua nel film Malina di Werner Schroeter “[…] Voglio spassarmela, io.” “Un appartamento a Mayfair?” “Si capisce.” “Champagne a tutti i pasti?” “Naturale.” “Rolls Royce?” “Anche.” “Ma lascerai qualcosa per soccorrere il proletariato indigente, vero? Darai al popolo quello che ti avanza?” “Non avanzerà niente.” Ero un po’ imbarazzato. Prima d’allora non avevo mai

Django > Etienne Comar

Django > Etienne Comar

Django again a cura di Cristina Beretta & Veronica Raimo / Berlinale 2017 Django è il film di apertura della 67° Berlinale. Etienne Comar, produttore e sceneggiatore al suo primo film, si è ispirato alla vita di Django Reinhardt (1910-1953), chitarrista jazz di origini sinti. Le vicende narrate si concentrano negli anni 1943-45. In questi anni Parigi è occupata dai

Come muovere i fili. Robert Wiene e l’orrore espressionista

Come muovere i fili. Robert Wiene e l’orrore espressionista

Come muovere i fili. Robert Wiene e l’orrore espressionista Che tutto abbia avuto inizio nel febbraio del 1920, mese nel quale venne proiettato per la prima volta a Berlino Das Cabinet des Dr. Caligari, è cosa ormai nota ai più. In realtà il discorso attorno al periodo d’oro del cinema espressionista tedesco non è una matassa tanto facile da districare:

La musica di Iannis Xenakis in L’Attesa di Francesco Selvi

La musica di Iannis Xenakis in L’Attesa di Francesco Selvi

Non sono frequenti, specialmente oggi in Italia, i casi di registi che adoperino nei loro film musiche dei “padri fondatori” della musica contemporanea: quei “padri” che, nella Darmstadt gloriosa degli anni 50-60 del secolo scorso, ridefinirono molti punti del linguaggio compositivo da noi ereditato: dalla scrittura al modo stesso di concepire l’esecuzione musicale, nonché la sua fruizione pubblica. Poche tracce

His Girl Friday (La signora del venerdì) > Howard Hawks

His Girl Friday (La signora del venerdì) > Howard Hawks

Walter Burns (Cary Grant), capo redattore di cronaca nera del quotidiano The Morning Post, apprende che la sua ex moglie, nonché redattrice di punta del suo giornale, Hildegard “Hildy” Johnson (Rosalind Russell) si appresta a sposarsi l’indomani con un assicuratore, trasformandosi così in moglie e madre. Walter tenta quindi di sabotare il progetto affidandole un ultimo pezzo sull’imminente esecuzione di

Bad Day at Black Rock (Giorno maledetto) > John Sturges

Bad Day at Black Rock (Giorno maledetto) > John Sturges

A pochi mesi dalla fine della Seconda guerra mondiale, un treno attraversa uno sterminato paesaggio deserto, sfruttando tutta l’ampiezza rettangolare del Cinemascope, per poi fermarsi nel bel mezzo del nulla: la cittadina – in realtà quattro o cinque edifici perpendicolari ai binari – di Black Rock, tra le rocce dell’Arizona. È la prima volta in quattro anni che il treno

The Hot Spot > Dennis Hopper

The Hot Spot > Dennis Hopper

The Hot Spot, sesto film di Dennis Hopper, è un oggetto cinematografico ibrido, in cui confluiscono e si integrano elementi ascrivibili alla tradizione western e tratti di stile tipici del genere noir. Luogo caratteristico del noir è la città, a partire da classici come The Maltese Falcon (John Huston, 1941) e Double Indemnity (Billy Wilder, 1944), per arrivare ai cosiddetti