Tutti gli articoli di Leonardo Persia

Kvinnodröm (Sogni di donna) > Ingmar Bergman

Sogni di donna è strutturato a specchio. Le storie parallele di Susanne (Eva Dahlbek) e Doris (Harriet Andersson), titolare e dipendente di un’agenzia fotografica di moda, in viaggio verso Gothenburg, la prima rincorrendo, la seconda fuggendo, un uomo, si riflettono l’una con l’altra, sono la concretizzazione del viaggio/ritorno bergmaniano: contatto con la gioia/dolore, falso movimento il cui approdo è la

En lektion i kärlek (Lezione d’amore) > Ingmar Bergman

Si apre (e si chiude) sull’immagine di un carillon che rappresenta una donna contesa tra due uomini questa “commedia per adulti” di Ingmar Bergman. La sua prima, legata a modelli sofisticati e screwball americani, con i due protagonisti del terzo episodio comico di Donne in attesa. Si dà subito l’avvertimento che “poteva essere una tragedia, ma tutto si risolse in

Cinderella (Cenerentola) > Clyde Geronimi, Wilfred Jackson, Hamilton Luske

In digitale 2D, Cenerentola è tornata su grande schermo per soli due giorni di torrida estate, quanto basta per sconquassare l’ordine finto dei nostri tempi. Tutti i capolavori Disney dell’epoca d’oro (fino al ’67 de Il libro della giungla, l’ultimo supervisionato da Walt) costituiscono una fuga dalla realtà che dialetticamente ritornano ad essa per corromperla e correggerla, contornandola del sogno

Spider-Man > Sam Raimi

La tela fragile del ragno L’abissale distanza tra Peter Parker, nerd occhialuto che perde puntualmente l’autobus, e Spider-Man, il supereroe dalla prodigiosa prontezza di riflessi nel quale si trasforma, è uno dei luoghi tipici dell’immaginario americano. Stanley Kubrick lo reinterpretò con uno stacco di montaggio di ardita poesia, l’osso che diventa navicella spaziale, una lontananza che, considerata la circolarità sconsolata

Spider-Man 2 > Sam Raimi

Il bacio dell’Uomo Ragno Beato il paese che non ha bisogno d’eroi. Ma maledizione ai luoghi i cui eroi vengono ignorati. Dove, trattati da criminali e marginalizzati, sono costretti a vivere a metà, ad auto-denigrarsi, a sparire. Peter Parker è il classico giovane occidentale spaventato a tal punto dai suoi superpoteri, che fa di tutto per nasconderli e reprimerli. Eppure

Spider-Man 3 > Sam Raimi

Spider Darkman Si scrive Spider-Man 3, ma si legge Spider-Man per (contro) 3. Harry Osborn, l’Uomo Sabbia e Venom. Solo che in Sam Raimi il numero perfetto è tutt’altro che tale. Osborn ha vuoti di memoria, oscilla tra l’essere amico o nemico, è un cattivo a metà. L’Uomo Sabbia, altro doppio, galeotto smaterializzato da un esperimento di fisica anti-fisico, alla

The Amazing Spider-Man > Marc Webb

INTO THE WEB(B) Basterebbe quella battuta ormai classica, «Da un grande potere derivano grandi responsabilità», per precipitare Spider-Man nella ragnatela killer del conformismo statale, al fianco indefesso e fesso di una qualsiasi bandiera del nuovo ordine repressivo mondiale, USA, (N)europa o Oriente, medio o XXL, che sia. L’immagine che chiudeva il primo film della trilogia firmata Sam Raimi mostrava proprio

La luce è nota: Antonioni e Di Venanzo

La luce è nota: Antonioni e Di Venanzo di Leonardo Persia «Visione del silenzio / angolo vuoto / pagina senza parole / una lettera scritta sopra un viso di pietra vapore / amore / inutile finestra» Caetano Veloso   Michelangelo Antonioni (1912-2007) e Gianni Di Venanzo (1920-1966). È stato uno degli incontri fondamentali della storia del cinema italiano. Attraverso il

Gycklarnas afton (Una vampata d’amore) > Ingmar Bergman

Gycklarnas afton (Una vampata d’amore) regia di Ingmar Bergman (Svezia/1953) recensione a cura di Leonardo Persia In Una vampata d’amore sono di nuovo prese in considerazione le due possibilità contrapposte che sottendevano alla struttura trinaria di Donne in attesa, affinché potesse divenire quaternaria: la rinuncia e la stasi (della donna più anziana), oppure la fuga e la risoluzione (di quella

Sommaren med Monika (Monica e il desiderio) di Ingmar Bergman

Sommaren med Monika (Monica e il desiderio) di Ingmar Bergman

«L’eau est un corps brûlé.» Honoré de Balzac, Gambara. Un’opera sul dolore infinito dell’acqua, cioè del movimento. Quella trasformazione incessante dell’essere che diventa un esempio teorico di morte al lavoro. Acqua eraclitea dove non è possibile bagnarsi due volte. Bergman arriva a incupire l’elemento fluidificante degli altri film, rendendo il grembo dell’Uno divino irrimediabile condanna, l’altra faccia del diavolo, ennesima