X > Roger Corman

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articolo pubblicato su Rapporto confidenziale-  numerouno, gennaio 2008 (pag. 34)

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Trama

Il dottor James Xavier inventa un siero che permette un incredibile miglioramento della vista umana. Quando i fondi per la ricerca gli vengono tagliati, decide di proseguire la sperimentazione su sé stesso. I suoi esperimenti ottengono però risultati di molto superiori alle sue stesse aspettative. Dopo l’iniziale interesse infantile verso la sua scoperta (che gli permette di spiare attraverso i vestiti delle donne e le persone nelle loro case) il dottor Xavier non tarderà a scoprire di poter vedere anche oltre la realtà.

Commento

Negli anni ‘60, quando ancora lavora per la American International Pictures di Samuel Z. Arkoff e Jim Nicholson, Corman inizia a staccarsi dalle sue radici legate al cinema di serie B per dimostrare che il cinema horror e fantascientifico possono essere ottimi veicoli per una narrazione colta.
A dispetto dei mezzi limitati, di alcune interpretazioni piuttosto dilettantistiche e, soprattutto, delle imposizioni da parte della produzione, il tocco di Corman in questo film si sente eccome. Gli ingredienti dell’epoca ci sono tutti (compreso un sottotesto moralista riguardante il tema della scienza che va a toccare cose che sarebbe meglio non toccare) e la tensione è garantita ma X è anche in grado di sfiorare con intelligenza il tema dell’indagare sui limiti umani.
Il merito di Corman non è solo quello di averci regalato alcuni tra i migliori film realizzati con mezzi limitati della storia del cinema ma anche quello di avere dato ruoli a eccellenti attori dimenticati da Hollywood come Ray Milland, in questo caso, e Vincent Price, in gran parte della serie di film sviluppati dai racconti di Edgar Allan Poe.
X è forse uno dei migliori film ad essere usciti dalla squadra creativa di Corman nonché il coraggioso tentativo di aprire nuove vie alla fantascienza, in un’epoca dominata da improbabili alieni giunti sulla terra con astronavi più simili a gusci di noce che a temibili mezzi di invasione. Il risultato va premiato anche per il misero budget investito: 300’000 dollari spesi in gran parte per pagare Ray Milland (già premio Oscar nel 1945 grazie a The Lost Weekend di Billy Wilder), che in questa occasione offre un’interpretazione quantomeno brillante.
La storia stessa è molto efficace e non trascura di esplorare questione etiche, non mancano però le incongruenze tipiche del genere: la visione a raggi X funziona in modo non coerente permettendo a Xavier di vedere talvolta unicamente attraverso la carta o i vestiti e poco dopo anche attraverso i muri facendo pensare che abbia un controllo sui suoi poteri che però perde palesemente poche scene dopo.

Roberto Rippa

Non avevo soldi per gli effetti speciali. Per creare la vista a raggi X attraverso gli edifici decisi di riprendere un palazzo in costruzione in fasi diverse e di mostrare poi le immagini montate in ordine inverso.
(Roger Corman)

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Curiosità

X nasce, come spesso capita nella filmografia di Corman, prima come titolo e solo in seguito come storia. Inizialmente, il soggetto riguardava un musicista jazz intossicato dalla droga o a un criminale che usa la vista a raggi X per commettere crimini ma a Corman parvero entrambi soggetti dallo sviluppo scontato e quindi decise di puntare sulla storia dello scienziato che decide deliberatamente di procurarsi la vista a raggi X.

Da anni circola la voce su una scena finale in cui il dottor Xavier urla “posso ancora vedere!” tagliata dalla censura. Non esistono conferme in questo senso, però il film termina in maniera improvvisa con il dottor Xavier che sembra essere sul punto di dire qualcosa.

X (noto anche come X: The Man with the X-Ray Eyes, USA, 1963)
Titolo italiano: L’uomo dagli occhi a raggi X
Regia: Roger Corman / Soggetto: Ray Russell / Sceneggiatura: Robert Dillon, Ray Russell / Musiche originali: Les Baxter / Fotografia: Floyd Crosby / Montaggio: Anthony Carras / Interpreti: Ray Milland, Diana Van der Vlis, Harold Stone, John Hoyt, Don Rickles, Morris Ankrum / 79’

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