Tutti gli articoli di Leonardo Persia

Mia madre > Nanni Moretti

Mia madre > Nanni Moretti

La mia mater à penser Da piccoli, soli e smarriti, incompleti e curiosi, si chiama la mamma. Se si continua a farlo quando si è adulti, secondo la vulgata corrente qualcosa non va. Vi accuseranno di essere nevrotici, dissociati, ritardati, al più mammoni, un mot juste che fa parte del dizionario dei luoghi comuni sugli italiani. Nanni Moretti, nei suoi

The Tin Hat > Giuseppe Boccassini

The Tin Hat > Giuseppe Boccassini

Il copricapo dell’occhio Vedere il vedere. E vedere oltre il (comune) vedere. L’immagine può rivelare l’altro da sé quando il mostrato di quell’immagine viene trattato e riconfigurato. Dipende da cosa si sceglie, dove si (ri)colloca il visivo. Se lo si accelera, decelera, lo si satura o desatura, costruendolo per decostruirlo. Oppure segue o precede segni visivi capaci (sempre) di orientarne

La scelta > Michele Placido

La scelta > Michele Placido

Lo stupro riparatore Un sole non ingannatore nel cinema italiano. Mortifica, poi vivifica. Abbaglia protagonista e spettatore, penetrando tra le impalcature di una strada stretta che potrebbe fungere da selva oscura, preludio al cambiamento. Raggi luciferi accompagnati a una conversazione telefonica abortita tra una coppia senza figli che fino a quel momento sembrava essere fin troppo in armonia. Rispondere senza

The (Brakh)Age of Innocence

The (Brakh)Age of Innocence

«Questo trucco tanto affascina, tanto ipnotizza, che la fonte essenziale di tutta questa magia si dimentica facilmente. Questa fonte è la luce.» – Stan Brakhage, Sulla luce La luce. La vede Luís Miguel Cintra in Aqui na terra (1993), dopo una serie di zigzaganti avventure rosselliniane, sulla scia di Irene/Ingrid Bergman di Europa ’51 (1952). Essa riflette i «reali contorni

O animal sonhado > Aa. Vv.

O animal sonhado > Aa. Vv.

Sei gradi di concatenazione «Sei è un numero perfetto di per sé, e non perché Dio ha creato il mondo in sei giorni; piuttosto è vero il contrario. Dio ha creato il mondo in sei giorni perché questo numero è perfetto, e rimarrebbe perfetto anche se l’opera dei sei giorni non fosse esistita.» – Agostino, La città di Dio L’«inconscio

La pluie > Stefano Odoardi

La pluie > Stefano Odoardi

Alyssa, Attrice, Angélique e Altro… Non c’è due senza tre e non c’è quattro senza cinque, sei, sette, dieci. Angélique Cavallari interpreta quattro personaggi ne La pluie: Koltes, Alyssa, l’Attrice e la Folle. E come il Damba buddista, albero della vita ramificante anche i quattro fiumi sacri, le quattro direzioni del cuore, questi quattro ruoli, questo quattro, proliferano evocando altri

To the Wonder > Terrence Malick

To the Wonder > Terrence Malick

MERAVIGLIA SENZA RISPOSTE To the Wonder • Terrence Malick • USA/2012 a cura di Leonardo Persia da Rapporto Confidenziale 39 | anteprima | compra   Frohlocket ja nicht allzufrüh, oft schleicht, in Nebel eingehüllt, der Winter wohl zurück und streut auf Blüt und Keim sein starres Gift. Non gioite troppo presto, sovente l’inverno, cinto di nebbia, torna strisciando e spande

Quello che mi permette di non ammalarmi è fare film. Intervista a Pietro Marcello

Quello che mi permette di non ammalarmi è fare film. Intervista a Pietro Marcello

Nel cinema di Pietro Marcello esiste sempre un punto di partenza ricollocato. La vicenda si sgretola, si dirama e si ricompone. Così è lui. Nella nostra conversazione, si parla di un argomento e scivoliamo dappertutto. Dal cinema alla realtà, inevitabilmente (e fortunatamente). D’altra parte, seppur atipico, il suo è comunque un lavoro da documentarista. Il tocco poetico, la ricchezza formale,

Passare la linea per ricostituirla. Pietro Marcello

Passare la linea per ricostituirla. Pietro Marcello

da Rapporto Confidenziale 36 | anteprima | compra vedi anche: Quello che mi permette di non ammalarmi è fare film. Intervista a Pietro Marcello   Come il jazz, il cinema di Pietro Marcello parte da un tema e vi improvvisa sopra, frazionandolo e ampliandolo. C’è un continuo cambio di accordi atto a delineare un costante spazio di fuga. Domina la

I cineasti Marginais: la parte “cinema” del Tropicalismo

I cineasti Marginais: la parte “cinema” del Tropicalismo

I cineasti Marginais: la parte “cinema” del Tropicalismo a cura di Leonardo Persia da Rapporto Confidenziale 37   Il Cinema Marginal brasiliano appare come un’onda tsunami nell’oceano delle vagues che, a partire dalla fine degli anni ’50 fino agli inizi dei ’70, inondano gli schermi del mondo, costituendo una nuova «internazionale» (Adriano Aprà) del cinema. Un’intera generazione di cineasti rebel