Nos vies privées > Denis Côté

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

Nos vies01

Convenzionale e verbosa la prima parte (così si esprime il regista stesso), durante la quale assistiamo ad una negoziazione amorosa tra i due personaggi che, distanti intellettualmente – più colta lei più fisico lui – cercano un approccio sul piano sessuale che li terrà occupati per alcuni giorni. Lei è una ragazza bulgara che si è spostata in Canada per cercare lavoro, lui un fotografo, sempre bulgaro, che la conosce in una chat. Dopo circa sei mesi di scambi di messaggi e di reciproci sguardi allo schermo per mezzo di webcam, i due decidono di trascorrere insieme due settimane in Canada in una casa affittata per l’occasione.
Inaspettata la seconda parte che, dopo un omicidio improbabile tenuto nascosto dalla ragazza e l’aggressione subita da lui da parte di un ipotetico orso-mostro nella foresta in cui sono in villeggiatura, si trasforma in una riflessione su cosa sia il dubbio in amore.
Le due manifestazioni per immagini del dubbio amoroso, i due accadimenti improvvisi e reciprocamente tenuti nascosti allontaneranno irrimediabilmente i due protagonisti.
Qual’è il ruolo dell’immagine nel rapporto ricercato dai due? Che rapporto ha l’immagine con il loro tentato amore? Non a caso i due si conoscono in una chat, si vedono attraverso una webcam, lui è fotografo, l’approccio tra i due è fisico e sono le immagini dei reciprocamente nascosti imprevisti, conosciuti solo da noi spettatori, a dividerli.
Vincitore del Pardo d’oro nella Competizione video del 2005 con il film Les états nordiques, il regista torna a Locarno con un film ridotto all’osso, ibrido e sradicato, dirà Côté durante la discussione con il pubblico alla fine del film. La sceneggiatura è stata interamente scritta e tradotta in bulgaro, la lingua parlata nel film, per i due attori, Penko Gospodinov e Anastasia Liutova una coppia nella vita reale, che hanno incontrato il regista solo una volta prima di girare per docici giorni nei boschi del Québec. E senza la possibilità di dialogare veramente non comprendendo ciascuno la lingua dell’altro. Ancora una volta quindi è l’immagine a prendere il sopravvento, a condurli di scena in scena sino all’inevitabile separazione. Denis Côté ha il merito di lavorare realmente con le immagini che non devono tradurre una storia scritta, ricordiamoci verbosa e convenzionale, renderla intelleggibile. Riesce con mezzi propri a fare sì che l’immagine contenga i dialoghi come parte integrata. Eccellenti i due attori, che in Bulgaria recitano solo per il teatro, alla loro prima prova cinematografica.

Donato Di Blasi

Nos vies privées (Canada, 2007)
Regia e sceneggiatura: Denis Côté
Fotografia: Rafaël Ouellet
Montaggio: Christian Laurence
Interpreti principali: Penko S. Gospodinov, Anastassia Luitova, Jean-Charles Fonti
82′

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+