CRITICA

L’eloquenza del silenzio. Note critiche sul “Joker” di Todd Phillips

L’eloquenza del silenzio. Note critiche sul “Joker” di Todd Phillips

L’alta industriosità di Joker va riconosciuta con ogni riguardo. Prodotto di impeccabile funzionalità, tesoro di genialità capitalistica! Prova di incomparabile conoscenza dei mass media! Prodigiose intuizioni in materia di sadismo di massa, plusvalore, plusprodotto, analisi di mercato, distribuzione al minuto. Provocando interclassiste eccitazioni senza precedenti, e turbamenti innominabili, anche presso quella borghesia assatanata che sta riscoprendo la Crudeltà (già correntemente

Verso “Archivio Aperto 2019”. Conversazione con Paolo Simoni

Verso “Archivio Aperto 2019”. Conversazione con Paolo Simoni

La sede di Home Movies sta dentro a un portone che si apre sotto i portici di via Sant’Isaia, a Bologna, nell’ammezzato dell’Istituto Storico Parri. L’edificio un tempo fu un Monastero delle Monache di S. Mattia e dall’epoca della sua fondazione – la prima pietra fu posata nel 1376 – il mondo esterno è mutato innumerevoli volte. Che dentro alle

Il XVIII Mille Occhi

Il XVIII Mille Occhi

“In questa camera chiusa, solo il gran sacerdote è sceso tenendosi a una corda, come un secchio nelle profondità di un pozzo.” – Antonin Artaud, Eliogabalo o l’anarchico incoronato L’“Elegia” per violoncello e pianoforte op. 24 di Fauré conclude l’opus maximum “Al primo soffio di vento” di Franco Piavoli – premio Anno Uno di quest’eroica XVIII edizione del Festival dei

“Ida” di Paweł Pawlikowski

“Ida” di Paweł Pawlikowski

Al suo quinto lungometraggio, Pawlikowski, nazionalità polacca e con istruzione britannica e laurea ad Oxford, trae l’idea per questo suo lavoro direttamente dalla propria storia familiare e da vicissitudini molto private. Il regista voleva realizzare un lungometraggio dedicato a una suora cattolica che si scopre ebrea nella Polonia degli anni Sessanta, periodo durante il quale il partito comunista attuava le

La persistenza della memoria. Considerazioni sul “Cinema di seconda mano”

La persistenza della memoria. Considerazioni sul “Cinema di seconda mano”

…che poi il tempo passa con una tale velocità che due mesi a volte paiono un battito di ciglia. Dunque, con un certo ritardo, recupero appunti e pensieri sulla doppia giornata cagliaritana dedicata al cinema d’archivio organizzata dall’associazione L’Ambulante: Cinema di seconda mano, 16-17 maggio 2019 @ spazio Controra (Cagliari). Il breve programma curato da Gaetano Crivaro, Alberto Diana e

Solipsismi di massa alla 55a Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro

Solipsismi di massa alla 55a Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro

“Noch ist nicht alles Leben eingenickt, Der Schlafgemächer letze Türen knarren.” Annette von Droste-Hülshoff, Notte insonne ne La casa nella brughiera “Abbiamo bisogno anche di un’immagine cinematografica brutta”, ha chiosato Gianmarco Torri commentando alcuni dei lavori della sezione “Satellite. Solipsismi di massa” della Mostra di Pesaro di quest’anno. Accostati in forma dialogica, Eraserhead – Rimozione sicura, d’Edoardo Genzolini, Asmrrrr molesto

“Primula rossa” di Franco Jannuzzi

“Primula rossa” di Franco Jannuzzi

Nelle sale dal 30 maggio, Primula rossa di Franco Jannuzzi su soggetto di Massimo Barilla è un tentativo di lungometraggio i cui intenti sono lodevoli: far sì che lo sguardo dello spettatore possa posarsi sul grave problema legato agli OPG, Ospedali Psichiatrici Giudiziari – sostituti dei (terrificanti) manicomi criminali, grazie a Franco Basaglia – aboliti nel 2013, chiusi solo nel

Ibrida Festival 2019

Ibrida Festival 2019

Giunto alla sua quarta edizione, l’Ibrida Festival di Forlì presso la Fabbrica delle Candele, conclusosi il 28 aprile, è una Wunderkammer che assembla qualcosa di postumo. O meglio: che in forma postuma assembla postume forme. Epigoni frammentati e sparati a casaccio in una scompaginata babele sospesa sull’orlo dell’abisso, Autori (e prodotti degli Autori stessi) finiscono per identificarsi. L’espressività inespressiva del

La sintassi musicale di Agnès Varda

La sintassi musicale di Agnès Varda

Accade non di rado, in grandi registi francofoni, che Mozart sia adoperato in modo notevole: dallo Chabrol di À double tour (A doppia mandata, 1959) al Dominik Moll di Harry un ami qui vous veut du bien (Harry, un amico vero, 2000). Laddove, nella turpe insonnia freudiana della borghesia di provincia, le note che esprimono la massima nostalgia dell’arte occidentale