Post mortem > Pablo Larraín

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Il presente articolo è stato pubblicato su Rapporto Confidenziale, numero29 (novembre 2010), pag. 43
all’interno dello speciale Mr.Arkadin goes to Venezia 67

Post mortem
Pablo Larraín | Cile/Germania/Messico | 2010 | 35mm | colore | 98’

L’attore Alfredo Castro torna a lavorare con il regista cileno Pablo Larraín, dopo la mirabile prova offerta in “Tony Manero” due anni fa. E lo fa con un ruolo ancora più disturbante, quello di un impiegato dell’obitorio in cui passerà il corpo di Salvador Allende. È il 1973, si sta compiendo il colpo di stato appoggiato dagli Stati Uniti che porterà al potere Pinochet. Mentre il golpe sta per avere luogo, Mario dichiara i suoi sentimenti a Nancy, ballerina in pieno esaurimento nervoso di un club squallido. Mario è un servo dell’esercito cileno, dietro la sua aria dimessa, nasconde un’indifferenza e un’incapacità di sentimento che avrà modo di dimostrare nei primi momenti dell’ascesa al potere di Pinochet, con i cadaveri degli oppositori che prendono ad accumularsi nei corridoi dell’obitorio.
Larraín non si affida al dialogo – peraltro ampiamente assente – per raccontare il suo personale punto di vista sugli eventi di quell’anno. Non lo fa nemmeno scegliendo di raccontare in modo lineare ma nasconde i suoi intenti dietro la figura del suo protagonista. E quando la storia giunge al suo, agghiacciante e potente, epilogo – in un finale che riscatta il film di alcuni momenti poco riusciti nel resto dell’opera – è impossibile non provare un profondo disagio.
(Roberto Rippa)


Post Mortem
regia: Pablo Larraín; sceneggiatura: Pablo Larraín, Mateo Iribarren; fotografia: Sergio Armstrong; montaggio: Andrea Chignoli; intrerpreti principali: Alfredo Castro, Antonia Zegers, Jaime Vadell, Amparo Noguera, Marcelo Alonso, Marcial Tagle; paese: Cile, Germania, Messico; anno: 2010; durata: 98’


Pablo Larraín – Santiago del Cile, 1976 – studia comunicazione audiovisiva all’UNIACC, Universidad de las Comunicaciones. È uno dei fondatori di Fabula, società di produzione cinematografica e pubblicitaria. Il suo primo film, “Fuga”, è del 1996. Segue “Tony Manero” nel 2008.


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