CRITICA

Un gingillo per gonzi. “Hereditary”

Un gingillo per gonzi. “Hereditary”

Il punto essenziale è che non si capisce quasi nulla di questo film. E se ci pensi, voglio dire se metti a fuoco il concetto, non è poca cosa. Trama pasticciata, psicologia dei personaggi affogata tra eventi confusi e un finale, certo suggestivo, ma liscio come una foto della Ferragni. Hereditary mi ha ricordato il calcio saponato, come a dire

Il magistero di Michelangelo Buffa: La trilogia del “Capodanno al Samara”

Il magistero di Michelangelo Buffa: La trilogia del “Capodanno al Samara”

Segnaliamo (riservandoci di ricordarlo su questa rivista in prossimità dell’evento) che il 31 agosto presso il Convento di Olginate (Lecco), Associazione Culturale Santa Maria la Vite, su iniziativa della regista Ilaria Pezone verrà presentata parte della trilogia Capodanno al Samara di Michelangelo Buffa alla presenza del regista.   I. “Una donna di cattivi costumi, secondo il Littré”, è la prostituta.

La teogonia secondo Terlizzi. Dopo i démoni, gli “Dei”

La teogonia secondo Terlizzi. Dopo i démoni, gli “Dei”

Nella sua stratificata linearità, promette bene Dei [1], il film di esordio al lungometraggio di finzione del regista Cosimo Terlizzi. Per un esordio tradizionale dietro la macchina da presa si direbbe “ne sentiremo parlare”, “attendiamo il banco di prova dell’opera seconda”… Il fatto è che l’esordio in questione è già in verità, e non può che essere interpretato diversamente, il

“The Night Journey” by Bill Viola

“The Night Journey” by Bill Viola

The Night Journey è stato tra i primi videogame sperimentali d’arte (o d’artista) mai realizzati. Si tratta di una fusione tra le tecniche di gaming e video per raccontare la storia universale del viaggio di un individuo verso l’illuminazione. Il gioco inizia al centro di un misterioso paesaggio sul quale cade l’oscurità. Non c’è una strada da percorrere, nessun obiettivo

C’è sempre un filo nascosto nel cinema di Paul Thomas Anderson

C’è sempre un filo nascosto nel cinema di Paul Thomas Anderson

C’è sempre un filo nascosto nel cinema di Paul Thomas Anderson, qualcosa che dalla trama sfugge, ma in esso è celato, che ci trascina – spettatori disorientati – in un ordito evasivo. È come se nella sceneggiatura il soggetto scivoli continuamente altrove, muovendosi per assonanze su di un tema principale ostinatamente disatteso. In concreto, ci si domanda, cosa mi vuol

Mary e il fiore della strega (Mary to Majo no Hana) > Hiromasa Yonebayashi

Mary e il fiore della strega (Mary to Majo no Hana) > Hiromasa Yonebayashi

Direttamente da Wikipedia, “Ponoc” «deriva dalla parola serbo-croata che indica mezzanotte (ponoć/поноћ), a significare “il momento in cui un giorno finisce e un altro comincia”», un po’ come “Sottovoce” di Marzullo per intenderci. Forse una nuova alba era l’intento programmatico di Hiromasa Yonebayashi e Yoshiaki Nishimura, quando hanno lasciato lo Studio Ghibli per fondare, appunto, lo Studio Ponoc, ma occorre

…continuavano a chiamarlo Atlas UFO Robot. La vera storia giapponese della «nascita» di Goldrake

…continuavano a chiamarlo Atlas UFO Robot. La vera storia giapponese della «nascita» di Goldrake

…continuavano a chiamarlo Atlas UFO Robot La vera storia giapponese della «nascita» di Goldrake a cura di Mario Verger   «L’élégance, la superbe de Goldorak sont les symboles du samouraï que le Nippon a toujours tenté d’imposer au monde occidental.» – Jacques Canestrier, Antenne 2     Kore ga UFO da! Soratobu Enban – Introduzione Lo scorso anno venni contattato

Di pari passo con l’amore e la morte. “A Quiet Passion” di Terence Davies

Di pari passo con l’amore e la morte. “A Quiet Passion” di Terence Davies

Il componimento di Emily Dickinson che, forse, meglio identifica l’esistenzialismo di Terence Davies, rivelando un sentire comune tra la poetessa e il regista, non viene citato in A Quiet Passion. Si intitola Il passato: È una curiosa creatura il passato e a guardarlo in viso si può approdare all’estasi o alla disperazione. Se qualcuno l’incontra disarmato, presto, gli grido, fuggi!

“La tegola e il caso” di Rezza e Mastrella

“La tegola e il caso” di Rezza e Mastrella

Donne en ma bouche parole vraie et estable et fay de moy langue caulte. cit. in Lacan, Scritti, I, 240 In un’Italia imputridita – quotidiano susseguirsi di palude in palude: interni comuni, talora posticci: per addobbi, pavimenti fregiati, colonne scolpite nell’alveo del tardo kitsch o mobili d’ingresso pomposamente demodé; orrendamente (très!) petit-bourgeois – il figuro agente di guarigione, di formazione,