Tutti gli articoli di Leonardo Persia

The Viking (I vichinghi) > Roy William Neill

Il Vichingo come V-King The Viking (I vichinghi) regia di Roy William Neill (USA/1928) recensione a cura di Leonardo Persia Nessuno ricorda The Viking, film tra il muto e il sonoro (uscì muto nel ’28 e sonoro l’anno dopo; NdR) con frusciante colonna Vitaphone, assente dalle storie del cinema e diretto dall’irlandese ultra-prolifico Roy William Neill, più noto per il

Kvinnors väntan (Donne in attesa) > Ingmar Bergman

Kvinnors väntan (Donne in attesa) regia di Ingmar Bergman (Svezia/1952) recensione a cura di Leonardo Persia Un film a episodi: tre come le tre donne del quadro dei titoli. Eppure sono quattro le donne che, in attesa dei propri mariti, quattro fratelli, in una casa in riva al lago, decidono d’ingannare il tempo raccontandosi a vicenda un episodio con il

Sånt händer inte här (Ciò non accadrebbe qui) > Ingmar Bergman

Sånt händer inte här (Ciò non accadrebbe qui) regia di Ingmar Bergman (Svezia/1950) recensione a cura di Leonardo Persia È il Bergman più invisibile e rimosso, il meno amato e citato, mai riproposto nelle retrospettive o nelle televisioni (comprese quelle svedesi). Un «tormento dall’inizio alla fine» secondo l’autore, che, su antipatica commissione dalla Svensk Filindustri, gira controvoglia e persino con

L’aurora dopo l’orrore. “Sunrise: A Song of Two Humans” (Aurora) di Friedrich Wilhelm Murnau

Un film del 1927, muto, a firma di uno dei più solidi cine-inventori del secolo scorso, must delle storie del cinema. Aurora di Friedrich Wilhelm Murnau (1888-1931) è un’irripetibile avventura dello sguardo, un travolgente appuntamento con la modernità estetica del linguaggio cinematografico. L’opera n.18 di un maestro tedesco, il primo di quattro film (tre Fox, uno indipendente) prodotti in America,

Goodbye ’68 – La contestazione secondo Koji Wakamatsu

Goodbye ’68 – La contestazione secondo Koji Wakamatsu articolo di Leonardo Persia Impossibile prescindere dall’ideale tetralogia contro-sessantottesca di Koji Wakamatsu. Violenza senza causa (Gendai sei hanzai zekkyo hen: riyu naki boko), Storia di amanti moderni: la stagione del terrore (Gendai kosyokuden: teroru no kisetsu) (del 1969), Sex Jack (Seizoku) e Shinjuku Mad (Shinjuku maddo) (del 1970). Tutti e quattro costituiscono,

Dark Shadows > Tim Burton

Victoria apparente Dark Shadows regia di Tim Burton (USA/2012) recensione a cura di Leonardo Persia ’70 e ‘700: un decennio a confronto con un secolo. Tim Burton li collega attraverso un vampiro no-sferatu, creatura che lo specchio non riflette. I Lumi si spengono e il dark si accende. Dark Shadows è un vero e proprio tuffo impossibile e spericolato, come

Sommarlek (Un’estate d’amore) > Ingmar Bergman

Sommarlek (Un’estate d’amore) regia di Ingmar Bergman (Svezia/1968) recensione a cura di Leonardo Persia Il ripetersi serializzato di situazioni analoghe nelle opere di Bergman, consente di leggere Un’estate d’amore alla luce di un film passato (Prigione) e di uno futuro (L’ora del lupo). Al pari di Prigione, è disseminato di luci irreali,  rumori, segnali olfattivi e visivi. Gli inservienti del

Pasolini e «la malattia del mondo futuro»

Pasolini e «la malattia del mondo futuro» (1) di Leonardo Persia Il ’68 come letame per i sogni, una piccola luce nella storia del niente. La contestazione è un match ineguale e infattibile. Nulla più che l’ultimo, debolissimo colpo di coda della cultura dei beni necessari (che produce vite necessarie) contro l’ormai smisurata imponenza di quella dei beni superflui (che

Till glädje (Verso la gioia) > Ingmar Bergman

Till glädje (Verso la gioia) regia di Ingmar Bergman (Svezia/1950) recensione a cura di Leonardo Persia È l’opera che apre il decennio del riconoscimento bergmaniano, lancinante e sconosciuto capolavoro di “musica nel buio” girato nell’estate del 1949. Till glädje (Verso la gioia) è un film d’amore e un film sull’amore. Il volto di Marta (Maj-britt Nilsson), dolcezza spalancata sull’abisso, decostruisce

Slaughter’s Big Rip-Off > Gordon Douglas

Slaughter’s Big Rip-Off (Un duro al servizio della polizia) Regia di Gordon Douglas (USA/1973) recensione a cura di Leonardo Persia Slaughter’s Big Rip-Off estende la blackness del primo Slaughter, ora non più concentrata (quasi) esclusivamente sul personaggio principale. Ci sono Marcia (Gloria Hendry), la fidanzata del protagonista (che non gli impedisce le solite avventure con le donne bianche), l’amico Warren