Elle veut le chaos > Denis Côté

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Elle veut le chaos (Canada/2008)

di Denis Côté

Presente con il suo terzo lungometraggio finalmente in concorso internazionale e premiato con il Pardo d’Argento per la Migliore Regia– i due precedenti, Les états nordiques e Nos vies privées erano stati presentati anch’essi a Locarno ma in sezioni collaterali – Denis Côté ci offre forse la sua opera più personale e vicina ai suoi intendimenti cinematografici. In un minuscolo villaggio, ne vediamo solo due o tre case, della campagna del Québec si affrontano due famiglie legate da misteriosi accadimenti. Da una parte Coralie, interpretata dall’attrice Eve Duranceau attrice dagli occhi da Snoopy triste come dice il regista, la protagonista, che vive con il padre ed un ex detenuto di origine francese innamorato di lei e che vorrebbe portarla lontano da quei paesaggi tanto belli quanto violenti. Dall’altra una famiglia di malviventi armati che gestisce con naturale violenza quel territorio limitato al bordo di una anonima strada di provincia.

Per la prima volta Coté si cimenta con la pellicola bianco e nero. Le forti luci, i grandi contrasti e i dettagli implacabili della pellicola fanno da contraltare alla sommaria e anche talvolta coscientemente incongruente storia. Côtè non si sofferma sulla psicologia dei personaggi, anzi la rifiuta categoricamente. La storia deve essere una struttura per le immagini, per il cinema fatto con i suoi mezzi, quindi non con la letteratura, non con la psicologia dei personaggi o le performance attoriali. Côté vuole realizzare un’opera come fosse della pittura astratta. Delle persone nello spazio della scena, che parlano tra di loro, che si muovono seguiti di presso dalla camera o ripresi in campi larghi e larghissimi. La lingua del film, il dialetto del Québec, delimita ulteriormente il campo d’azione dei personaggi che parlano poco e senza interpretare, dicono il testo, gettati sulla scena senza preparazione o ripetizioni possibili, proprio per non calarsi nei rispettivi caratteri assegnati. Il film “succede” dopo qualcosa che non sapremo mai. Arriviamo sulla scena con gli attori, confusi dalla loro vita, a cose fatte. Il film evolve sullo schermo, unico spazio a lui riservato. Prima opera prodotta con qualche mezzo a disposizione, una truppe di almeno una ventina di persone, i primi due sono stati girati con pochi e fidati amici in situazioni punk, una sedia personale da regista e le immancabili attenzioni della produzione, Côté fa il regista come poesia il poeta, con i mezzi propri, senza cercare di portarci come spettatori dove già sappiamo, ma accompagnandoci al limite e oltre per aprirci nuove strade, a scoperte anche a lui forse sconosciute.

Su Côté Locarno ha scommesso nel 2005 ed ha centrato l’obiettivo, ricercare nuovi talenti, accompagnarli nella loro crescita artistica e fidelizzarli alla manifestazione. Così speriamo riesca a fare in futuro, oltre i limiti imposti dal mercato all’espressione cinematografica, oltre i cambi di direzione, oltre i desideri del pubblico.

(Donato Di Blasi)

Elle veut le chaos (Canada/2008) regia, scen.: Denis Côté; fotografia: Josée Deshaies; montaggio: Sophie Leblond; interpreti: Eve Duranceau, Laurent Lucas, Normand Lévesque, Nicolas Canuel, Réjean Lefrançois; formato: 35mm; durata: 105’. Premio per la regia, Premio della città e della regione di Locarno (Locarno 2008).


l’articolo è stato pubblicato su RAPPORTO CONFIDENZIALE. SPECIALE 61° Festival del Film di Locarno. 6-16|8|2008 | SETTEMBRE’08 (pag.28). link

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