Napoli Napoli Napoli > Abel Ferrara

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Dopo la produzione italo-americana del non proprio riuscitissimo “Go go tales” e un paio di altre pellicole, Abel Ferrara torna in Italia per dirigere un film-documentario che dedica a Napoli, un ritratto della città che passa tramite non solo la descrizione ambientale, ma sopratutto attraverso le storie e le persone che percorrono le sue strade. Ferrara, come sempre, parte dal basso e decide di aprire il suo film con alcune interviste alle donne recluse nel carcere di Pozzuoli, per poi cominciare a percorrere in lungo e in largo la città, incontrando altre persone e altre storie, tra chi resiste e chi vuole andare via.
“Napoli Napoli Napoli” nasce dall’incontro tra il regista americano e Gaetano di Vaio, ex-microcriminale che da qualche anno si è impegnato con l’Associazione Figli del Bronx (che produce il documentario insieme ad altre realtà sociali e cinematografiche) per fermare la criminalità giovanile attraverso l’utilizzo della cultura e dell’arte, qualunque essa sia.
Si capisce sin dall’inizio che Ferrara sia interessato, più che a costruire un discorso politico o sociale, a raccontare storie di perdenti e desolazione. Ferrara lo fa mettendosi dalla loro parte – lui che, come ha dichiarato, a Scampia la prima volta ci era stato per comprare della droga -, senza emettere giudizi o spingendo l’acceleratore sulle emozioni, ma descrivendo invece la vita delle persone così com’è, senza filtro alcuno. Ferrara descrive una Napoli pronta ad esplodere, percorsa da un sottile ma evidente stato di agitazione, una violenza repressa che non vede l’ora di mostrarsi.
Forse è per questo che il film fallisce nel momento in cui si inseriscono dei piccoli segmenti di fiction: oltre ad essere meno incisivi della parte documentaristica, risultano essere non solo moralisti e retorici, ma anche scritti e recitati in maniera amatoriale, nonché privi di qualsiasi vero respiro cinematografico. Non basta la regia di Ferrara (che comunque dà il suo meglio nella parte documentaristica) a fare la differenza, perché in fondo di quegli inserti ne avremmo fatto volentieri a meno.
“Napoli Napoli Napoli” vive di due anime: la prima è quella di Ferrara che racconta e descrive l’anima di una città, l’altra è quella dell’Associazione Figli del Bronx, che invece spinge il film in una direzione meno empatica e un poco più retorica. Facendo un discorso prettamente cinematografico, mi sarebbe piaciuto vedere il documentario con un po’ più di Abel Ferrara e con un po’ meno buonismo.

Matteo Contin



Napoli Napoli Napoli
(Italia, 2009)
Regia: Abel Ferrara
Soggetto: Giuseppe Lanzetta , Maurizio Braucci, Gaetano Di Vaio, Abel Ferrara
Sceneggiatura: Giuseppe Lanzetta , Maurizio Braucci, Gaetano Di Vaio, Abel Ferrara, Maria Grazia Capaldo
Musiche: Francis Kuipers
Fotografia: Alessandro Abate
Montaggio: Fabio Nunziata
Scenografia: Frank DeCurtis
Interpreti principali: Luca Lionello, Salvatore Ruocco, Benedetto Sicca, Salvatore Striano, Ernesto Mahieux, Shanyn Leigh, Giuseppe Lanzetta, Anita Pallenberg, Giovanni Capalbo, Luigi Maria Burruano, Fabio Gargano
102′

speciale ABEL FERRARA in RC

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