National Lampoon’s Christmas Vacation (Un Natale esplosivo) > Jeremiah Chechik

Dopo il successo del primo titolo, National Lampoon’s Vacation (1983), alla cui guida c’era il solido Harold Ramis, e del secondo, National Lampoon’s European Vacation (Ma guarda un po’ ‘sti americani, 1985), la famiglia Griswold torna al completo (e per la terza volta con figli dallo stesso nome ma dai volti diversi) per una vacanza natalizia.
Questa volta, come da tradizione, non ci si mette però per strada con automobili improbabili ma si trascorrono le feste nel più classico dei modi: a casa propria, circondati da parenti che non si sopportano.

Il film inizia in modo esplosivo, con la ricerca dell’ideale albero di natale in un bosco innevato. Il tono che caratterizzerà il resto del film è qui: Clark Griswold tiene a regalare alla sua famiglia un Natale memorabile all’insegna della tradizione. E poco importa che i figli Rusty (che ha il volto di Johnny Galecki, che di qui a qualche anno sarà presenza fissa nella serie Roseanne, prima di approdare al fortunatissimo ruolo di Leonard Hofstadter nella serie Big Bang Theory, in onda dal 2006) e Audrey (che è Juliette Lewis – quella Juliette Lewis che appena due anni dopo si farà notare nel rifacimento ad opera di Martin Scorsese di Cape Fear – in un ruolo da tipica adolescente in rivolta per nulla sviluppato), siano più interessati a salvare le loro stanze da letto dall’arrivo dei parenti che a contribuire al progetto del padre.

Il mantenimento della tradizione e la costruzione di momenti memorabili per la sua famiglia sembra obbligatoriamente passare per Clark Griswold attraverso l’allestimento di luminarie che coprono l’intera casa (rendendosi visibili a occhio nudo presumibilmente anche da Marte) e il mantenimento dell’armonia in una famiglia in cui volano gli stracci. Ecco quindi arrivare i consuoceri e l’orrido cugino Eddie (visto al suo meglio nel primo capitolo).
Ovviamente nulla andrà per il verso giusto e se nel primo capitolo a fare le spese della distrazione del capofamiglia era stato un cane, stavolta è un gatto a pagare con la morte il suo tributo alla comicità del film.

 

 

Alla scrittura c’è ancora, e per l’ultima volta, John Hughes, che costruisce situazioni che minano il più tradizionale Natale statunitense, ma alla regia c’è un nuovo regista – il terzo per la saga – Jeremiah Chechik, qui al suo primo lungometraggio (poi dirigerà il simpatico Benny & Joon con Johnny Depp, prima di dedicarsi prevalentemente alla televisione). E il problema sembra proprio essere lui, che non sembra credere al materiale cui deve dare forma: le gag sono episodiche e non troppo divertenti, i personaggi non protagonisti fanno da tappezzeria e non sono affatto sfruttati, i figli sono praticamente inesistenti dopo il prologo. E le gag, dopo quella iniziale dell’albero, sono ampiamente prevedibili.
Troppo per suscitare una risata.
La sceneggiatura, invece, sembra preparatoria a quella di enorme successo che Hughes scriverà per Home Alone (Mamma, ho perso l’aereo), uscito l’anno successivo e diretto da Chris Columbus, che sfrutta al meglio ogni possibilità di comicità fisica. Come sappiamo, John Hughes terrà le sue migliori sceneggiature per sé, iniziando a dirigerle sin dal 1983 (Sixteen Candles).

Ciò che invece funziona nel film è l’idea di prendere episodi tipici delle riunioni familiari e di trasformarle in iperboli comiche, che però spesso si sgonfiano per la loro lunghezza, in un film appesantito anche da una sotto trama che coinvolge il capo di Clark e la distribuzione di bonus di fine anno e che pare messa lì forzatamente per dare una conclusione alla storia. Pecca anche nello sfruttare poco i personaggi di contorno (c’è la vicina di casa Julia Louis-Dreyfus, una delle donne comiche più divertenti d’America – nel 1990 sarà coprotagonista di una delle serie TV di maggiore successo della storia delle televisione statunitense, Seinfeld, prima di approdare come protagonista a The New Adventures of Old Christine e approdare quindi alla vicepresidenza, prima, e alla presidenza poi degli Stati Uniti nella stupenda Veep – Beverly D’Angelo, sua moglie in tutti i capitoli, i suoceri John Randolph e Dianne Ladd, la fantastica consuocera Doris Roberts – Mildred Krebs in Remington Steele, Angie Pedalbee in Dream On, serie prodotta da John Landis che ne ha diretto anche 17 episodi, e, soprattutto, madre terribile in Everybody Loves Raymond.

 

 

Chevy Chase interpreta il ruolo con il pilota automatico, fornendo tutto il campionario già noto di espressioni esterrefatte e di comicità fisica, stavolta resa più contenuta dalla limitatezza della situazione.

National Lampoon’s Christmas Vacation, uscito anche in Italia con il titolo Un Natale esplosivo, ambisce forse a entrare nel novero dei classici film natalizi ma crolla per mancanza di convinzione di chi lo dirige e interpreta. Peggio andrà con il capitolo conclusivo Vegas Vacation, che arriverà 8 anni dopo questo. Non un film riuscito, purtroppo, ma comunque un guilty pleausure ideale per la notte di Natale, da vedere accoppiato con A Very Brady Christmas, suo compagno ideale.

 

Roberto Rippa

 

P.s.: le musiche sono di Angelo Badalamenti. Si, quell’Angelo Badalamenti!

 

 

 

National Lampoon’s Christmas Vacation
(Un Natale esplosivo, USA/1989)
Regia: Jeremiah Chechik
Sceneggiatura: John Hughes
Musiche: Angelo Badalamenti
Fotografia: Thomas E. Ackerman
Montaggio: Gerald B. Greenberg, Michael A. Stevenson
Scenografie: Stephen Marsh
Costumi: Michael Kaplan
Interpreti principali: Chevy Chase (Clark Griswold), Beverly D’Angelo (Ellen Griswold), Juliette Lewis (Audrey Griswold), Johnny Galecki (Rusty Griswold), John Randolph, Diane Ladd, E.G. Marshall, Doris Roberts, Randy Quaid, Miriam Flynn, Julia Louis-Dreyfus
’97

 



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