Un mundo menos peor > Alejandro Agresti

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Una donna scopre che il marito, creduto morto da più di vent’anni, vive in un piccolo villaggio turistico nel sud dell’Argentina ai confini con la Patagonia.
Si mette quindi in viaggio con le due figlie con l’intenzione di incontrarlo.

Chi aveva già avuto modo di apprezzare Valentìn (2002, premiato dall’associazione dei critici argentini), sa con quanta tenerezza e malinconia il regista Alejandro Agresti sappia narrare le vicende legate alla sua martoriata terra natale. L’Argentina, con il suo recente passato politico e economico a dir poco tragico, viene narrato dal regista attraverso la forza dei sentimenti dei suoi personaggi.
Un mundo menos peor racconta una storia dolorosa: Isabel scopre che suo marito Cholo, creduto morto vent’anni addietro, è vivo e abita in un piccolo villaggio nel sud dell’Argentina. Intraprende quindi un viaggio con le due figlie: la piccola, frutto di un’altra unione, e la più grande, che è nata proprio da quel matrimonio ma non ha mai conosciuto suo padre . Il rapporto tra le due donne è talvolta teso e difficile, ma anche sorretto da complicità nella ricerca di una grande speranza comune.
Giunte a destinazione, scoprono che Cholo vive una vita semplice, senza particolari emozioni e, soprattutto, sembra avere perso la memoria. Si capisce che l’uomo, a causa di un evento traumatico, non ha avuto altra possibilità che rimuovere tutto ciò che lo riposta al quel periodo.
Combattuta tra il desiderio di ricominciare e il ricordo del doloroso passato, Isabel fa di tutto per riavvicinarsi all’uomo, che però la sfugge dicendo di non conoscerla. Mentre lo spettatore si chiede se lui finga per evitare un dolore del passato troppo forte per essere affrontato di nuovo o se davvero la sua memoria non gli permetta di ricordare la donna, il film si avvia verso una conclusione aperta ma densa di speranza.
Il film è sorretto da una sceneggiatura di ammirevole misura, che mai scivola nel patetico, efficace nel ritrarre personaggi cui sembra mancare un tassello per poter tornare a una vita piena.

Alejandro Agresti, regista, sceneggiatore, attore e direttore della fotografia, nasce a Buenos Aires nel 1961. Nel 1978 realizza il suo primo lungometraggio, El zoologico y el cementerio seguito nel 1989 da Boda secreta, premio per la migliore sceneggiatura e premio al regista al Dutch Film Festival.
Il tema della famiglia ritrovata è al centro di Buenos Aires Vice Versa del 1996, in cui due figlie adolescenti di desaparecidos cercano una risposta alle loro radici violentemente estirpate. Per questo film gli viene attribuito, per la seconda volta, un premio al Nederlands Film Festival, anche in questo caso grazie alla sceneggiatura.
Nel 1998 esce il divertente El viento se llevò lo que, premiato come migliore film a San Sebastian, Newport, Istanbul e all’Habana Film Festival. In Una noche con Sabrina Love (2000), un giovane riesce ad incontrare la pornostar
dei suoi solitari sogni. Nel 2002, Valentìn racconta di un adolescente che spera di ritrovare la madre che lo ha abbandonato da bambino.

Un mundo menos peor ha ottenuto a Venezia 61 il premio «Città di Roma» come miglior film.

Roberto Rippa

Nel film provo di nuovo a parlare di noi argentini. Cerco di far riflettere su come continuiamo a resistere senza smettere di amare e sentire la bellezza della vita, in mezzo a una realtà e a un passato che provano a distruggere l’essenza dei nostri sentimenti.
(Alejandro Agresti)

Un mundo menos peor
(titolo italiano: Tutto il bene del mondo, Argentina, 2004)
Regia, soggetto e sceneggiatura: Alejandro Agresti
Musiche originali: Philippe Sardé
Fotografia: José Manuel Cajaraville
Montaggio: Alejandro Broderson
Interpreti principali: Mónica Galán, Julieta Cardinali, Carlos Roffé, Ulises Dumont, Mex Urtizberea
90′

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