Bassi ventri maschili ripresi con gusto del grottesco danzano lubrichi. “Promising Young Woman” di Emerald Fennell

Alla voce “Songs” dei titoli di coda di Promising Young Woman (tradotto Una donna promettente con l’omissione di “giovane” per puntare tutto su “donna”) figura Prelude and Liebestod di Richard Wagner. La regista Emerald Fennell è una classe ’85. Ricordo i miei compagni di studi (classe ’86) che designavano come “canzoni” (“songs”): Per Elisa di Beethoven (quando non pensavano al cane), la Marcia Turca di Mozart e – scendendo in cantina – Mission di Morricone. Non stupisce quindi che il Preludio di Tristano e Isotta sia buttato lì assieme ai “songs”, in un minestrone misto: questo film è un tritatutto. Si potrebbe chiudere alla prima inquadratura: bassi ventri maschili ripresi con gusto del grottesco danzano lubrichi. Non una sola figura maschile si salva. Forse il padre di Cassandra (nome che sarebbe piaciuto a Christa Wolf, una Carey Mulligan meravigliosa, che vale tutto il film e il biglietto) che però è un mezzo deficiente, arroccato con la moglie in un’oscena villa-bomboniera. Forse l’avvocato che si pente d’aver difeso stupratori, ma che è un mezzo pazzo. Ed ecco la generalizzazione statistica, che dimostra che se misuriamo un nano di 130 cm e un gigante di 2 m, risulta in effetti che la statura media mondiale è di 1,65 m. Così gli uomini della Fennell: una media maschile d’esseri piuttosto abominevoli contro i quali condurre una battaglia da vendicatrici del Far West femminile. Dunque l’ambiguità della citazione cinefila da La morte corre sul fiume di Laughton, che vediamo per un istante dal televisore dei genitori della protagonista. Chi vendica chi? La morte che corre sui fiumi di sangue femminile versato? C’è dell’horror tendenzioso in questo morboso manifesto da Politburo frustrato e compiaciuto. C’è della rozzezza generalizzante che non si domanda mai perché le violenze di gruppo sorgano nel cameratismo (da tempo immemore), corroborate da fiumi d’alcool e dall’inquietante ricorso al baccanale orgiastico d’una gioventù che viaggia – spettrali pupazzi dell’angoscia in ologrammi social, mostri del narcisismo selfie, creature dell’ipocrita agonia – verso la fine. In questo addio al maschio, che non ha il coraggio di mostrarci neppure un’evirazione à la Ferreri ma solo d’alludervi, Wagner – ridotto a una canzone – diviene la possente colonna sonora d’una jeep presa a mazzate. M’attendo in futuro il Requiem di Mozart, slabbrato dalla trivializzazione pop, come colonna sonora d’una scena di pegging.

Dario Agazzi

 

 

Promising Young Woman
Regia, sceneggiatura: Emerald Fennell
Fotografia: Benjamin Kračun
Montaggio: Frédéric Thoraval
Musiche: Anthony Willis
Scenografia: Michael T. Perry
Costumi: Nancy Steiner
Produttori: Margot Robbie, Tom Ackerley, Josey McNamara, Ben Browning, Ashley Fox, Emerald Fennell
Interpreti: Carey Mulligan, Bo Burnham, Alison Brie, Clancy Brown, Jennifer Coolidge, Laverne Cox, Connie Britton, Adam Brody, Chris Lowell, Max Greenfield, Christopher Mintz-Plasse, Sam Richardson, Molly Shannon, Alfred Molina
Produzione: LuckyChap Entertainment
Paese: USA
Anno: 2020
Durata: 113′

 



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