Shirley Adams > Oliver Hermanus

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62. Festival internazionale del film Locarno (sezione Concorso internazionale)

Città del Capo, Sudafrica. Shirley Adams trascorre le sue giornate a occuparsi del figlio Donovan. Colpito al collo da un proiettile mentre tornava da scuola, da un anno il ragazzo è invalido. In seguito all’incidente, le spese ospedaliere hanno ridotto la famiglia sul lastrico e Shirley si ritrova senza soldi, senza lavoro e senza marito, visto che se n’è andato ormai da un mese. Madre e figlio vivono grazie al sostegno degli amici e a ciò che la donna riesce a rubacchiare nei negozi. Poi nella loro vita fa irruzione Tamsin Ranger, giovane psicoterapeuta, e Shirley spera che riuscirà a risollevare Donovan dallo stato depressivo in cui sta sprofondando. Tantopiù che, apprende Shirley, il processo sulla vicenda di suo figlio è imminente. Ma la gioia sarà di breve durata. Shirley infatti scoprirà che a sparare è stato un amico d’infanzia di Donovan, che va anche a visitare a casa. Sentendosi tradita, la donna tiene il figlio all’oscuro dalla sua scoperta, sperando invano di proteggerlo.

Il lungometraggio d’esordio del giovane e molto promettente regista sudafricano Oliver Hermanus, parla di dolore, di un dolore non compiaciuto, di un dolore che può irrompere improvvisamente nella vita di ognuno. Ispirandosi a una storia vera – Hermanus afferma di avere conosciuto la vera Shirley Adams e di avere pensato alla storia per una decina di anni – il regista segue i suoi protagonisti marcandoli stretti con la camera, aumentando così il tono realistico della vicenda e trasmettendo allo spettatore una sensazione di incombenza e non trascura mai di sottolineare lo strazio derivante dalla povertà in una situazione come quella della protagonista. In un Sudafrica piegato dalle tensioni razziali, Hermanus racconta una storia privata che non potrà avere un esito consolante. Straordinaria la protagonista Denise Newman, cui bastano pochi cenni del volto per trasmettere la sensazione di una donna in equilibrio precario ma che sa di non poter cedere a scanso di perdere l’unica cosa che di caro ha al mondo. Qualche piccola discontinuità nella sceneggiatura non inficia il risultato, Shirley Adams costituisce un esordio importante, sensibile e promettente.

Roberto Rippa

Il regista

Nato a Città del Capo, il venticinquenne Oliver Hermanus ha conseguito una laurea in comunicazione audiovisiva. Nel 2006 il regista Roland Emmerich gli offre una borsa di studio per frequentare un master di regia alla London Film School. Oliver Hermanus inizia una carriera di fotografo per la stampa, assicurando la copertura di eventi quali il G8 e il Glastonbury Music Festival, quindi passa alla realizzazione di numerosi cortometraggi. Shirley Adams è il suo lungometraggio d’esordio.

Shirley Adams (Sudafrica-Stati Uniti, 2009)
Regia: Oliver Hermanus
Sceneggiatura: Oliver Hermanus, Stavros Pamballis
Musiche: Philip Miller
Fotografia: Jamie Ramsay
Interpreti principali: Denise Newman, Keenan Arrison, Emily Child
92′

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