Mannen som elsket Yngve > Stian Kristiansen

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Il presente articolo è stato pubblicato su Rapporto Confidenziale, numero30 (dic/gen 2011), pag. 32

 

Mannen som elsket Yngve

(The man who loved Yngve) Stian Kristiansen | Norvegia – 2008 – 35mm – colore – 90’

di Francesco Chignola

 

Ok, non si chiama Unione Europea né Russia. Non c’è la guerra al terrorismo. Nessuno ha un iPod. Cellulari, Internet, quella roba è fantascienza. Mi capite? No? Ok. E’ il 1989. Si chiama Comunità Europea, e io sono contro, cazzo. Si chiama Unione Sovietica, guerra fredda, Thatcher. La Norvegia ha il petrolio e gli yuppie, e la gente va in giro con dei piumini rosa, dei mullet con la permanente, e ascoltano musica di merda. Cosa ho fatto per meritarmi questo? Tutto è una barzeletta. Tutte le ragazze vanno negli USA alla pari “se la spassano da matti”. Alla pari? Maledizione. Non ho amici. Non ho mai fatto sesso. Non ho idea del perché sono qui. Il mio nome è Jarle Klepp, e voglio una vita”.

 

Con questo sfogo fulminante, recitato dal protagonista Rolf Kristian Larsen con lo sguardo in macchina durante una gita scolastica tra le paludi, inizia il primo film del regista norvegese Stian Kristiansen. Bastano pochi istanti, e Jarle trova una sua dimensione grazie all’amicizia con Helge Hombo, sancita dalla passione per Psychocandy dei Jesus and Mary Chain e per il disprezzo nei confronti dello status quo, la voglia di fuga. Titoli di testa scritti su audiocassette: tanto per capirci. Tre mesi dopo: il muro di Berlino è crollato, Helge e Jarle hanno fondato una band, Jarle sta con la ragazza dei suoi sogni, Cathrine. E il film, solo allora, è pronto a incominciare.

L’oggetto del desiderio che scatena la narrazione di Mannen som elsket Yngve è infatti, secondo gli schemi del teen-movie, un “individuo alieno”, una squassante potenza esogena – il ragazzo nuovo giunto nella classe di Jarle. Biondo, pallido e delicato, Yngve gioca a quell’orribile depravazione borghese che è il tennis, ascolta robaccia synth-pop come i Japan di David Sylvian, è apparentemente antitetico a Jarle. Ma quest’ultimo prova per lui una fascinazione immediata che manderà in subbuglio non solo il rapporto con Helge e Cathrine, ma anche il sistema di valori, o presunti tali, su cui aveva costruito la sua identità. Quella stessa vita che chiedeva, ci chiedeva, a gran voce.

Quello di Stian Kristiansen è un esordio davvero sorprendente, per la sapienza con cui affronta di petto tutti i rischi del film adolescenziale da una parte, e del period movie sugli anni ’80 dall’altra, uscendosene con un film piccolo ma assolutamente irresistibile che parla, appunto, sia della ricerca del sé negli anni dell’adolescenza e di identità sociale e sessuale, sia di un momento storico ben definito e riprodotto con cura e malinconia in parti uguali – e per il suo trattare entrambe le facciate di una storia di crescita, di amicizia e di solitudine con grande freschezza, e soprattutto grande sincerità.

Gran parte del merito dell’umore che il film trasmette è dovuto poi a una scelta musicale molto precisa, proprio come è essenziale la musica stessa nello sviluppo della storia e nei rapporti tra i personaggi, dall’apertura su I wanna be adored degli Stone Roses fino ai Cure, passando per i R.E.M. di The one I love e, ovviamente, i Jesus and Mary Chain – senza contare l’apporto di band norvegesi come i Raga Rockers e gli Aller Værste!

 

Francesco Chignola

 

 

Il film, uscito in Norvegia nel 2008, è stato proiettato in una quantità notevole di festival in tutto il mondo, tra cui – sentite questa – la sfigatissima edizione 2008 del Festival Internazionale di Roma. Che però, per ora, non gli ha portato fortuna: non c’è traccia di un’uscita italiana, tanto per cambiare. Peccato. È però disponibile in edizione inglese (con sottotitoli solo in inglese) da TLA Releasing. L’edizione norvegese, invece, è priva di sottotitoli..

 

 

Mannen som elsket Yngve (The Man Who Loved Yngve)

Regia: Stian Kristiansen; Soggetto e sceneggiatura: Tore Renberg (dla suo romanzo omonimo); Musiche: John Erik Kaada; Fotografia: Trond Høines; Montaggio: Vidar Flataukan; Scenografia: Tuva Hølmebakk; Interpreti principali: Rolf Kristian Larsen (Jarle Klepp), Arthur Berning (Helge Ombo), Ida Elise Broch (Cathrine Halsnes), Ole Christoffer Ertvåg (Yngve Lima), Jørgen Langhelle (Terje Orheim), Trine Wiggen (Sara Klepp); Paese: Norvegia; anno: 2008; Durata: 90’

 


 

 

 

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