Piange il telefono > Lucio De Caro

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Andrea Balestrieri (Domenico Modugno), pilota dell’Alitalia, si innamora di Colette (Marie Yvonne Danaud), modella parigina giramondo. Nonostante le differenze culturali e le distanze geografiche, i due decidono di cominciare una vita insieme ma le cose si complicano quando Andrea, malato di cuore, viene costretto a lasciare la sua occupazione. Senza rivelare nulla alla propria compagna, l’orgoglioso italiano accetta di pilotare un aereo carico d’armi destinato ad alcuni guerriglieri africani ma durante la spedizione viene catturato e sepolto vivo in una prigione sperduta nella jungla. Credendo di essere stata abbandonata, Colette torna a Parigi decisa a dimenticare la storia ma la scoperta della propria gravidanza le impedisce di lasciarsi tutto alle spalle.

RECENSIONE

Tutto cominciò nel 1974, anno in cui il cantautore francese Claude François (già coautore di Comme d’habitude, tradotta poi con grande soddisfazione di Frank Sinatra in My Way) scrisse con Jean-Pierre Bourtayre (musica) e Frank Thomas (testo) Le téléphone pleure, canzone-feuilleton che nel tempo si affermerà come uno dei più grandi hit di questo artista figlio di madre italiana e padre francese.
L’anno successivo, un Domenico Modugno un po’ a corto d’ispirazione tradusse la canzone di François nell’idioma italico e contrariamente alle aspettative dei suoi discografici riuscì a bissare il successo del collega d’oltralpe raggiungendo (per l’ultima volta nella sua carriera) anche il primo posto della classifica. La critica musicale accusò il colpo basso e attaccò ferocemente l’autore di Polignano a Mare accusandolo di cercare il facile successo commerciale ma Modugno, che già si preparava ad incassare i proventi del milione e mezzo di copie vendute solo in Italia, si discolpò dicendo che in fondo si trattava solo di un esperimento, una canzone commedia che gli permetteva di valorizzare le sue indiscusse capacità interpretative.
Forse proprio per consolidare questa tesi, nello stesso anno il cantautore accettò di partecipare al film in cui venivano raccontati i tragici eventi che erano alla base dell’ormai popolarissima telefonata tra l’angosciato padre e l’ignara figlia.
Come previsto da produttori, sicuramente ben più lungimiranti degli scettici discografici del Mimmo nazionale, anche la pellicola diretta da Lucio De Caro (giornalista e regista dalla carriera piuttosto limitata ma coautore di un film fondamentale come La polizia ringrazia di Steno) riuscì a conquistarsi il favore del pubblico e a portare a casa un incasso di tutto rispetto.
Visto oggi possiamo dire che pur non eguagliando le raffinatezze dei melò di Douglas Sirk, la love story è comunque ben descritta e gli attori si dimostrano assolutamente all’altezza, soprattutto Modugno che prima di cantare non a caso aveva mosso i suoi primi passi nel mondo dello spettacolo vincendo una borsa di studio del prestigioso Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Negli anni successivi le carriere di cantante e attore procedettero quasi parallelamente (primo film fu I pompieri di Viggiù del 1949) e in molti casi si incrociarono come nello straordinario Rinaldo in campo, commedia musicale di Garinei e Giovannini a cui parteciparono anche Delia Scala, Paolo Panelli e una coppia siciliana destinata a sbancare i botteghini per tutti gli anni sessanta: Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. E anche in questa occasione sarà utile ricordare che fu proprio Mister Volare a presentare i due comici al regista Mario Mattoli e favorendo quindi il loro debutto in Appuntamento ad Ischia (1960).
Tra gli altri comprimari di Modugno in Piange… il telefono segnaliamo che Marie Yvonne Danaud è tornata nell’anonimato subito dopo questa sua partecipazione, mentre la piccola Francesca Guadagno che aveva duettato nel disco e riproposto il medesimo ruolo nel film, ha concluso presto la sua carriera d’attrice con la partecipazione al poliziesco di Michele Massimo Tarantini Napoli si ribella. Attualmente è una attivissima doppiatrice che i fan dei manga ricordano come voce di Heidi.
Nei panni dell’umanissimo collega pilota di Modugno c’è invece un simpatico Claudio Lippi, nella sua unica escursione sul grande schermo prima di diventare il conduttore televisivo che tutti conosciamo.
Per concludere una curiosità. Rispetto alla canzone che lascia intuire sul finale l’imminente suicidio del protagonista, nel film si è optato per un finale aperto che non precludeva la possibile realizzazione di un Piange… il telefono parte seconda. Il film non venne mai prodotto ma il suo protagonista continuò a sfruttare il filone prendendo parte nel 1976 a Il Maestro di Violino, altro lacrima-movie nato anche stavolta da una canzone composta da Modugno con il maestro Pippo Caruso.

Francesco Moriconi

Censura: Film per tutti / Anno: 1975 / Durata: 93
Regia: Lucio De Caro
Sceneggiatura: Lucio De Caro(soggetto e sceneggiatura), Lina Agostini (sceneggiatura) / Interpreti: Domenico Modugno, Marie Yvonne Danaud, Francesca Guadagno, Belinda Braun, Claudio Lippi, Giggi Ballista, Alain Corot, Louis Jourdan / Fotografia: Sergio Salvati / Musiche: Domenico Modugno / Produzione: Coralta Cinematografica

DVD

Produzione: IIF Home Video
Distribuzione: 01 Distribution
Codice Area: 2
Visto Censura: Film per tutti
Tipo DVD: 5 – Singolo lato, singolo strato
Audio: Italiano dolby digital 2.0
Sottotitoli: Italiano per non udenti
Formato Video: 1,78:1 anamorfico
Extra: Filmografia di Domenico Modugno e Francesca Guadagno. Galleria Fotografica.
Note: Video decisamente sbiadito. Audio poco brillante. Extra praticamente inutili. Praticamente demenziale la trama scritta sulla copertina del dvd. Errori anche nei crediti.

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