Fernando Di Leo

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Fernando Di Leo, a sinistra, con Mario Adorf

Fernando Di Leo, a sinistra, con Mario Adorf

Fernando Di Leo (San Ferdinando di Puglia 1932 – Roma 2003) inizia a lavorare nel cinema come sceneggiatore di numerosissimi film come i coevi: Una pistola per Ringo (1965), Il ritorno di Ringo (entrambi diretti da Duccio Tessari), Per un pugno di dollari (1964, Sergio Leone), Per qualche dollaro in più (1965, sempre di Sergio Leone) per i quali non viene accreditato (né, spesso, pagato) nonché decine di altri.
Di Tempo di massacro (1966, regia di Lucio Fulci) è anche autore del soggetto. In queste sceneggiature, più strutturate del solito, Di Leo inserisce elementi psicologici e culturali che fino ad allora erano stati trascurati da un genere che veniva considerato e trattato come «di consumo». Il suo debutto come regista avviene nel 1963 con l’episodio Un posto in Paradiso del film Gli eroi di ieri… oggi… e domani… che nel titolo cita il famosissimo Ieri, oggi, domani (dello stesso anno e anch’esso a episodi) di Vittorio De Sica. Segue il dramma bellico Rose rosse per il führer in cui è impossibile non notare l’antimilitarismo del regista.
Nel 1969 dirige il dittico Brucia, ragazzo, brucia e Amarsi male, entrambi prodotti dalla Ferti (società di produzione di Fernando Di Leo e Tiziano Longo). Il primo, che tratta del piacere femminile, viene sequestrato per oscenità mentre il secondo, che nelle intenzioni dovrebbe approfondire i temi del precedente, appare meno riuscito e va incontro a un insuccesso al botteghino.

I ragazzi del massacro

I ragazzi del massacro

I ragazzi del massacro (1969), tratto anch’esso come Milano Calibro 9 da Scerbanenco, è un film sul sottobosco della delinquenza giovanile di Milano e periferia.
Un gruppo di ragazzi stupra (una tra le violenze carnali più disturbanti viste al cinema) e uccide la sua insegnante. Il commissario che indaga cerca di capire chi possa nascondersi dietro questo atto. Il film mette in evidenza lo stile personale del regista. La bestia uccide a sangue freddo del 1971 è una pellicola girata su commissione sull’onda del successo ottenuto in quegli anni da Dario Argento (1) e considerato poco riuscito dallo stesso Di Leo.È dell’anno seguente Milano Calibro 9 che, unitamente al già citato I ragazzi del massacro e a La mala ordina del 1972, è parte integrante di un’ideale trilogia sulla Milano di Scerbanenco (2). Nel 1973, il regista compie la sua terza incursione nel cinema drammatico-erotico, visto dalla parte della donna, con La seduzione, storia di un uomo sedotto sia dalla sua ex compagna, Lisa Gastoni, sia dalla figlia adolescente di lei, Jenny Tamburi. La caratteristica di tutti i film del genere firmati da Di Leo, e contrariamente a tutti i film del genere dell’epoca, è che affidano alla donna, con i suoi desideri, il ruolo di protagonista, lasciando all’uomo la parte del comprimario.
Nel 1973, Di Leo torna alle amate atmosfere noir con Il Boss che, come racconta Nocturno, vive una disavventura giudiziaria dai toni piuttosto esilaranti in quanto il ministro democristiano per i rapporti con il Parlamento, Giovanni Gioia, si sente in qualche modo diffamato dal film e ne chiede il sequestro ritirando poi, in un secondo tempo, la denuncia.
Nel 1974, a differenza dei «poliziotteschi» in voga all’epoca, in Il poliziotto è marcio (grande titolo che gli costa quasi un nuovo sequestro) l’agente Luc Merenda (attore francese specializzato in ruoli di tutore della legge senza macchia e senza paura) appare dapprima come un eroe e poi viene mostrato per quello che davvero è, un uomo al soldo della malavita.
Colpo in canna (1975) e i coevi I padroni della città e Gli amici di Nick Hezard (1976) spingono più sul pedale della commedia.
Soprattutto I padroni della città, forse il più riuscito con il suo ritratto del sottobosco della malavita romana e con il personaggio di Vittorio Caprioli, «Napoli», borseggiatore della vecchia generazione. Sorretto da una solida sceneggiatura e da alcune mirabili interpretazioni, il film presenta scene d’azione efficaci e un finale (una caccia al topo in una fabbrica abbandonata) che tiene lo spettatore con il fiato in gola. Dal canto suo, Gli amici di Nick Hezard è chiaramente ispirato a La stangata (The Sting, 1973, di George Roy Hill) ma la sua povertà produttiva e l’inadeguatezza del protagonista contribuiscono a renderlo un film poco riuscito.

Avere vent'anni

Avere vent'anni

Avere vent’anni (1978), ultimo capitolo del regista sul desiderio femminile, pare non sia stato visto da nessuno nella sua forma originale (3), almeno fino alla pubblicazione del DVD da parte di Raro Video e Nocturno, a causa dei sequestri e dei successivi rimontaggi che fanno sì che sia circolato in più versioni. Nel film, interpretato dalle due stelline della commedia erotica del tempo Gloria Guida e Lilli Carati, due ragazze viaggiano avventurosamente per l’Italia e verranno punite con una morte terribilmente violenta proprio per la loro ostentazione (per l’epoca) di indipendenza e per la loro consapevolezza nella ricerca del piacere.
Negli anni ‘80 Di Leo affronta come molti altri la crisi del cinema di genere e si barcamena con pellicole di minor valore ma in cui è possibile notare l’immutatezza del suo tocco d’autore: Razza violenta, avventuroso costruito sul modello di Rambo, la serie televisiva in sei epidosi L’assassino ha le ore contate, destinata a Raiuno ma mai trasmessa per problemi tra produttore e televisione nazionale, e il suo ultimo Killer Vs. Killers (1985) di cui, come dice Di Leo stesso, il produttore non chiese mai la nazionalità e che quindi è circolato solo all’estero.
Fernando Di Leo è scomparso a Roma il primo dicembre del 2003.

Roberto Rippa

Note:

(1)
L’uccello dalle piume di cristallo (1970), Il gatto a nove code, 4 mosche di velluto grigio, entrambi del 1971, sono grandi successi commerciali di Dario Argento, che hanno dato il via a una lunga serie di gialli italiani che, tentando di emularne le atmosfere e più semplicemente richiamandone i titoli, tentavano di ripeterne il successo.

(2)
Se nei titoli di testa di Milano calibro 9 si legge che il film è tratto da Scerbanenco (ma è in realtà solo ispirato a un suo racconto), nel caso de La mala ordina non c’è alcun riferimento allo scrittore malgrado il film tragga spunto proprio dal racconto Milano by calibro 9, che curiosamente dà il titolo al (quasi) omonimo film di Di Leo, ispirato invece dal racconto Stazione Centrale: ammazzare subito.

(3)
Gran parte dei titoli di Di Leo sono ora disponibili in DVD presso Raro Video.

Filmografia di Fernando di Leo
Killer Contro Killers (1985)
Razza violenta (1984)
Vacanze per un massacro (1980)
Avere vent’anni (1978)
Gli amici di Nick Hezard (1976)
Diamanti sporchi di sangue (1977)
I padroni della città (1976)
La città sconvolta: caccia spietata ai rapitori (1975)
Colpo in canna (1974)
Il poliziotto è marcio (1974)
Il boss (1973)
La seduzione (1973)
La mala ordina (1972)
Milano calibro 9 (1972)
La bestia uccide a sangue freddo (1971)
I ragazzi del massacro (1969)
Amarsi male (1969)
Brucia, ragazzo, brucia (1969)
Rose rosse per il Führer (1968)
Gli eroi di ieri, oggi, domani (1964)

Bibliografia

Il mensile Nocturno si è occupato in più occasioni di Fernando Di Leo. È consigliata la lettura del dossier Calibro 9 – Il cinema di Fernando Di Leo che contiene, oltre a una lunghissima e accuratissima intervista, schede sui suoi film divisi per argomento o periodo nonché una serie di annotazioni che ne contestualizzano l’opera.
(Nocturno 14, settembre 2003, Cinema Bis Communication s.r.l., Gorgonzola (MI))

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