Weekend > Andrew Haigh

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L’avventura di una notte si trasforma in qualcosa di più: una storia d’amore non convenzionale tra due giovani uomini che tentano di dare un senso alle loro vite.
Un venerdì, dopo avere trascorso la serata con alcuni amici eterosessuali, Russell si reca solo in un club gay. Proprio al momento della chiusura, incontra Glen. L’incontro è il punto di avvio di un weekend trascorso tra bar e camera da letto, alcol e droga e, soprattutto, racconti personali e sesso, che avrà una risonanza nelle loro vite.

Russell: I moved around in foster homes until I was about sixteen.
Glen: Mm-hm. Fuck.
Russell: Met my best mate there, Jamie, when we were twelve. Erm yeah, it was nice, we just went around as a pair.
Glen: Fucking hell. What was it like?
Russell: What?
Glen:  Being “in care”.
Russell: It was fine. I mean, I wasn’t abused or anything.
Glen: Shame, you should’ve got a refund. Do they know about you?
Russell: Who?
Glen: Jamie?
Russell: Yeah. I’m like his brother really. Everyone knows about me of my friends. Close ones, anyway.
What? What?
Glen: Is it really wrong that I find the whole orphan thing pretty sexy?
[laughs out loud]
Russell: Oh my god. What’s wrong with you?

 

Russell e Glen conducono vite diverse, come diverse sono le percezioni che hanno di sé. Ad avvicinarli, in una Nottingham grigia, mostrata attraverso i suoi luoghi meno caratteristici, è l’attrazione che scatta alla fine di una serata in un club gay in cui Russell si reca dopo avere trascorso la serata a cena dalla famiglia dell’amico fraterno Jamie.
 Dopo una notte insieme, Glen espone a Russell il suo progetto artistico che consiste nel registrare i racconti dei suoi amanti occasionali su come si sono incontrati. È un espediente narrativo (nonché un interessante momento filmico autoreferenziale) per rafforzare le differenze tra i due uomini a riguardo della loro sessualità: libera per il primo, più sofferta nell’esposizione per il secondo.
 Ma i due sono diversi sotto numerosi altri punti di vista: approccio alla vita, vissuto, aspirazioni. Malgrado questo, l’incontro rappresenta il preludio a 48 ore vissute intensamente in cui l’attrazione lascia spazio a un sentimento più indefinito, profondo e sincero.
 Il fatto che il loro incontro abbia così poco tempo per nascere e consolidarsi, a causa dell’imminente trasferimento di Glen negli Stati Uniti, dichiarato all’indomani del loro incontro, fa sì che il rapporto si faccia rapidamente intenso, con il trascorrere delle ore a fungere da catalizzatore per le loro emozioni, e il film si giochi rapidamente le sue carte narrative eliminando rapidamente quanto di superfluo ci possa essere all’inizio di qualsiasi relazione.
Con la prevalenza delle scene ambientate nell’appartamento di Russell e il fitto dialogo, Haigh svela progressivamente i suoi personaggi, fino a mostrarli nelle loro debolezze e forze, spogliati dalle loro difese e sovrastrutture.
Se le scene private sono filmate con la camera prevalentemente stretta sugli attori, quelle in cui i due personaggi principali appaiono in pubblico (al luna park e in un locale) sono riprese in campo lungo o medio per lasciare spazio per una volta di più all’esposizione del loro diverso atteggiamento.
In Weekend è la parola ad essere predominante, con la potenza e la magia di cui è capace quando è usata con sapienza in un film, ma non solo: la naturalezza della messa in scena, la sua ambientazione fortemente realistica, fanno del film un’opera coinvolgente e sincera.
Weekend è uno tra i film più riusciti sul tema dell’amore, mostrato attraverso le sue tortuosità, e sull’accettazione di sé nel senso più ampio del termine, compresa la rinuncia a difese e resistenze di fronte ad un’altra persona.

Con un realismo molto diverso da quello di Greek Pete, precedente film di Haigh, Weekend è un film scritto ottimamente e mai prolisso, in cui la particolare cura di fotografia e suono concorre alla definizione dei personaggi.
Tralasciando i suoi aspetti tecnici, il film di Haigh è soprattutto una storia d’amore commovente, priva di elementi idealistici, romantica ma scevra di sentimentalismo, scritta e realizzata in modo credibile in cui temi come sessualità, identità e confronto con l’altro rappresentano un punto di forza e non di rado una dichiarazione politica (non credete a chi scrive che questo film non cambierebbe se al posto dei due personaggi principali ci fossero due persone di sesso opposto. Non è così, ed è un bene).

Weekend è infine una storia d’amore tra le più credibili apparse sul grande schermo da molto tempo a questa parte, tanto da non fare apparire stonato il paragone con un grande classico come A Brief Encounter (Un breve incontro, David Lean, 1945), citato da molta critica.
Per questi motivi, il film è destinato al più ampio tra i pubblici. Come scrive David Edelstein nella sua recensione per il New York Magazine: “Odio l’idea di poter rovinare un lavoro tanto delicato con una lode che suoni eccessiva ma, che siate gay o eterosessuali, se non rivedete voi stessi in questo film allora avete bisogno di farvi una vita”.

Ottimi gli interpreti Tom Cullen e Chris New, che sicuramente non mancheremo di rivedere presto sullo schermo.

Girato con Canon 5D e Sony X3 (per le scene in esterna).

 

Roberto Rippa

 

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Weekend
(UK/2011)
Regia, sceneggiatura: Andrew Haigh
Musiche: James Edward Barker
Fotografia: Urszula Pontikos
Montaggio: Andrew Haigh
Scenografia: Sarah Finlay
Interpreti principali: Tom Cullen, Chris New, Laura Freeman, Vauxhall Jermaine
96′

Weekend – sito ufficiale

 

Dopo avere lavorato come assistente al montaggio per numerosi film come “The Gladiator” di Ridley Scott e “Mister Lonely” di Harmony Korine, Andrew Haigh si dedica alla scrittura di sceneggiature e alla regia. Dopo avere realizzato quattro cortometraggi, dirige il suo primo lungometraggio, “Greek Pete”, che esce nelle sale inglesi nel 2009. Il suo secondo lungometraggio, “Weekend”, viene presentato al SXSW Film festival di Austin, Texas, nel marzo 2011, ottenendo l’Emerging Visions Audience Award. Il film partecipa quindi a una lunga serie di festival nel mondo ottenendo diversi premi. Nel 2011, Andrew Haigh è stato citato da “Variety” come uno tra gli sceneggiatori da tenere d’occhio. Ha ottenuto il London Critics Circle Award come migliore regista emergente e l’Evening Standard Film Award come migliore sceneggiatore.

Filmografia

OIL – 2003 – 3′
CAHUENGA BLVD – 2005 – 7′
MARKINGS – 2005 – 15′
FIVE MILES OUT – 2009 – 16′

GREEK PETE – 2009 – 72′
Un anno della vita di un ragazzo che si vende per strada.
Girato con meno di 10,000£, il film è uscito nelle sale inglesi ed è stato pubblicato in DVD negli Stati Uniti. È stato presentato a più di 50 festival nel mondo ottenendo l’Artistic Achievement Award all’Outfest di Los Angeles.

 

Andrew Haigh – sito ufficiale

 

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