A fost sau n-a fost? > Corneliu Porumboiu

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A fost01

Articolo pubblicato in Rapporto confidenziale NUMERO11 | GENNAIO’09

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“C’è stata davvero la rivoluzione nella nostra città?”, chiede il conduttore/proprietario di una TV locale rumena.
“Fuori nevica, ma domani sarà di nuovo tutto fango”, risponde infine metaforicamente un’ascoltatrice.
Ricorre una domanda nel primo lungometraggio di Corneliu Porumboiu, che invece di dare risposte pone però nuovi interrogativi.
Il film prende spunto dall’anniversario della “rivoluzione rumena” del 1989, nel tentativo di chiarire se la popolazione della cittadina fosse scesa in piazza prima o dopo che la televisione trasmise le immagini della fuga del dittatore pseudo-comunista Ceausescu, poi ucciso dalla folla o dai suoi vecchi compari.
Dipinge quindi il quadro di un Paese dove, a distanza di sedici anni, per gran parte della popolazione la vita non è sostanzialmente cambiata: in quella che nel 2005 è una democrazia all’occidentale che si appresta a fare il suo ingresso nell’Unione Europea, le strade continuano ad essere piene di fango come sotto il socialismo reale, si gira ancora con il trattore o con vecchie Mercedes, le facciate e gli arredi delle case sono grigi e monotoni e persino i costumi di Babbo Natale sono da buttare.
In compenso un idealista disilluso e ubriacone sopravvive nella memoria di una rivolta cui neppure lui ricorda veramente di aver partecipato, con una laurea qualunque e un po’ di iniziativa ci si è potuti arrangiare, mentre il buracrate della Securitate, la polizia segreta del vecchio regime, non ha smesso di essere minaccioso.
Girato in chiave di commedia il film offre sprazzi molto divertenti, nelle interminabili discussioni come in battute sagaci, o anche solo nelle movenze dei personaggi a lato della scena principale, in campo quasi per caso.
Particolare la fotografia, sopratutto nella parte della diretta televisiva, con soggetti male inquadrati o sfocati e schermo oscillante alternato a camera fissa di puro stampo sovietico.
Specchio della vita reale, sembrano vani i tentativi delle giovani generazioni di apportare delle innovazioni, siano esse sostanziali o puramente estetiche,.
La musica, nel paio di occasioni in cui è presente, è quella tradizionale e tipica di quella parte dell’Europa e accattivante quanto basta.
La rivoluzione del 22 dicembre 1989 è quindi stata come la nevicata di una sera? Entusiasmante solo nel breve ma intenso momento in cui la si stava vivendo, allo stesso modo in cui la neve è bella da vedere mentre i fiocchi scendono leggeri? Il manto bianco che al momento sembra coprire tutte le magagne, è destinato immancabilmente a trasformarsi in un pantano?
Gli avvenimenti che portarono alla caduta del regime ognuno li ha visti e li rivede a suo modo, e a distanza di tanti anni anche i ricordi non riescono più a rappresentare i fatti, se non quelli della vita quotidiana. Una verità storica che, come dice il regista stesso in un’intervista, “in realtà non esiste”.

Sergio Citterio

A fost sau n-a fost?
(titolo italiano: A Est di Bucarest, Romania, 2006)
Regia e sceneggiatura: Corneliu Porumboiu
Musica: Rotaria
Fotografia: Marius Panduru
Montaggio: Roxana Szel
Interpreti principali: Mircea Andreescu, Teo Corban, Ion Sapdaru
90′

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