Tag 'Fabrizio Fogliato'

L’armoire > Walerian Borowczyk

Il film collettivo Collections Privées, prodotto da Pierre Braunberger sul finire del 1978 esce nelle sale parigine nel giugno dell’anno seguente. Il film è ambizioso ma non mantiene le promesse e rimane per oltre trent’anni un’opera misconosciuta a causa della sua difficile reperibilità. L’intento del produttore è quello di riunire tre maestri del cinema erotico, ognuno con una sua visione

Les prédateurs de la nuit > Jesús Franco

Il Dr. Flamand (Helmut Berger) è un chirurgo plastico che opera in una clinica di lusso. Un giorno sbaglia un’operazione facciale ad una donna che rimane sfigurata e che, per vendicarsi, deturpa gravemente il volto di Ingrid (Christiane Jean) la sorella del medico gettandole un bicchiere di acido in faccia. Il chirurgo promette alla sorella che farà tutto ciò in

Blanche > Walerian Borowczyk

Blanche (Blanche, un amore proibito) di Walerian Borowczyk (Francia/1971) recensione a cura di Fabrizio Fogliato   Siamo nel Medioevo francese, verso il 1200, in un castello abitato da un vassallo del Re (Michel Simon), dalla sua giovane moglie Blanche (Ligia Branice), e da Nicolas, figlio di primo letto del barone. Senza che il vecchio lo sospetti, madre e figliastro si

Assassin(s) > Mathieu Kassovitz

ASSASSIN(S) L’insostenibile “leggerezza” della violenza recensione a cura di Fabrizio Fogliato   Assassin(s) è del 1997 ed è un film incompreso e sottovalutato forse anche per il fatto che, dopo L’odio (1995), ci si aspettava qualcosa di simile dal cineasta d’oltralpe. Ma Kassovitz è un battitore libero che con cinismo e autolesionismo vuole continuamente spiazzare il suo pubblico. Così rielabora

Babylon A.D. > Mathieu Kassovitz

MATHIEU KASSOVITZ’S BABYLON A.D. Tra New Age e catastrofismo, un eccezionale kolossal mancato. L’ennesimo salto nel vuoto di un regista alla perenne ricerca di una identità di Fabrizio Fogliato Il cinema di Mathieu Kassovitz è fatto di passaggi sonori, di violenti spasmi cinematografici, percorso costantemente da una mobilità tentacolare della macchina da presa. Da sempre gli si rimprovera di mettere

Como // Raffaello Matarazzo e il melò d’appendice

Raffaello Matarazzo sul set di L’albergo degli assenti, 1938, autore non identificato. Cineteca italiana, Milano RAFFAELLO MATARAZZO e il MELÒ D’APPENDICE Video omaggio di Mario Bianchi Introduzione e commento di Fabrizio Fogliato Istituto Carducci / Sala Musa Via Cavallotti 7, 22100 Como Mercoledì 10 aprile, 21.00 Nell’ambito del ciclo dedicato a “Melò che passione” il ciclo di spettacoli e incontri

Rapporto Confidenziale – numero38 (marzo/aprile 2013)

Stream of consciousness Rapporto Confidenziale numero 38 • marzo/aprile 2013 ISSN: 2235-1329 COMPRA IL NUMERO ANTEPRIMA/ESTRATTO 4,00€ : pdf + ePub / 2,00€ : ePub DA GIUGNO 2016 DOWNLOAD GRATUITO DOWNLOAD PDF DOWNLOAD EPUB/ZIP EDITORIALE 38 di Alessio Galbiati Stream of consciousness Riuscire a dare una forma al flusso dei pensieri che fra loro si intersecano è un’impresa faticosa, ancor più

Topaz > Alfred Hitchcock

(l’articolo contiene elementi rivelatori del finale del film) Grande parata militare nella piazza Rossa di Mosca. Copenaghen. 1962. Il vice-direttore del KGB Boris Kusenov (Per-Axel Arosenius), la moglie (Sonja Kolthoff) e la figlia Tamara (Tina Hedstrom), varcano i cancelli dell’ambasciata russa. Sono spiati e pedinati da agenti in borghese. I Kusenov si mettono in contatto con l’ambasciata americana e con

Interno di un convento > Walerian Borowczyk

Girato completamente in Italia e prodotto da Giuseppe Vezzani per la Trust International e la Lisa Film, Interno di un convento è forse il caso più rappresentativo del genere sexy-conventuale dell’intera storia del cinema. Nel 1977 Walerian Borowczyk sta lavorando a un progetto cinematografico da realizzare in Italia con protagonisti Monica Vitti e Michele Placido, ma essendo entrambi gli attori

“Buone notizie” di Elio Petri. Ovvero la personalità della vittima

“Il senso della morte era un’ossessione. In certi momenti il sentimento della morte era così forte che non riuscivo più a mangiare e a dormire.” Per un regista come Elio Petri, personalità poliedrica e complessa, difficilmente liquidabile come un semplice “regista” di film, le ossessioni personali, le disillusioni verso un mondo che stenta a riconoscere e a riconoscerlo, prendono forma