Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda > Mariano Laurenti

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Forse più un grande titolo che un grande film che sfrutta, muovendosi naturalmente su ben altro piano, “Il decameron” di Pier Paolo Pasolini del 1971 (il cui successo diede involontariamente la stura al genere cosiddetto decamerotico, composto in seguito da numerosissime pellicole tra cui “Boccaccio mio statte zitto” – Marino Girolami, 1972 – “Sollazzevoli storie di mogli gaudenti e mariti penitenti” – Artistide Massaccessi, 1972 – “Metti lo diavolo tuo ne lo mio inferno” – Bitto Albertini, 1973 – e “La bella Antonia, prima monica e poi dimonia”, quest’ultimo ancora di Laurenti con la Fenech protagonista). Il film è molto meno spinto di quanto il titolo faccia supporre e spinge molto più sulla componente comica, ben sostenuta da solidi caratteristi come Umberto D’Orsi e lo stesso Pippo Franco, che su quella erotica, che si limita a qualche innocente nudo delle due protagoniste.
Nel film, Olimpio e mastro Oderisi desiderano l’uno la moglie dell’altro. Arrivano quindi a proporre uno scambio di consorti, non prima di averle però subdolamente protette con una cintura di castità.
Mariano Laurenti, allora già quasi un veterano del cinema di genere (dal musicarello ai film con Franco e Ciccio) lo dirige basandosi su un soggetto scritto da Tito Carpi e dal produttore Luciano Martino. Nel ruolo del titolo, Edwige Fenech, appena reduce da una manciata di titoli che le sono valsi il titolo di “scream queen” italiana: “5 bambole per la luna d’agosto” (Mario Bava, 1970), “Lo strano vizio della signora Wardh” (Sergio Martino, 1971), “Tutti i colori del buio” (Sergio Martino, 1972), “Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave” (Sergio Martino, 1972) e “Perché quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer?” (Giuliano Carnimeo, 1972). L’attrice è in quell’anno protagonista assoluta nelle sale e degli incassi con ben sei titoli in distribuzione (tre nello stesso mese), con Ubalda a chiudere un’annata di grande popolarità. Da questo titolo in poi, consoliderà il suo status di sex symbol che la accompagnerà per almeno due decenni a venire e che la vedrà protagonista di farse erotiche prima e della commedia sexy dopo, sempre sotto l’egida delle produzioni di Luciano Martino.
Negli anni ’90, Walter Veltroni riabilita la pellicola tessendone pubblicamente le lodi, permettendo così alla Fenech di smettere di vergognarsene. Nessuno ha però ancora rivalutato “Giovannona Coscialunga, disonorata con onore“, altra farsa dal titolo fuorviante.

Musiche di Bruno Nicolai.


Nel suo Stracult (Sperling e Kupfer Editori, novembre 1999), Marco Giusti racconta che negli anni ‘90 Enrico Ghezzi aveva scritto un soggetto per un rifacimento-omaggio che avrebbe dovuto intitolarsi “Quel gran pezzo dell’Ubalda, tutta (ri)nuda e tutta (ri)calda ma il produttore Luciano Martino ne produsse uno meno ardito (“Chiavi in mano, 1996), con comici di secondo livello e l’allora stellina della TV Angela Cavagna, che non ebbe giustamente alcun successo.
Karin Schubert racconta che all’epoca del film Edwige Fenech si era appena fatta sistemare chirurgicamente il naso, che ancora presentava un bubbone post-operatorio, e che quindi il regista, nelle scene in cui erano entrambe presenti, la utilizzava per mettere in ombra il profilo dell’attrice franco-algerina e nasconderne il momentaneo difetto.

Roberto Rippa

Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda (Italia, 1972)
Regia: Mariano Laurenti
Soggetto: Tito Carpi, Luciano Martino
Musiche: Bruno Nicolai
Sceneggiatura: Tito Carpi, Carlo Veo
Fotografia: Tino Santoni
Montaggio: Giuliana Attenni
Interpreti principali: Edwige Fenech, Pippo Franco, Karin Schubert, Umberto D’Orsi, Gabriella Giorgelli
86′

DVD

Il dvd della Alan Young presenta il film in versione integrale ridigitalizzato e nel formato cinematografico corretto. Da tempo fuori catalogo (ma non irreperibile) in questa edizione, il film è stato ripubblicato nel 2008 da Sony Pictures Home Entertainment

Etichetta: Alan Young
Origine: Italia
Formato video: 2.35:1 (16/9)
Formato audio: Dolby Digital 5.1, Mono
Lingue: italiano
Sottotitoli italiano
Extra: commento audio di Mariano Laurenti moderato da Franco Grattarola, critico cinematografico di “Cine70″, trailer originale

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