CRITICA

…E quindi? “Transit” di Christian Petzold

…E quindi? “Transit” di Christian Petzold

Berlinale 2018 / Concorso internazionale All’inizio degli anni Quaranta esuli provenienti da tutta Europa, spinti dall’avanzare delle truppe tedesche, si ritrovano a Marsiglia e affollano le banchine del porto, gli alberghi da quattro soldi e gli uffici consolari stranieri sotto un cielo desolato e grigio, in attesa della nave e dei documenti che consentiranno loro di transitare oltreoceano. In questa

“Il filo nascosto”, o dell’amore ai tempi dell’autolesionismo consapevole

“Il filo nascosto”, o dell’amore ai tempi dell’autolesionismo consapevole

Il gusto per l’estetismo emerge in ogni singolo frame nel cinema di Paul Thomas Anderson, anche se nel suo ultimo eccezionale lavoro è probabilmente un estetismo più subdolo e insinuante, che si sedimenta lentamente lungo tutta la durata dell’opera, meno impattante e meno avvampante rispetto agli altri film del regista, ma che, come secolari gocce d’acqua e calcare, alla fine

Il potere russo nel cerchio di Mozart. Qualche nota su “Morto Stalin se ne fa un altro”

Il potere russo nel cerchio di Mozart. Qualche nota su “Morto Stalin se ne fa un altro”

“In un recente sondaggio sulla popolarità degli ex segretari generali del partito, la metà dei russi ha sostenuto di preferire Leonid Brezhnev. Seguono Lenin e Stalin.” da Gorby, il marziano della perestroika di Ugo Tramballi sull’inserto domenicale de «Il Sole24Ore» del 28 gennaio 2018 Il sublime e tragico Adagio in fa diesis minore dal Concerto per pianoforte, flauto, 2 clarinetti,

Lui è l’amore. “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino

Lui è l’amore. “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino

“L’usurpatore!”. Elio non conosce ancora Oliver, ma sa che l’ospite gli soffierà la camera da letto. Scruta dalla finestra l’arrivo dello straniero, sospinto nella sua beltà corrusca da un’onda di Sole, e ignora che quel tizio misterioso lo stravolgerà… La genealogia policefala di Chiamami col tuo nome suona come un inno al multiculturalismo e testimonia, al contempo, un decorso gestatorio

Marlina: femminismo omicida

Marlina: femminismo omicida

Marlina, omicida in quattro atti (della regista indonesiana Mouly Surya, classe 1980) comincia in modo folgorante. E avvizzisce in un manierato film di sessismo al contrario. Elogio della totale individualità femminile, per mezzo della decapitazione d’ogni maschilità. Ai limiti del saffismo, il desidero d’incastonare in un continuum la morte del “maschio padrone” attraverso lo sfondo d’una natura indonesiana stucchevolmente patinata

Tutto il denaro del mondo. Tutto l’orrore del cinema

Tutto il denaro del mondo. Tutto l’orrore del cinema

Il sudario non ha tasche. Bisogna ripetere più volte a se stessi che (Sir) Scott è stato autore de I duellanti tratto da Joseph Conrad, 1977; perché 40 anni dopo potremmo vacillare. Accorgendoci che una carriera, fagocitata dallo stile americano, rende più amara la chiusa di Tutto il denaro del mondo. Dobbiamo ricordarci di Blade Runner, Alien; e ripetercelo. Perché