Connu de nos services > Jean-Stéphane Bron

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Il cinquantenne Claude Muret, attivista in gioventù di alcune organizzazioni di sinistra nella Svizzera francese, sfoglia il corposo dossier che la polizia gli ha dedicato.
La collezione di incarti ha inizio nel 1964 quando Muret, allora sedicenne, partecipa a una manifestazione contro le armi nucleari e finisce nel 1977, il giorno del suo matrimonio. Tredici anni di vita raccontati non solo attraverso la militanza politica testimoniata dalla polizia ma anche momenti di vita estremamente privata, tra cui le conversazioni telefoniche registrate e trascritte parola per parola.
Lavoro sulla memoria totalmente privo di nostalgia, giacché nel desiderio di cambiare il mondo nulla è cambiato (alla fine si sono solo affinati i metodi di controllo) – allora erano le manifestazioni contro la guerra in Vietnam, il maggio del ’68, la vita nelle comuni, la rivoluzione culturale – Connu de nos services coinvolge, oltre a Murat, i suoi amici, la compagna dell’epoca e i suoi antagonisti, soprattutto Ernest Hartmann, poliziotto in pensione che, pur restando sulle sue posizioni, pare provare, lui sì, un moto di nostalgia per un’epoca che lui stesso definisce fatta di alti ideali trasformati in azione quotidiana.

Jean-Stéphane Bron, testimone silenzioso, filma i ricordi, i commenti, la sorpresa di fronte alla minuziosità delle ricerche effettuate dalla polizia e realizza un’opera precisa e ironica.

Roberto Rippa

Il regista

Jean-Stéphane Bron nasce a Losanna nel 1969. a fine anni ’80 frequenta la scuola Ipotesi cinema diretta da Ermanno Olmi e quindi torna in Svizzera, dove si diploma in regia presso il DAVI (Département d’Audiovisuel de l’École Cantonal d’Art de Lausanne, Bussigny).

Filmografia:

Mon Frère se marie (2006)
Mais im Bundeshuus – Le génie helvetique (2005)
La bonne conduite – Cinq histoires d’auto-école (1999)
Connu de nos services (1997)

Connu de nos services (Svizzera, 1997)
Regia: Jean-Stéphane Bron
Sceneggiatura: Jean-Stéphane Bron, Antoine Jaccoud
Fotografia: François Bovy
Montaggio: Daniel Gibel
35 mm – 63′

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