Night and the City > Jules Dassin

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Night and the City01

Mentre una voce grave recita: The night is tonight. The city is London, un uomo scappa attraverso le vie di Londra. Si potrebbe sperare in un inizio migliore da un film noir?
Night and the City – in italiano I trafficanti della notte – di Jules Dassin (scomparso nel marzo 2008 all’età di 97 anni, stesso anno e mese di scomparsa del suo protagonista Richard Widmark) è un film dalla genesi molto particolare. Lo spiega benissimo Geoff Mayer nella sua Encyclopedia of Film Noir (1): girato a Londra da Jules Dassin, appena allontanatosi dagli Stati Uniti in quanto accusato di essere un comunista (dal collega Edward Dmytryk), il film fu fortemente voluto da Darryl F. Zanuck, allora a capo della 20th Century Fox, che chiese al regista di dedicarsi innanzitutto alle scene più impegnative a livello di costo, in modo che per lo Studio fosse poco conveniente buttare via il materiale girato nel caso avesse voluto accantonare il film o sostituire il regista.
Gene Tierney, poi, fu scelta per allontanarla da Hollywood, dove aveva appena concluso una sofferta storia sentimentale che l’aveva depressa al punto di minacciare il suicidio.
Ma anche il film in sé è un noir anomalo in quanto il protagonista è tutto fuorché un eroe, al contrario è talvolta tanto piccolo e manipolatore da suscitare antipatia, e soldi e successo sono considerati un male.
Harry Fabian – interpretato da uno strepitoso Richard Widmark, che arricchisce il suo personaggio di numerose sfumature – è un truffatore di piccola tacca e manipolatore pronto a trasformarsi per eccesso di ambizione in vittima. Quando tenterà il salto di qualità organizzando incontri di pugilato, coinvolgendo il colosso greco Gregorius (2), finirà con il pestare troppi piedi e a essere braccato da Kristo, che di Gregorius è figlio, criminale e detentore di una sorta di monopolio dell’organizzazione di incontri di pugilato.
Il ruolo interpretato da Gene Tierney, inesistente nel romanzo di Gerald Kersh da cui il film è tratto, viene inventato in fase di sceneggiatura e lascia molto più spazio alla vera protagonista del film: Helen Nosseross (interpretata dalla bravissima Googie Withers), che tenterà il salto di qualità con Harry, finendo poi con il cadere, anche se meno rovinosamente, con lui.
Londra è protagonista del film tanto quanto il personaggio principale e, fotografata meravigliosamente dal tedesco Mutz Greenbaum (che qui si firma come Max Greene), sembra quasi irreale, per una volta non ricostruita negli studi di Hollywood.
Dassin filma con ritmo sostenuto e inietta nella storia robuste dosi di ironia.
Night and the City è un noir perfetto, in cui le donne sono bellissime e non hanno mai un capello fuori posto, dove i cattivi hanno la faccia da cattivi e i buoni da buoni e la sua visione su grande schermo (3) rappresenta un’occasione rara e foriera di enorme piacere.
Jules Dassin proseguirà la sua attività in Europa firmando cinque anni dopo un altro capolavoro: Du rififi chez les hommes.
Il film è stato rifatto con lo stesso titolo nel 1992 da Irwin Winkler, spostandone l’ambientazione a New York, con Robert De Niro protagonista in una pellicola debole e annacquata.

Roberto Rippa

Note

(1) Greenwood Press, Westport, CT, USA, 30 giugno 2007, 496 pagine

(2) l personaggio di Gregorius è (interpretato da Stanislaus Zbyszko, 1879-1967, vero pugile alla sua unica prova sul grande schermo.

(3) Esistono diverse edizioni in DVD di questo film, la migliore delle quali è senza dubbio quella proposta dalla casa di edizione americana Criterion Collection, ricca di extra.

Night and the City (USA/1950)
regia: Jules Dassin
soggetto: Gerald Kersh (dal suo romanzo omonimo)
sceneggiatura: Jo Eisinger
musiche: Benjamin Frankel, Franz Waxman
fotografia: Max Greene [Mutz Greenbaum]
montaggio: Nick De Maggio, Sidney Stone
interpreti principali: Richard Widmark, Gene Tierney, Googie Withers, Hugh Marlowe, Francis L. Sullivan, Herbert Lom, Stanislaus Zbyszko, Mike Mazurki, Charles Farrell, Ada Reeve
durata: 96’ (versione USA, riconosciuta dal regista), 101’ (versione inglese).

l’articolo è stato pubblicato su RAPPORTO CONFIDENZIALE. SPECIALE 61° Festival del Film di Locarno. 6-16|8|2008 | SETTEMBRE’08 (pag.42-46). link

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