Karanlik Sular > Kutluğ Ataman

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Considerato dalla critica internazionale il migliore film horror prodotto in Turchia (Pete Tombs nel suo libro Mondo Macabro: Weird & Wonderful Cinema Around the World lo descrive come “una sceneggiatura di Dario Argento diretta da Alain Robbe-Grillet”!), Karanlik Sular di Kutluğ Ataman è effettivamente un film di grande presa, in cui la logica lascia spazio all’irrazionale in un’atmosfera sospesa e inquietante che lo distanzia notevolmente dai consueti canoni del cinema horror.
Alla base della vicenda narrata, c’è un antico manoscritto che nasconderebbe, se opportunamente tradotto, il segreto della vita eterna. Ovvio che siano molte le persone interessate ad accaparrarselo, tra cui una secolare principessa bizantina (che appare nelle vesti di una bambina vampira) e una multinazionale. Il manoscritto pare sia nelle mani di un giovane che però sembra essere morto anni prima. Ovviamente il prezzo per l’ottenimento del manoscritto sarà carissimo.
Karanlik Sular è un film che trae grande vantaggio dalle sue particolari atmosfere visive (il regista è un videoartista conosciuto in tutto il mondo) e, anche se non si preoccupa di chiudere sempre le sue tante sottotrame, tiene lo spettatore incollato allo schermo grazie a una vicenda ricca di colpi di scena e un ritmo che permette una costruzione attenta della storia e della tensione.

La Onar Films tratta la pubblicazione del film con la consueta cura (a dispetto del fatto che il DVD non è stato pubblicato partendo dal negativo che pare essere introvabile) in 1200 copie numerate, arricchendolo con interessanti contenuti extra, in cui la parte del leone la fa l’intervista al regista.

Roberto Rippa

Il regista

Kutluğ Ataman è nato nel 1961 a Istanbul dove si è diplomato al Lycee of Galatasaray e laureato alla Mimar Sinan University, prima di trasferirsi a Los Angeles, dove si diploma in cinema presso la University of California.Dopo avere fatto ritorno in Turchia, si trasferisce a Londra, dove espone le sue video-installazioni in numerose gallerie (The Serpentine Gallery, Barbican Art Gallery, Tate Britain). È stato inoltre il primo artista turco a essere esposto alla Documenta 11 di Kassel, in Germania.
Il suo primo cortometraggio, La fuga (1988), è stato presentato in numerosi festival ottenendo, tra gli altri, il primo premio al New York International Film Exposition in 1988 e un certificato di merito al Chicago Film Festival l’anno seguente. Il suo primo lungometraggio, Karanlik Sular, che coniuga cinema popolare e sperimentale, si è imposto all’attenzione della critica internazionale.
Nel 1999, Ataman ha diretto un video della durata di otto ore, Semiha B. Unplugged, su una famosa cantante turca d’opera, condannata per la sua relazione con il poeta esiliato Nazim Hikmet. Gay dichiarato, i lavori di Ataman esplorano spesso il tema dell’identità sessuale: Lola + Bilidikid del 1999 racconta del diciassettenne Murat che, scappato di casa dove la sua omosessualità costituisce un problema e giunto a Berlino, incontra Lola, una transessuale che lo aiuterà ad accettarsi. Il film ha ottenuto il Teddy Award al festival del cinema di Berlino.
Il terzo, e al momento ultimo, lungometraggio, 2 Genc Kiz, 2005, gli è valso il premio come migliore regista all’Uluslararasy Istanbul Fylm Festyvali (Istanbul International Film Festival).

Karanlik Sular (titolo internazionale: The Serpent’s Tale, Turchia, 1993)
Regia, sceneggiatura: Kutluğ Ataman
Musiche: Blake Leyh
Fotografia: Chris Squires
Interpreti principali: Gönen Bozbey, Metin Uygun, Daniel Chace, Semiha Berksoy, Eric Pio, Haluk Kurtoglu, Numan Pakner, Cevat Kurtulus, Beste Cinarci, Tülin Oral, Giovanni Scognamillo
Durata: 83’

DVD

Origine: Grecia
Etichetta: Onar Films
Regione: 0
Formato audio: Dolby Digital 2.0
Lingue: turco, inglese (entrambe le lingue sono parlate nel corso del film)
Sottotitoli: inglese (per le parti di dialogo in turco), greco
Extra: intervista con il regista, galleria fotografica, biografie, filmografie, rassegna stampa europea e americana, trailer
DVD pubblicato in 1’200 copie numerate

Onar Films

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