Bamseom Pirates, Seoul Inferno > Jung Yoonsuk

Bamseom Pirates, Seoul Inferno
IFFR | International Film Festival Rotterdam 2017

 

Finalmente un film che ha come protagonista una band grindcore!
Per chi non lo sapesse il grindcore, o più semplicemente grind, è la metastasi derivata dal rapporto extraconiugale tra la fascia più estrema del metal e un branco di cani sciolti hardcore-punk.
Le caratteristiche principali di questo genere sono l’utilizzo del blast beat, distorsioni ai limiti della sopportazione, liriche con tematiche politiche o splatter o pornografiche o la somma delle tre, con cantanti growler o screamer (gente che urla insomma) e la maggior parte delle volte con durate infinitamente brevi.
Un piccolo assaggio:

 

 

O ancora il parere di un esperto di generi estremi:

 

 

Dopo questa breve digressione sul grindcore possiamo tornare a Bamseom Pirates, Seoul Inferno. Jung Yoonsuk (classe 1981) dal 2010 inizia a seguire i Bamseom Pirates, duo grindcore sudcoreano formato da Kwon Yongman e Jang Sunggun, durante una serie di loro concerti, manifestazioni e in momenti di vita quotidiana. Ecco come si definiscono i Baomseom Pirates:

1. Bamseom Pirates is a grind core duo.
2. Bamseom Pirates aims to be “a trade union.
3. Bamseom Pirates performed John Cage’s 4’ 33” in a mere 10 seconds at their debut concert; the audience responded by booing.

Si passa da momenti esilaranti come il “Power Point Gig”, in cui il duo, per aiutare gli spettatori a comprendere i testi delle canzoni, suona accompagnandosi con una presentazione Power Point che mostra le parole come in un karaoke; fino ad arrivare a concerti di protesta in luoghi occupati e manifestazioni politiche per le strade di Seoul. La prima ora di film si concentra su Kwon e Jang, sul loro processo di creazione (che strapperà qualche risata alle persone poco abituate alle dinamiche grindcore), sui loro concerti, sul loro disco e infine sulla creazione delle foto promozionali della band.
Sul set fotografico facciamo la conoscenza del protagonista della seconda parte del film: Park Junggeun.
Park è il manager della band (fondatore dell’etichetta discografica Bissan Trophy Records) e lavora come fotografo. Nel 2011 decide di twittare frasi come “Kim Jong-il macchina del sesso” o “Caro Leader e Generale, comprami del cioccolato!” e di ri-twittare alcuni post dall’account del Governo Nord Coreano.
Il 21 settembre 2011 viene arrestato perché il suo atto è considerato una violazione della Legge sulla Sicurezza Nazionale.

 

 

Park viene processato e nel vortice con lui finiscono anche i Bamseon Pirates e i loro testi.
Questa svolta del film viene sottolineata da una registrazione della deposizione del batterista della band Kwon che si esprime in questo modo, cito a memoria: “…se Park avesse twittato quelle frasi in Corea del Nord sarebbe stato arrestato e condannato. Avendolo fatto in Corea del Sud è stato processato. Sono molto confuso…”
Bamseom Pirates, Seoul Inferno mescola documentario e videoclip compiendo un viaggio lungo 5 anni per mostrarci il rapporto che intercorre tra le due Coree, per darci una visione interna di come i giovani coreani percepiscono il loro passato e cercano di creare il loro futuro. Un film che si immerge all’interno della ricerca artistica e politica di una giovane band underground che riceve un’attenzione mediatica accidentale che viene totalmente ripudiata dai due musicisti. In un’intervista alla radio dichiareranno, infatti, che loro non ambiscono alla fama e alla ricchezza, concetti che nella scena grindcore sono completamente assenti.
Jung Yoonsuk ci racconta una Corea del Sud che somiglia incredibilmente alla vicina sorella nordica.
Alla prima del film a Rotterdam il regista era presente con gli ormai ex-Bamseom Pirates e Park Junggeun che è stato rilasciato e dichiarato innocente. Il Q&A a fine proiezione è stato scanzonato ed esilarante, con i quattro ragazzi che ripercorrevano le loro lotte e i processi per poi scherzare sul loro futuro. Dopodiché ci siamo bevuti qualche birra insieme e osservandoli in quella situazione spensierata mi tornava in mente una parte del film in cui veniva chiesto loro: “Quanta libertà volete? Di quanta libertà avete ancora bisogno?”.

 

Emanuele Dainotti

 

https://bamseompirates.bandcamp.com

 

 

Bamseom Pirates, Seoul Inferno
Regia e sceneggiatura: Jung Yoonsuk • Fotografia: Jung Yoonsuk, Heo Chulnyeung, Jun Sangjin • Montaggio: Jung Yoonsuk • Musiche: Kwon Yongman, Jang Sunggun (Bamseom Pirates) • Suono: Pyo Jongsu • Interpreti principali: Kwon Yongman, Jang Sunggun, Park Junggeun • Produttore: Sona Jo • Produzione: OPOT Pictures • Paese: Corea del sud • Anno: 2017 • Durata: 120′

 



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