Cannibal Holocaust > Ruggero Deodato

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TRAMA

Quattro giovani reporter, tre uomini e una donna, si inoltrano nella jungla amazzonica che realizzare un documentario sugli usi e i costumi delle tribù locali. Dopo due mesi di silenzio e nessuna notizia da parte dei giornalisti, la BBC, che aveva sostenuto economicamente la spedizione, decide di inviare un antropologo sulle loro tracce. Il professor Monroe (Robert Kerman) riesce a conquistarsi le simpatie degli indios ma questo gli servirà solo per capire che i quattro sono stati uccisi. Per tentare di scoprire le ragioni che hanno spinto i nativi a compiere un vero e proprio massacro, l’antropologo decide allora di visionare i filmati girati dai giovani prima di morire. La verità impressa sulla pellicola sarà orribile e impossibile da raccontare al resto del mondo civilizzato.

RECENSIONE

Pare che solo su una cosa spettatori e critici siano d’accordo: Cannibal Holocaust è sicuramente il film più estremo realizzato dal cinema italiano. Oltre questo dato inconfutabile, le opinioni sulla validità dell’opera divergono clamorosamente. Da una parte c’è chi lo giudica un film immorale, che specula sull’esibizione della violenza e di fatto critica le tendenze vouyeristiche dello spettatore ma poi finisce per dargli in pasto esattamente quello che vorrebbe vedere. Dall’altra invece troviamo se non gli adepti, almeno qualcuno che tenta di analizzare il film con maggiore obiettività riuscendo a mettere in luce i possibili aspetti positivi dell’operazione.
Non si può infatti assolutamente mettere in dubbio che la scelta di sperimentare un’idea di cinema ricorsivo associandola ad una seria riflessione sull’impossibilità di documentare la realtà attraverso uno sguardo davvero neutro e obiettivo, sia di per se di estremo interesse e comunque sufficiente a far elevare il film ben al di sopra di qualsiasi altro cannibal movie o mondo movie. Naturalmente quello di Deodato e Clerici non è stato certo il primo monito contro lo strapotere dei mass media e la loro capacità di manipolare l’informazione, ma è indiscutibile che mai, prima di Cannibal Holocaust, un messaggio di questo tipo era stato urlato in faccia allo spettatore con tanta brutalità. Anche tecnicamente il film si fa apprezzare per tante belle intuizioni come la scelta di girare con formati di pellicola diversi (in 35mm le sequenze con Monroe, il 16mm quelle del documentario ritrovato) e quella di utilizzare molta camera a mano per rendere l’effetto “sporco” tipico delle riprese documentaristiche. Inizialmente il regista aveva preso in considerazione l’ipotesi di non doppiare il film e lasciare la presa diretta, ma poi l’idea fu scartata. Peccato perché la trovata avrebbe sicuramente conferito al film un ulteriore realismo.
La prova che Deodato aveva visto giusto è arrivata indirettamente nel 1999 con il successo planetario di The Blair Witch Project, un film che ha impunemente “plagiato” sia dal punto di vista tecnico che da quello narrativo Cannibal Holocaust, senza però arrivare ad eguagliarne l’effetto eversivo e, passatemi il termine, “artistico”.
Se all’uscita si poteva favoleggiare su una possibile connessione con i film snuff, ipotesi sostenuta da alcune crude e ben riuscite scene di violenza sugli indigeni, oggi, appare evidente che gli unici elementi contestabili nell’operazione sono le violenze sugli animali. Nel film infatti vengono uccisi nell’ordine un topo muschiato, una testuggine gigante, una vedova nera, un serpente e un maialino selvatico. Come sostiene il critico Francesco Troiano nel nostro podcast, le uccisioni, per quanto siano deprecabili (e infatti Deodato è stato condannato), assolvono comunque alla funzione di condizionare lo spettatore, spingendolo a credere che anche le violenze sugli esseri umani non sono solo dei trucchi cinematografici ben riusciti. Che sia giusto o no, legittimo o meno, con questo espediente il regista è riuscito davvero, almeno all’epoca, ad ammantare di assoluto realismo la sua opera, e per lo spettatore, oggi come ieri, la visione costituisce ancora una esperienza ai limiti della propria soglia di tollerabilità.
Se già di per se le immagini di Deodato sono un pugno allo stomaco, l’effetto shock sullo spettatore è ulteriormente amplificato dalla straordinaria colonna sonora composta da Riz Ortolani. Lo score che evoca atmosfere da sogno romantico mentre sulla scena vengono mostrate le più feroci efferatezze, dovrebbe essere presa ad esempio per dimostrare come una giusta colonna sonora può essere in grado di conferire ad un opera ulteriori livelli interpretativi e non solo limitarsi ad essere un elemento a cui spesso si delegano solo funzioni di raccordo.
Per trovare una così felice corrispondenza nel cinema di genere italiano, l’unico rimando possibile è al binomio Leone-Morricone. Comunque non è la prima volta che Ortolani presta le sue struggenti melodie per sottolineare scene estremamente crude. Già nella scena del massacro di Florinda Bolkan in Non si sevizia un paperino, regista e compositore avevano sperimentato associazioni di questo tipo, e infatti la sequenza in questione è tra quelle più riuscite del giallo fulciano.
L’attore porno Richard Bolla tornerà ad avere a che fare con i cannibali recitando anche nei successivi film di Umberto Lenzi Mangiati vivi! e Cannibal Ferox.

Cannibal Holocaust
Censura: Vietato ai minori di anni 18
Anno: 1980
Durata: 95
Regia: Ruggero Deodato
Sceneggiatura: Gianfranco Clerici (soggetto e sceneggiatura)
Interpreti: Luca Barbareschi, Francesca Ciardi, Robert Kerman, Lucia Costantini, Perry Pirkanen, Riccardo Fuentes
Fotografia: Sergio D’Offizi
Musiche: Riz Ortolani
Produzione: F. D. Cinematografica

DVD

Produzione: Alan Young Pictures
Distribuzione: Mondo
Codice Area: 2
Visto Censura: Vietato ai minori di anni 18
Tipo DVD: 9 – Singolo lato, doppio strato
Audio: Italiano 5.1, Mono, Inglese 5.1
Sottotitoli: Italiano per non udenti
Formato Video: 1.85:1 Widescreen 16/9
Extra: Commento audio del Regista per tutta la durata del film moderato da Giona Nazzaro e Antonio Tentori. Documentario: “Nella Giungla: The Making of Cannibal Holocaust”, Galleria fotografica, Galleria di poster di tutto il mondo, Trailer originali, Documentario sulla realizzazione del DVD, Pressbook Giapponese – Easter Egg
Note: Un Dvd a cui è difficile chiedere di più. Ottimo documentario. Da rivedere con il commento audio del regista.

Ascolta la puntata del Podcast Tre Rose
dedicata a CANNIBAL HOLOCAUST
Un programma ideato e condotto da FRANCESCO MORICONI

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