Airplane! (L’aereo più pazzo del mondo) > Jim Abrahams, David Zucker, Jerry Zucker

 

Looks like I picked the wrong week to quit sniffing glue. 
(Steve McCroskey)

 

Chissà se ha ragione il “Guardian” (1) a chiedersi se Airplane!, a quarant’anni esatti dalla sua uscita, sia il film parodistico migliore della storia del cinema. Certo è che, a dispetto del tempo trascorso e i numerosi cambiamenti occorsi negli anni al genere catastrofista tanto in voga negli anni ’70, non sembrano avere scalfito la forza di questa opera che, grazie a una scrittura precisa, alla scelta coraggiosa di attori noti fino ad allora prevalentemente per i loro ruoli seri e proprio per questo disponibili a prendersi gioco della loro immagine, alla generosissima quantità di gag visive e di battute che oggi verrebbero utilizzate per almeno dieci film.

 

 

Dopo che il pasto viene servito nel corso di un volo da Los Angeles a Chicago, almeno metà dei passeggeri e i piloti iniziamo a sentirsi male, vittime di un avvelenamento causato dal pesce servito come alternativa alla carne. Con l’equipaggio impossibilitato a gestire il volo, l’assistente Elaine contatta la torre di controllo a Chicago per avere istruzioni su come attivare il pilota automatico (nella figura di un pupazzo gonfiabile di nome Otto). Il problema è però riportare l’apparecchio a terra e Elaine, dopo essersi rivolta ai passeggeri per sapere se c’è qulcuno tra loro in grado di pilotare l’aereo, scopre tra i passeggeri il fidanzato Ted Striker, che ha appena lasciato e che si è imbarcato con la speranza di riconquistarla. Ted è però traumatizzato da un incidente aereo occorso quando era pilota in guerra. Con Elaine come copilota e le istruzioni che giungono dalla torre di controllo riuscirà Ted a riportare a terra l’apparecchio salvando tutti i suoi passeggeri?

 

 

Se a qualcuno la trama risultasse familiare malgrado non abbia visto il film, sappia che è esattamente quella di Zero Hour! (Ora zero, 1957), un film catastrofico di un certo successo di due decenni prima.
Jerry Zucker, Jim Abrahams e David Zucker (noti anche come ZAZ), scoprono il film al tempo in cui si esibiscono come comici con il gruppo Kentucky Fried Theatre, da loro fondato nel 1971. È proprio cercando materiale da utilizzare nei loro spettacoli grazie a registrazioni di trasmissioni televisive notturne, soprattutto le pubblicità che passano al loro interno, ma anche film serissimi che poi doppiano con le loro stesse voci in chiave parodistica (2), che il trio registra fortuitamente Zero Hour!, diretto da Hall Bartlett e scritto da Arthur Hailey, già autore di un dramma televisivo dal titolo Flight into Danger di cui il film è un’evoluzione. Guardandolo rimangono colpiti dalla sua struttura classica e iniziano a scriverne una parodia. La loro sceneggiatura, che data del 1975, è però talmente legata alla struttura narrativa dell’originale da farli preoccupare che non basti dichiarare la loro opera come parodia per farla franca, ne acquistano quindi i diritti per 2500 dollari da Warner Bros.
Mentre la sceneggiatura sembra non suscitare alcun interesse nei produttori, il trio conosce John Landis, che li convince a realizzare un film basato sui loro sketch. Nasce così The Kentucky Fried Movie, che dirigono loro stessi per poter mantenere il controllo sul materiale da loro scritto. Questa prima esperienza cinematografica li convince a portare sullo schermo la loro sceneggiatura occupandosi loro stessi della regia.
Michael Eisner, ancora a capo della Paramount e di lì a poco a capo della Disney, legge la sceneggiatura e decide di produrre il film, non prima di avere discusso alcuni dettagli, tra cui l’aggiornamento dell’ambientazione e la realizzazione del film a colori anziché in bianco e nero, condizioni cui il trio si assoggetta a condizione di poter disporre di attori seri e non comici (come invece vorrebbe la Paramount che sostiene i nomi di Bill Murray o Chevy Chase, comici di punta in quel momento) per le parti principali, convinti che i loro dialoghi recitati in modo serioso possano risultare più comici. Per il ruolo del dottor Rumack, il trio pensa a numerosi attori prima di entrare in contatto con Leslie Nielsen che ha allora alcuni ruoli da protagonista alle spalle ma che desidera fortemente ruoli brillanti, che non gli vengono proposti. È una scelta vincente e Nielsen diventerà da quel momento il re del cinema parodia, con la trilogia The Naked Gun (La pallottola spuntata, scritta dal trio ma diretta dal solo David Zucker, a parte l’ultimo episodio della serie, diretto da Peter Segal) come assoluto apice della sua carriera.
Per il ruolo di Ted Striker si pensa a David Letterman, che si era presentato al provino per il ruolo del telegiornalista di Kentucky Fried Movie, ma gli viene preferito Robert Hays, che allroa è coprotagonista nella sitcom Angie, cui viene affiancata Julie Hagerty, allora attiva soprattutto in teatro (ma due anni più tardi apparirà in A Midsummer Night’s Sex Comedy di Woody Allen.
A scrivere le musiche, Elmer Bernstein (The Great Escape La grande fuga, 1963, The Magnificent Seven  I magnifici 7, 1960,To Kill a Mockingbird Il buio oltre la siepe, 1960, tra le tante colonne sonore da lui composte) cui il trio chiede non musiche epiche bensì una colonna sonora eccessiva, da B-Movie.

Alla sua uscita (il 2 luglio in 705 sale, dopo anteprime a Toronto e e Buffalo) il film incontra non solo il favore del pubblico (con un budget di 3.5 milioni i dollari finirà con l’incassarne più di 150 in tutto il mondo) ma anche quello della critica, che ne apprezza soprattutto la soprendente qualità e quantità di situazioni comiche.

 

 

Ma il film ha resistito ai suoi quarant’anni di vita, e soprattutto all’evoluzione del cinema catastrofista negli ultimi quarant’anni? Si, e magnificamente. Airplane! è talmente denso di situazioni rapide e fulminanti dialoghi comici da non dare allo spettatore di oggi il tempo di soffermarsi su ciò che apparirebbe ormai datato o sui riferimenti incomprensibili al nostro tempo o alle nostre latitudini e la recitazione seria e compunta degli attori principali, e la totale assenza di ammiccamenti al pubblico, danno ragione al trio Zucker-Abrahams-Zucker nella loro risolutezza nel non voler attori comici.
C’è solo da chiedersi se oggi, in nome del politicamente corretto, alcune scene troverebbero ancora spazio nel film.
Per capire quanto sia stato seminale, basti sapere che i fratelli Farrelly, Seth MacFarlane e Judd Apatow citano il film come fonte di ispirazione mentre gli stessi David e Jerry Zucker, intervistati dal “Guardian” sorridono al pensiero che man mano che gli estimatori di Some Like It Hot (A qualcuno piace caldo di Billy Wilder) moriranno, probabilmente Airplane! assurgerà al primo posto nell’elenco dei film comici più amati di tutti i tempi (no, non succederà mai. Nessuno potrà mai superare Billy Wilder).
Se si basa fortemente sulla trama e le situazioni presenti in Zero Hour!, di cui riprende anche interi dialoghi, Airplane! non dimentica i quattro film scritti nel frattempo da Arthur Hailey (tutti tratti dal suo best-seller “Airport”, ossia Airport (1970), Airport 1975 (1974), Airport ’77 (1977) e The Concorde… Airport ’79 (1979) a cui ruba alcune situazioni o linee di dialogo.

Per quanto riguarda Zero Hour! che, a dispetto della sua vetustà, ha dalla sua tutto ciò che serve per tenere alta la tensione in chi lo guarda e anche un suo innegabile valore storico, la sua visione oggi è consigliata unitamente (possibilmente in ordine cronologico) a quella del film di Zucker-Abrahams-Zucker.

 

Roberto Rippa

 

Airplane!
(titolo italiano: L’aereo più pazzo del mondo. USA/1980)
Regia e sceneggiatura: Jim Abrahams, David Zucker, Jerry Zucker
Soggetto: Flight into Danger (Arthur Hailey), Zero Hour! (Arthur Hailey, Hall Bartlett, John Champion) non menzionati
Musiche: Elmer Bernstein
Fotografia: Joseph Biroc
Montaggio: Patrick Kennedy
Interpreti principali: Kareem Abdul-Jabbar, Lloyd Bridges, Peter Graves, Julie Hagerty, Robert Hays, Leslie Nielsen, Lorna Patterson, Robert Stack
87′

 

Young Boy with Coffee: Excuse me, I happened to be passing, and I thought you might like some coffee. 
Little Girl: Oh, that’s very nice of you, thank you.
[takes coffee]
Little Girl: Oh, won’t you sit down? 
Young Boy with Coffee: Cream?
Little Girl: No, thank you, I take it black, like my men.

 

 

 

Note:

(1)
Airplane! at 40: the best spoof comedy ever made?

(2)
“How we made Airplane!”, Interviews by Simon Bland, The Guardian online, 25 maggio 2020

 

Fonti:
Audio commento al film con il produttore Jon Davison e gli sceneggiatori/registi Jim Abrahams, Jerry Zucker e David Zucker presente nel blu-ray del film pubblicato da Paramount Pictures il 25 settembre 2011.



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