Leningrad Cowboys Go America > Aki Kaurismäki

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I Leningrad Cowboys sono un gruppo veramente esistente. Ve la ricordate la canzone So happy together, cover dei The Turtles utilizzata qualche tempo fa per uno spot della Vodafone? Ecco, quella è una loro canzone. Sentendo quel brano avrete certamente notato una certa originalità compositiva e di canto. Beh, se guarderete “Leningrad Cowboys go America” noterete che anche nell’aspetto lo sono. Ciuffo enorme e scarpe con punte affilatissime abbinate a un sobrio completo nero sono la bandiera di questo strampalato gruppo. Regista di questo road-movie musicale è l’altrettanto imprevedibile regista finlandese Aki Kaurismaki, che con il gruppo musicale girerà un altro film, “Leningrad Cowboys meet Moses” e il live del gruppo con il Coro dell’Armata Russa.
La pellicola narra il viaggio del gruppo musicale che, partito dalla loro fredda città decidono di partire per l’America, in quanto lì piace qualsiasi cagata (musicale in questo caso). I nostri (naturalmente tutti fratelli) partiranno con un fratello congelato sul cofano di una Cadillac («Anche lui deve conoscere il nonno» li ammonisce il padre), accompagnati dal loro manager approfittatore e dallo scemo del villaggio che vuole avere un ciuffo come il loro. Giunti nella terra promessa racimolano qualche soldo suonando qua e là ma, dopo essere venuti a conoscenza del rock and roll, vengono subito mandati in Messico per suonare ad un matrimonio.
Seppur ricordando il divertente “The Blues brothers” di Landis, il film di Kaurismaki prende tutt’altra strada. Caotico e cinematograficamente irriverente, la pellicola procede senza una vera e propria trama (il regista poi confessò di avere scritto solo la scena iniziale e quella finale) ma non per questo evitando di raccontarci una storia. Non attendiamo però svolte drammatiche o imprevisti movimenti della trama perché la storia dei Leningrad Cowboys è la storia di chi arriva pur sapendo che rimarrà dove era partito. Infatti il gruppo parte da un villaggio sconosciuto e degradato del Nord Europa per approdare nella periferia degradata delle coste americane e finire relegati in Messico, tra feste paesane e matrimoni. Il sogno americano quindi è solo sfiorato, forse perché loro in America nemmeno ci sarebbero mai voluti andare. Da scanzonato qual era, ci accorgiamo ben presto che il film porta con sé una malinconia e un senso di muoversi rimanendo fermi che solo uno come Kaurismaki può conferire ad un film. Tante (e belle) le canzoni, pochi i dialoghi; per questo il film è anche uno dei tanti tributi di Kaurismaki al cinema muto (ci sono anche le didascalie) che omaggerà definitivamente nel 1999 realizzando “Juha”, ultimo film muto del millennio.
“Leningrad Cowboy go America” ha toni grotteschi che virano al drammatico e una malinconia così minimalista e fredda da scaldarti il cuore. Kaurismaki racconta con spietata ironia e calda partecipazione emotiva la vita ai margini dei Leningrad Cowboys che anche negli States rimangono fuori dal giro.

P.S.: Il primo venditore d’auto è il regista americano Jim Jarmusch, grande amico di Kaurismaki e accomunati da canoni estetici molto simili.

Matteo Contin

Leningrad Cowboys Go America
(Finlandia-Svezia/1989)
Regia: Aki Kaurismäki
Sceneggiatura: Sakke Jarvenpaa, Aki Kaurismäki, Mato Valtonen
Musiche originali: Mauri Sumén
Fotografia: Timo Salminen
Montaggio: Raija Talvio
Scenografia: Kari Laine, Heikki Ukkonen
Costumi: Tanja Tolonen
Interpreti principali: Matti Pellonpää, Kari Väänänen, Sakke Järvenpää, Heikki Keskinen, Pimme Korhonen, Sakari Kuosmanen, Puka Oinonen, Silu Seppälä, Mauri Sumén, Mato Valtonen, Pekka Virtanen
78′

DVD

Italia (Dolmen Home Video)

Leningrad Cowboys Go America

Gran Bretagna (Artificial Eye)

The Aki Kaurismaki Collection – Leningrad Cowboys [DVD]

Stati Uniti (Criterion – Eclipse)

Eclipse Series 29: Aki Kaurismaki’s Leningrad Cowboys

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