Piombo fuso > Stefano Savona

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Piombo fuso01

62. Festival internazionale del film Locarno (sezione Concorso cineasti del presente)

Sinossi

Da Gaza non si esce, a Gaza non si entra.
E’ il 6 Gennaio 2009, l’undicesimo giorno dell’attacco israeliano contro la Striscia di Gaza. Mentre al di là del muro invalicabile che separa Gaza dal resto del mondo continuano i bombardamenti aerei e s’intensifica l’invasione di terra, nessun testimone è ancora riuscito a penetrare nella Striscia, a forzare il blocco assoluto imposto dalle truppe d’occupazione alla stampa internazionale.
Dalla frontiera con l’Egitto passano solo i feriti, i morti, e qualche camion di medicinali. Chi è qui per raccontare la guerra deve accontentarsi di qualche frase rubata a chi accompagna i feriti, mentre tutti gli obiettivi sono puntati oltre il confine a inquadrare le colonne di fumo nero tra le case in lontananza.
Poi, inaspettatamente e quasi per caso, si schiude un’impercettibile falla nel dispositivo impermeabile del confine. Prima che si richiuda, in pochissimi riescono a passare. Tra loro c’è anche un regista con una telecamera. Questo film mostra ciò che quella telecamera ha potuto filmare al di là di quel confine; è il semplice racconto per immagini della vita quotidiana a Gaza durante gli ultimi drammatici giorni dell’Operazione “Piombo Fuso”.

Quella raccontata nel documentario di Stefano Savona è una verità scomoda che varca il muro, abitualmente invalicabile, di Gaza, costruito dagli israeliani per circondare il territorio palestinese.
Attraverso alcune storie – una famiglia si stringe intorno al corpo di un dodicenne ucciso nei bombardamenti, un medico cura i feriti in condizioni precarie… – Savona mette a confronto quanto girato con le immagini dei telegiornali che parlano di un attacco mirato unicamente ai vertici di Hamas.
Solo immagini, nel film, per testimoniare ciò che abitualmente non ci è dato di vedere. Un documento prezioso.

Roberto Rippa

Il regista

Stefano Savona è nato a Palermo nel 1969. Ha studiato archeologia e antropologia a Roma e ha preso parte a diversi scavi archeologici in Sudan, Egitto, Turchia e Israele. Nel 1995 comincia a lavorare come fotografo indipendente. Dal 1999 si dedica principalmente all’attività di regista e produttore indipendente di film documentari.
Ha realizzato, oltre a numerose videoinstallazioni – tra cui ricordiamo quelle per le mostre collettive Mutation (2000) al Centre Arc-en-Rêve di Bordeaux, La Città Infinita (2003) e Dreams (2004) alla Triennale di Milano, D-Day (2005) al Centre Pompidou a Parigi, Bombay – Maximum City (2006) all’Espace Tri-Postal di Lille – i seguenti lungometraggi
documentari: Roshbash Badolato (1999), Un Confine di Specchi (2002) e Primavera in Kurdistan (2006) – Premio Internazionale della SCAM al Festival Cinéma du Réel di Parigi, Nomination ai David di Donatello, Genziana d’Oro al Trento Film Festival 2007, Premio Casa Rossa al 25° Bellaria Film Festival.
Nel 2008 realizza Il tuffo della rondine per Pulsemedia, Vivo Film e Castagneda riprendendo il viaggio di Massimo Zamboni a Mostar, incluso nel nuovo cofanetto di Zamboni dal titolo L’inerme è l’imbattibile.

Già quasi a Gaza per “filmare la guerra” ripensavo alle immagini che la televisione aveva mostrato sin dai primi momenti dell’attacco. Le macerie, i morti, i feriti, mille volte le stesse inquadrature senza contesto, disseminate tra i servizi dei telegiornali ad illustrare le notizie quotidiane dal fronte, restituivano un orrore opaco, muto, incomprensibile.
Come a volte accade al risveglio dagli incubi, di queste immagini private del loro orizzonte di spazio e di tempo restava addosso un malessere ottuso, simile alla claustrofobia: una sensazione di moltiplicata impotenza, di forzata estraneità nei confronti di una realtà che restava ambigua, remota, indecifrabile e che la moltiplicazione infinita degli schermi, incapace di addomesticare, contribuiva solo a banalizzare.
Poi ho oltrepassato il confine. E quello spaesamento è scomparso. Di colpo. Proprio mentre passo dopo passo, uno sguardo alla volta, imparavo faticosamente ad orientarmi tra i luoghi, i tempi, i volti di un paese in guerra.

(Stefano Savona)

Filmografia

2008 Il tuffo della rondine, digital, colore, 46’; prodotto da Pulsemedia, Vivo film e Castagneda
2006 Primavera in Kurdistan, digital, colore, 76’; prodotto da Minimum Fax e JBA Production.
2002 Un confine di specchi, colore, 76’; prodotto da Maat-Típota in collaborazione con Tele+
2001 Alfabe, colore, 20’; prodotto da Maat
2000 Siciliatunisia, installazione
1999 Roshbash Badolato, 57’; prodotto da Maat

Piombo Fuso (Italia, 2009)
Regia, fotografia: Stefano Savona
Musiche: Massimo Zamboni
Montaggio: Marzia Mete
82′

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