The Angel’s Share > Ken Loach

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Una scena ambientata in tribunale, dove alcune persone attendono il loro giudizio, apre il film introducendo i personaggi. Tra loro, Robbie, giovane segnato da una serie di reati e vittima e nel contempo prosecutore di una faida familiare che risale alla generazione precedente. Grazie a un buon avvocato, e al fatto che sta per diventare padre, Robbie si salva per il rotto della cuffia ottenendo che la sua pena venga convertita in 300 ore di lavoro di pubblica utilità.
Robbie sta tentando di cambiare vita: ormai prossimo padre e compagno di una ragazza che pretende per il nascituro un futuro diverso, sembra sulla strada buona per evitare di cascare, malgrado le occasioni siano quotidiane, nelle vecchie abitudini. Ma qui siamo nei sobborghi di Glasgow, non a Hollywood, e dietro alla macchina da presa c’è Ken Loach, e quindi assistiamo a una scena in cui Robbie deve incontrare un’incolpevole vittima del suo recente passato: un ragazzo che, dopo essere stato aggredito da lui per un futile motivo diventato scatenante solo per l’abuso di cocaina, ha perso la vista da un occhio e ha sofferto di un lungo periodo di depressione. Un mezzo efficace per evitare l’agiografia ma anche per ricordare che tutti meritano un riscatto.

Loach non intende mettere in scena una favola, la vita vera, come sempre nel suo cinema, non ha bisogno di ritocchi. E il suo film parla di come esista sempre una seconda possibilità, incarnata dalla generosità di sé, e di come si debba essere pronti a prenderla al volo quando questa si presenta.
Nel caso specifico, la seconda possibilità è incarnata da Harry, il supervisore ai lavori sociali cui Robbie è stato assegnato, che, assistendo alle difficoltà nel suo aspirare a una parvenza di serenità, tra la famiglia della sua compagna che sa essere molto persuasiva nel volerlo lontano dalla ragazza e da suo figlio e gli echi del recente passato che sembrano non affievolirsi intorno a lui, intravede una possibilità per lui.
Estimatore di Whisky, Harry coinvolge Robbie nella sua passione, insegnandogli i rudimenti dell’apprezzare il prezioso distillato.
Ed è proprio il ragazzo a dimostrare una capacità di gusto e di apprendimento fino ad allora insospettati e a trasformare il whisky nella possibilità che fino ad allora gli era mancata.
The Angel’s ShareLa parte degli angeli (il titolo si riferisce a quella minima quantità di alcol che si libera nell’aria all’apertura delle botti), è una commedia, una commedia immersa nel dramma sociale ma che dallo stesso trae spunto per raccontare di speranza in modo, come sempre nel cinema di Loach, mai scontato.
Infatti, il riscatto concreto di Robbie e del suo ristretto gruppo di compagni conosciuti durante il lavoro di pubblica utilità, avverrà attraverso la trasformazione in Robin Hood capace di rubare agli esageratamente (e stupidi, tanto da non rendersi nemmeno conto del furto) ricchi.
In questo senso, Loach ribadisce fermamente il suo pensiero sulla società attuale, e il fatto che lo faccia attraverso una commedia pervasa da un costante senso di ottimismo, non gli fa perdere nemmeno una goccia della sua forza. Al contrario, l’umorismo di cui la storia è infusa ne aumenta il realismo. E mentre ci fa sorridere e commuovere, fa passare una semplice e profonda verità.

Scritto dallo scozzese Paul Laverty, con cui il sodalizio si è interrotto negli ultimi 16 anni solo in occasione di The Navigators (Paul, Mick e gli altri, 2001), The Angel’s Share è un film ottimamente scritto e diretto, che mescola umorismo e dramma senza prevalenze e che fa sentire forte il desiderio di ringraziare il regista per la passione, l’impegno e l’intelligenza condivisi con il pubblico in quasi cinquant’anni di irreprensibile carriera.
Come molto spesso, Loach sceglie esordienti per i ruoli principali nel suo cinema. In questo caso, Paul Brannigan va ad aggiungersi a quella che può essere ormai considerata una lunga galleria di volti molto interessanti composta in anni. Al suo fianco, William Ruane e l’irresistibile Gary Maitland, che con lui avevano debuttato in Sweet Sixteen esattamente 10 anni fa, nonché il veterano John Henshaw.

Il film ha ottenuto il premio della Giura a Cannes.

Roberto Rippa

The Angels’ Share
(titolo italiano: La parte degli angeli. UK/Francia/Belgio/Italia, 2012)
Regia: Ken Loach
Sceneggiatura: Paul Laverty
Fotografia: Robbie Ryan
Montaggio: Jonathan Morris
Scenografie: Zoe Wright
Interpreti principali: Paul Brannigan (Robbie) , John Hershaw (Harry), Gary Maitland (Albert), Jasmin Riggins (Mo), William Ruane (Rhino), Roger Allarm (Thaddeus), Siobnah Reilly (Leonie)
101′

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