Inferno > Dario Argento

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TRAMA

Rose Elliott (Irene Miracle), poetessa newyorkese, entra in possesso del libro Le tre madri, un testo scritto dall’alchimista italiano Varelli in cui viene rivelata l’esistenza di tre case infernali dislocate a Roma, Friburgo e appunto New York. Sono le dimore di Madre Suspiriorum, Madre Lachrimarum e Madre Tenebrarum, tre presenze malvagie il cui unico fine è quello di diffondere nel mondo dolore e morte. Convinta di vivere in uno dei tre edifici descritti nel libro, Rose chiede aiuto al fratello Mark (Leigh McCloskey), ma quest’ultimo non riuscirà ad evitare il trapasso della sorella. Deciso a chiarire tutti i misteri, il ragazzo stabilisce nell’appartamento di Rose, ma proprio dal cuore dell’edificio si scateneranno le arcane forze del male.

RECENSIONE

Il secondo capitolo della trilogia soprannaturale iniziata con Suspiria e appena conclusa con La terza madre, ha rappresentato per Argento il primo vero punto di svolta della sua carriera. Se già con il film precedente aveva contaminato il thriller con elementi fantastici ed esoterici, con Inferno il regista si liberà definitivamente da ogni legame con le sue storie gialle per mettere in scena un incubo gotico ispirato dal testo di Thomas De Quincey Suspiria de profundis (1845), opera in cui venivano descritte tre madri demoniache e le loro sinistre competenze.
Inutile cercare in questo film una qualsiasi linearità o coerenza perché in Inferno ogni elemento è una microunità significativa, funzionale solo perché permette al regista di dare finalmente sfogo ad una visionarietà che raggiunge in questo caso livelli ipertrofici. Stavolta il killer non c’è ma si continua a trapassare per mano della morte stessa, quindi inutile cercare giustificazioni perché la vecchia signora con la falce, dopotutto continua solo a svolgere il lavoro di sempre. Come ha spiegato Argento ai redattori di Nocturno, il film va inquadrato così: “E’ una storia che si ispira all’alchimia moderna, alchimia di oggi, alchimia dei nostri giorni. Una storia per mezzo della quale ho voluto esplorare e trovare le chiavi dei grandi segreti della vita e della morte”. Da queste parole del regista si può capire meglio perché nell’opera ci sono spesso il fuoco e l’acqua, due elementi alchemici per eccellenza. Sullo stipite sinistro della Porta magica situata a Piazza Vittorio a Roma, c’è infatti un epigrafe che riporta la scritta “qui scit comburere aqua et lavare igne facit de terra coelum et de coelo terram preiosam” che tradotta significa “chi sa bruciare con l’acqua e lavare col fuoco, fa della terra un cielo e del cielo una terra preziosa.”
Oltre a De Quincey, Argento non ha fatto mistero di aver tratto spunti anche dalle opere dell’alchimista francese Fulcanelli, autore di Il mistero delle cattedrali e Le dimore filosofali. E non è certo un caso se all’entrata del palazzo newyorkese una targa ricorda che in quel luogo aveva soggiornato nientemeno che Georges Ivanovic Giurdjeff, maestro esoterico secondo il quale, l’uomo vive perlopiù in uno stato di veglia apparente, praticamente come se si trovasse costantemente immerso in un sogno nel quale le facoltà psichiche sono drasticamente limitate.
Se durante la visione non avvertirete l’esigenza di cercare una via di fuga da questa dimensione squisitamente onirica, il film di Argento vi delizierà. Come in Suspiria, il regista ha curato particolarmente l’uso delle luci e la fotografia con accesi cromatismi è molto suggestiva. Gli effetti speciali sono per la maggior parte riuscitissimi, anche grazie agli straordinari contribuiti dati sul set da Mario Bava. Il “maestro” è stato infatti coinvolto nel film grazie alla presenza del figlio Lamberto, impiegato nella produzione nelle vesti di aiuto regista. Da quanto riportato su Nocturno, si deve proprio a Bava l’ideazione della scena in cui Veronica Lazar si trasforma nella morte rompendo lo specchio. Peccato però, che la maschera adottata dall’attrice mostri davvero tutti i suoi limiti e risulti assolutamente ridicola.
Altri meriti indiscussi di Argento riguardano il tentativo, riuscito, di sorprendere gli spettatori sovvertendo ogni loro aspettativa. Ad esempio togliendo di scena repentinamente attori che sulla carta sembravano avere un ruolo ben più determinante per l’evoluzione della storia. E qui mi fermo per non svelare i vari colpi di scena.
Anche se nel film la vera suspense per molti tratti latita, Dario Argento mantiene costante il tono da minaccia incombente ma si concede anche una piccola ma sorprendente digressione ironica nella pregevolissima scena in cui viene ucciso l’antiquario Kazanian.
Sugli interpreti c’è ben poco da dire dato che vengono presto tolti di mezzo, ma paradossalmente, l’unico che resta in vita è Leigh McCloskey, attore davvero modesto che concluderà presto la sua carriera italiana interpretando il film di Giacomo Battiato, I Paladini, storia d’armi e d’amori. Al suo posto ci doveva essere niente meno che James Wood, ma l’attore ha rifiutato la parte ed è finito nel cast del noir, Il campo di Cipolle.
Il film segna il debutto di Keith Emerson come autore di colonne sonore. Se la cava molto bene ma ma già dal successivo Tenebre, Argento tornerà a collaborare con il fido Simonetti e i suoi Goblin.

Dario Argento e Sacha Pitoeff sul set

Inferno

Censura: Vietato ai minori di anni 14
Anno: 1980
Durata: 102
Regia: Dario Argento
Sceneggiatura: Dario Argento (soggetto e sceneggiatura)
Interpreti: Leigh McCloskey, Eleonora Giorgi, Gabriele Lavia, Veronica Lazar, Leopoldo Mastelloni, Irene Miracle, Daria Nicolodi, Sacha Pitoeff, Alida Valli
Fotografia: Romano Albani
Musiche: Keith Emerson
Produzione: Intersound

DVD

Produzione: Fox
Distribuzione: Fox
Codice Area: 2
Visto Censura: Vietato ai minori di anni 14
Tipo DVD: 9 – Singolo lato, doppio strato
Audio: Italiano 2.0, Inglese 2.0
Sottotitoli: Italiano, Inglese
Formato Video: 1.85:1 16/9 anamorfico
Extra: Trailer cinematografico originale
Note: Audio video buoni. Dvd penalizzato dall’assenza degli extra. Il Trailer è spagnolo.


Ascolta la puntata del Podcast Tre Rose dedicata a PROFONDO ROSSO di Dario Argento (1975)
Un programma ideato e condotto da FRANCESCO MORICONI
Ospiti: ANTONIO TENTORI, GABRIELLE LUCANTONIO, CLAUDIO SIMONETTI

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