Macabro > Lamberto Bava

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Trama

Jane Baker è un’adultera la cui tresca con l’amante viene scoperta dalla giovane figlia Lucy la quale decide di vendicarsi annegando il fratellino e simulandone la morte come conseguenza di un incidente. In seguito alla cruenta morte del suo amante in un incidente automobilistico mentre si trova con lei, Jane viene ricoverata in un istituto. Uscitane un anno dopo, va ad abitare nella casa del fratello dello scomparso, il quale sospetta che la donna stia nascondendo qualcosa.

Commento (attenzione, il testo che segue contiene elementi rivelatori della trama e del finale del film)

Antonio e Pupi Avati decidono di mettere in cantiere un piccolo film, dichiarando di avere usato come spunto un presunto fatto di cronaca (ma l’ispirazione potrebbe anche essere Buio Omega di Joe D’Amato-Aristide Massaccesi, uscito l’anno prima con la cui trama Macabro ha più di un punto di contatto), da far dirigere a Lamberto Bava, già ricco di esperienza grazie alla collaborazione con suo padre, il grande Mario Bava, di cui aveva già co-sceneggiato e co-diretto (non accreditato) l’ultimo film, Shock (Transfer Suspense Hypnos) del 1977.
Dall’esilissimo spunto stendono quindi una sceneggiatura, con Bava stesso e Roberto Gandus, cui Lamberto Bava aggiunge un’atmosfera visiva claustrofobica e soffocante che fa muovere i personaggi in spazi ristretti e decadenti (una vecchia casa di New Orleans dove il tempo sembra essere sospeso e utilizzando pochissimi esterni) come fossero tutti vittime di un gioco al massacro e in attesa di un’ineluttabile punizione.
Il risultato è un film stranamente poco considerato ai tempi in cui la tensione psicologica la fa da padrona a scapito dei pochissimi effetti speciali, che tra l’altro disturbano l’atmosfera generale del film, soprattutto negli ultimi due secondi del film che si chiude con una scena che vorrebbe essere scioccante ma che è totalmente inutile e che deve alla sua scarsissima durata il fatto di non rovinare l’intero film (ma va detto che poco ci manca).
In bilico tra l’essere un horror (ma è la parte più debole) e un dramma psicologico, Macabro nella sua prima parte sembra girare su sé stesso senza che accada nulla (ma l’atmosfera promette ben altro e tiene viva l’attenzione), mentre la seconda vede i personaggi svelarsi nelle loro rispettive follie e, malgrado qualche caduta di stile, riesce a mantenere la tensione fino alla conclusione della vicenda.
Bernice Stegers (vista lo stesso anno ne La città delle donne di Fellini) gira per metà film con uno sguardo catatonico ma nel contempo inquietante per lo spettatore che conosce il suo segreto, Stanko Molnar, nei panni di un improbabile cieco, sembra muoversi con eccessiva disinvoltura negli spazi che non dovrebbe conoscere della casa (ma forse la disinvoltura vuole suggerire che ci ha passato molto tempo in assenza della donna?) mentre la perfida Lucy, interpretata da una efficacissima Veronica Zinny, sembra promettere grossi guai anche quando sembra apparentemente tranquilla.
Forse il migliore film per il cinema per Lamberto Bava che poi dirigerà il terrificante Le foto di Gioia con Serena Grandi al suo peggio recitativo (il che è tutto dire) che per contratto deve mostrare l’ipertrofico pettone ogni tre minuti, Morirai a mezzanotte, l’interessante e poverissimo La casa con la scala nel buio nonché i due capitoli di Demoni (dove però la presenza del produttore di Dario Argento si sente troppo).
La Aegida (distirbuzione Medusa) pubblica Macabro in un’edizione – la cui immagine e il suono sono stati restaurati (ed è vero)  – che rappresenta un’ottima occasione per conoscere un film commercialmente non molto fortunato ma che resta un episodio curioso quanto fortunato nella carriera del regista. Peccato per la totale assenza di contenuti extra, a parte il trailer.

Roberto Rippa

Macabro (Italia, 1980)
Regia: Lamberto Bava
Soggetto: Antonio Avati, Pupi Avati
Sceneggiatura; Antonio Avati, Pupi Avati, Lamberto Bava, Roberto Gandus
Musiche: Ubaldo Continiello
Fotografia: Franco Delli Colli
Montaggio: Piera Gabutti
Interpreti principali: Bernice Stegers, Stanko Molnar, Veronica Zinny, Roberto Posse

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