Tayeb, Khalas, Yalla (Ok, Enough, Goodbye) > Rania Attieh & Daniel Garcia

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Tayeb, Khalas, Yalla

Rania Attieh & Daniel Garcia
“Ok, Enough, Goodbye” / Emirati Arabi Uniti-Libano / 2011 / colore / arabo / 95′ / HD
29. Torino Film Festival – Competizione lungometraggi

In Libano i legami familiari sono molto forti, così può capitare che nella città di Tripoli un quarantenne abiti ancora con l’anziana madre. Ma quando la donna lo lascia, a quest’uomo non rimane che la città in cui è cresciuto. Alla disperata ricerca della compagnia di qualcuno, l’uomo fa così amicizia con un bambino e instaura una relazione con una prostituta basata sullo scambio di sms. Alla fine acconsente a prendere con sé una cameriera etiope che non parla neppure la sua lingua, ma che lo aiuterà a migliorare la sua situazione.

Il primo lungometraggio dei trentenni Rania Attieh e Daniel Garcia ha inizio con una serie di immagini da documentario. Sullo sfondo di una città – Tripoli, la seconda città per numero di abitanti e importanza del Libano – che appare come dormiente, alcuni moti di ribellione. Poi la stretta sull’interno di una casa, quella condivisa da un uomo e dall’anziana madre. Lui la chiama dal letto per sincerarsi che sia presente.
Da quel momento, assisteremo a quelle che appaiono come innocenti scaramucce tra i due, che tanto innocue non sono, come capiremo di lì a poco.
L’uomo, come tutti i personaggi che appaiono nel film ad eccezione di un bambino vicino di casa, non ha un nome. A quanto pare, nemmeno una vera esistenza. Si divide tra la pasticceria di cui è proprietario e casa in una quotidianità monotona ma che deve apparirgli rassicurante. Unico moto vivace: l’acquisto di una vacanza in Egitto da condividere con la madre, che però rifiuta.
Mentre le giornate sembrano potersi succedere l’una uguale all’altra, improvvisamente la madre scompare, non prima di avere lasciato il congelatore pieno di cibo pronto. L’uomo si ritrova immediatamente spaesato nella rottura della dipendenza con la sua vita abitudinaria. Non risolveranno il problema della sua solitudine e della sua incapacità di comunicare né una prostituta, che lo contatta via sms, né il piccolo figlio della famiglia sua dirimpettaia. Nemmeno il tentativo di convivenza con una giovane domestica etiope, che non conosce altra lingua che la sua, porterà una scossa positiva nella sua vita.
Rania Attieh e Daniel Garcia filmano tutto mantenendosi costantemente a distanza, ad aumentare la sensazione di assistere a un documento reale con la camera testimone non vista dai personaggi.
Realizzato in maniera totalmente indipendente, senza una troupe e con amici e parenti come attori, “Tayeb, Khalas, Yalla” è un film che sotto il suo ritmo rallentato e la sua solo apparente semplicità nasconde più di uno strato: dall’ironia sottintesa dalla voce narrante che a inizio film tesse le lodi di una città che viene ripresa nei suoi angoli più anonimi, al feroce discorso sull’immigrazione, con la collaboratrice domestica etiope quasi venduta come una schiava di altri tempi. A completare un’opera sorprendente, un linguaggio spesso tagliente, una estrema naturalezza, una ammirevole capacità di trattare i suoi personaggi senza mai trasformarli in caricature e una padronanza della storia non comune.
“Tayeb, Khalas, Yalla” (“Ok, Enough, Goodbye”) è certamente e in assoluto uno tra i film più originali e interessanti tra quelli presentati al 29. Torino Film Festival.

Già rivelatosi con il loro primo cortometraggio “tripoli, QUIET”, che già vedeva come interpreti Daniel Arzrouni e il piccolo Walid Al-Ayoubi, Rania Attieh e Daniel Garcia stanno attualmente lavorando al loro secondo lungometraggio.

«Ciò che ci ha spinto a realizzare un lungometraggio in Libano è sempre stato il desiderio di cercare di girare un film che non avevamo ancora visto nascere in questa regione. Ci sembra infatti che le persone di questa zona siano talvolta descritte nei film più come vittime del mondo e delle circostanze che come persone con una vita del tutto normale. Volevamo […] appunto evidenziare il fatto che in Libano ci sono una serie di meccanismi interni e della società che spesso passano inosservati a un occhio non allenato».
(Rania Attieh & Daniel Garcia)

Tayeb, Khalas, Yalla
(“Ok, Enough, Goodbye”)
Regia, sceneggiatura, montaggio, produttori: Rania Attieh, Daniel Garcia
Fotografia, musica: Daniel Garcia
Scenografia: Rania Attieh
Costumi: Michel Georges
Suono: Quentin Chiappetta
Interpreti e personaggi: Daniel Arzrouni (il figlio), Nadimé Attieh (la madre), Walid Al-Ayoubi (Walid), Nawal Mekdad (la prostituta), Sablawork Tesfay (la cameriera), Theodor Hakim (l’amico)
Produzione, vendita all’estero: En Passant Films
95′

Sito ufficiale

Rania Attieh (Tripoli, Libano) e Daniel Garcia (Texas, USA) hanno scritto e diretto numerosi cortometraggi, presentati in diversi festival internazionali e al Metropolitan Museum of Art di New York. Almost Brooklyn, vincitore del Best Short Fiction al Brooklyn Art Council nel 2008, è stato girato con la supervisione di Abbas Kiarostami, mentre il loro primo cortometraggio dedicato al Medio Oriente, “Tripoli, Quiet”, ha ottenuto il Black Pearl Award per il miglior cortometraggio sul Medio Oriente all’Abu Dhabi Film Festival nel 2009. “Ok, Enough, Goodbye” rappresenta il loro esordio nel lungometraggio.

FILMOGRAFIA

From the Parapet (cm, 2005), Almost Brooklyn (cm, 2008), Tripoli, Quiet (cm, 2009), Ok, Enough, Goodbye (2011).

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