Basta guardarla > Luciano Salce

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basta guardarla

articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale numero5maggio’08 (pag.10)

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Basta guardarla

di Francesco Moriconi

 

TRAMA

Enrichetta (Maria Grazia Buccella), “ruspante” contadina di Copparola Di Sotto, decide di entrare nel mondo dell’avanspettacolo per seguire il fascinoso guitto Silver Boy (Carlo Giuffré), “l’ultimo difensore della canzone melodica”. Con i consigli del suo pigmalione, la ragazza si trasforma nella procace bomba sexy Erica, ma ciò scatena le ire di Marisa Do Sol (Mariangela Melato), una finta danzatrice spagnola che vede in pericolo il suo ruolo di prima donna sulla scena, e soprattutto nel cuore di Silver Boy. Creduta da quest’ultimo donna di dubbia moralità, Erica trova rifugio alla corte di Farfarello (Luciano Salce), un vecchio capocomico che inizialmente la rilancia con il nome di Erica Rikk, e poi arriva ad affidarle il posto di sua moglie, l’anziana soubrette Pola Prima (Franca Valeri). Tutto sembra evolvere per il meglio ma una nuova serie di equivoci, tradimenti e scherzi del destino faranno finalmente capire ad Enrichetta quale dovrà essere il suo posto sul palcoscenico della vita.

 

RECENSIONE

Uno dei film più sottovalutati del cinema di genere italiano, ma anche pellicola di culto per tutti gli estimatori dell’indimenticato Luciano Salce. La scelta di utilizzare come setting di una storia il mondo della Rivista o dell’Avanspettacolo, cioè quella forma di intrattenimento derivata dal varietà che dagli anni quaranta anticipava nei cinematografi la proiezione di un film, era stata già stata anticipata nel 1950 da Monicelli (Vita da Cani) e dalla coppia Fellini-Lattuada (Luci del Varietà), poi, dopo poco più di vent’anni, anche Sordi ha ripreso l’argomento dirigendo se stesso e la Vitti nell’ambizioso Polvere di Stelle, ma tra tutte queste apprezzabili opere, il ritratto fornito da Salce resta senz’altro quello più compiuto. Il suo film non si esaurisce con una semplice rappresentazione nostalgica, e pur recuperando il tono del repertorio originale con scrupoloso spirito filologico (“Cesare cosa oggi la tua cavalla? Eh, Oggi è nervosa perché gli hanno rotto la biga”), il regista dimostra che non vuole prendersi troppo sul serio e per questo lo sguardo sui personaggi non è mai compiaciuto o eccessivamente indulgente. Eppure per lui non deve essere stato facile, perché ogni membro della “compagnia” ha saputo fornire un interpretazione assolutamente al di sopra i personali standard. Se per Giuffré, la Melato e la Valeri si può parlare di eccellenti conferme, non è certo così per la Buccella che trova qui il ruolo della sua vita. Morbida, ingenua e stucchevolmente romantica, Maria Grazia Buccella sta al personaggio di Erica Rikk, come Vivien Leigh sta a quello di Rossella O’Hara. Davvero un peccato che nel proseguo della sua carriera l’attrice non abbia saputo più trovare parti così azzeccate e si sia inevitabilmente persa.

Piccola ma centrata anche la prova di un giovane e scatenato Pippo Franco nei panni di Danilo, il coreografo gay, e non male lo stesso Salce nel ruolo di Farfarello, il capocomico altezzoso che non si preoccupa di svelare la propria vera natura cialtronesca, attraverso continui e imbarazzantissimi inciampi lessicali (“Mi tolga un dubbio atletico”, “Io e lui come genere siamo completamente agli antilopi”). Chissà se il film avrebbe goduto di maggiore visibilità se ad interpretare l’antagonista di Silver Boy ci fosse stato Ugo Tognazzi, come doveva essere in un primo momento. Dare una risposta a questa domanda è impossibile ma intanto possiamo riflettere su quello che sostiene Iaia Fiastri nell’intervista che troviamo tra gli extra del dvd: tanti buoni attori fanno un buon film ma non necessariamente incassi al botteghino, e Basta Guardarla ha purtroppo confermato la regola.

Tutti straordinari i numeri musicali che mettono in moto ogni svolta narrativa presente della storia; da Tre rose al Coccoroccò, ma anche Piramidal che canta la Valeri parodiando l’indimenticabile regina della rivista Wanda Osiris, difficile dire in quale canzone il duo Pisano-Fiastri è riuscito a tirare fuori il meglio dalle proprie corde.

Gustosa anche la trovata di utilizzare, nei momenti più carichi di tensione emotiva, dei fermi immagine in cui appaiono frasi di sicuro effetto tragicomico come “Dal dolore nasce spesso la gioia” oppure “Destino beffardo, quando cesserai di colpirla?”.

Salce tornerà ad occuparsi di avanspettacolo quando, un decennio più tardi, realizzerà con Lino Banfi Vieni avanti Cretino, film in larga parte strutturato su gags che l’attore pugliese aveva in repertorio quando, durante la dura gavetta, si era ritrovato a calcare i palcoscenici dei più polverosi e scalcinati teatri di provincia.

 

LA CRITICA UFFICIALE

“Scritta da Iaia Fiastri, Steno e Salce, un’esile parodia del mondo dell’avanspettacolo. Con qualche caduta sentimentale di troppo.”

Voto: *1/2 IL MEREGHETTI

 

“Capolavoro di Salce e punta massima dei suoi protagonisti, Carlo Giuffrè e Maria Grazia Buccella. “Il miglior film sull’avanspettacolo, appena guastato da un ricordo del Risi peggiore (Straziami ma di baci saziami)” (Giovanni Buttafava, Il patologo) . Lo spunto è proprio quello di sfruttare il successo della commedia popolare alla Straziami ma di baci saziami di Dino Risi. Ma il film va presto oltre, mostrandoci uno spaccato commosso e scatenato della vita delle piccole compagnie di avanspettacolo come raramente si è fatto. (…) Salce mette in piedi dei numeri fantastici di basso varietà con la Valeri di grande competenza e volgarità (il “tram” con la canzoncina “che piacere, che piacere che si prova nel… sedere” o “Via col…razzo”, ecc.), in un tripudio di battute, doppi sensi. Loredana Berté e Pippo Franco alle prime armi offrono una giusta cornice. Magnifico.”

STRACULT di Marco Giusti

 

BASTA GUARDARLA

Regia: Luciano Salce; Sceneggiatura: Jaja Fiastri (soggetto e sceneggiatura), Luciano Salce (soggetto e sceneggiatura), Steno (soggetto e sceneggiatura); Interpreti: Carlo Giuffrè, Maria Grazia Buccella, Luciano Salce, Mariangela Melato, Pippo Franco, Franca Valeri; Fotografia: Aiace Parolin; Musiche: Franco Pisano; Produzione: Fair; Anno: 1970; Durata: 94’

 

 

* * *

Ascoltate la puntata del Podcast di Tre Rose dedicata a Basta guardarla, curata da Francesco Moriconi con la collaborazione del critico Francesco Troiano: http://trerose.blogspot.com/2007/08/basta-guardarla.html

 

 

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