Films of the Vienna Actionists (1957-1995) | UbuWeb

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Films of the Vienna Actionists (1957-1995)


UbuWeb presenta 35 film degli Azionisti viennesi (Wiener Aktionismus). Il termine descrive un piccolo e violento movimento artistico che nel corso del 20esimo secolo ha agito con lo scopo di sviluppare l’ "action art" (attraverso performance, body art, happening ecc.). I principali esponenti dell’azionismo viennese furono Günter Brus, Otto Mühl, Hermann Nitsch e Rudolf Schwarzkogler. Gli "azionisti" sono stati attivi fra il 1960 ed il 1971. Molti hanno proseguito indipendentemente fino alla fine degli anni ’70. Nella selezione sono presenti film di Otto Mühl, Kurt Kren, Hermann Nitsch e Otmar Baue. Sempre su UbuWeb, nella sezione sound, è possibile ascoltare i soundworks e le interviste di Otto Mühl e Hermann Nitsch.

http://ubu.com/film/vienna_actionists.html

 

UBUWEB /// Films of the Vienna Actionists (1957-1995)

Otto Muehl (b. 1925)

Wehrertüchtigung (1967)
Psycho-Motorische Geräuschaktion (1967)
Kardinal (1967)
Satisfaction (1968)
Stille Nacht (1969)
Scheißkerl (1969)
Sodoma (1969)
Manopsychotisches Ballett Part 1 (1970)
Manopsychotisches Ballett Part 2 (1970)
Investmentfonds (1970)
Psychotic Party (1970)
Oh Sensibility (1970)
Der Geile Wotan (1970)
Therese Schulmeister & Otto Muehl – Friedrichshofer Kinderfilme (1985-1987)
Unknown Title (unknown date)

Kurt Kren (1929-1998)

1/57 Versuch mit synthetischem Ton (Test) (Experiment with Synthetic Sound (Test) (1957)
3/60 Baume im Herbst (360 Trees in Autumn) (1960)
5/62 Fenstergucker, Abfall, etc. (562 People Looking Out of the Window, Trash, etc.) (1962)
6/64 Mama und Papa (Materialaktion Otto Mühl) (664 Mom and Dad (An Otto Mühl Happening) (1964)
7/64 Leda mit dem Schwan (764 Leda and the Swan) (1964)
8/64 Ana – Aktion Brus (864 Ana Action Brus) (1964)
10/65 Selbstverstümmelung (1065 Self-Mutilation) (1965)
10b/65 Silber – Aktion Brus (Silver Action Brus) (1965)
12/66 Cosinus Alpha (1966)
13/67 Sinus Beta (1967)
16/67 20. September (1967)
20/68 Schatzi (1968)
28/73 Zeitaufnahme(n) (Time Exposure) (1973)
31/75 Asyl (3175 Asylum) (1975)
36/78 Rischart (1978)
37/78 Tree Again (1978)
38/79 Sentimental Punk (1979)
49/95 Tausendjahrekino (Thousand-Years-Cinema) (1995)

Hermann Nitsch (b. 1938)

Maria – Conception – Action – Hermann Nitsch (1969)
6 Tage Spiel – Das Orgien Mysterien Theater. Day 3: Day of Dionysus (Excerpt) (1989)

Otmar Bauer (1945-2004)

Impudenz im Grunewald – Teil 1, Teil 2, Teil 3 (1969)

 

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AZIONISMO VIENNESE

 

L’Azionismo viennese si caratterizza per un uso insistente di immagini e tematiche di matrice psicologistica, sado-masochistica e autolesionistica, ispirate da un diffuso atteggiamento dissacrante, a tratti profanatorio, nei confronti dei simboli religiosi, delle funzioni del corpo e delle pratiche sessuali. Questi elementi hanno portato, soprattutto nei primi anni di attività del gruppo, diverse denunce e condanne legali ai suoi componenti (addirittura, nel caso dell’artista Otto Mühl, vi è stata l’espulsione dall’Austria con un foglio di via permanente, il che lo porterà a fondare una comune in Portogallo). In sostanza, la pratica dell’Azionismo significa l’esperienza di un progressivo passaggio, da parte di alcuni pittori austriaci della stessa generazione, dal medium pittorico tradizionale rappresentato dalla tela, dai pennelli e dai colori, all’uso del proprio corpo e delle proprie azioni come elementi espressivi. Il colore si trasferisce dalla superficie della tela a quella del corpo umano, e viene in seguito ad essere sostituito dal sangue o altri fluidi corporali, da cibi o da viscere di animali, in azioni che invadono lo spazio circostante, a volte scomposte e imprevedibili, a volte progettate nei dettagli. Tali azioni possono sconfinare, come nel caso di Hermann Nitsch, nella messa in scena di riti parareligiosi a scopo terapeutico e catartico (con riferimenti alla liturgia cristiana e alla tragedia greca classica) che durano giornate intere e a cui partecipano numerose persone, inglobando sensazioni sia erotiche che di disgusto senza soluzione di continuità (Nitsch definisce il suo operato Orgien-Mysterien Theater – Teatro delle Orge e dei Misteri).

L’Azionismo viennese non si definisce in base a un "manifesto" specifico che ne descriva i presupposti stilistici, semmai tramite i molti testi e dichiarazioni individuali dei suoi componenti. Attraverso azioni individuali e collettive, foto, pitture, disegni, film, testi critici e poetici, i suoi principali rappresentanti – gli artisti Günther Brus (Ardning, 27 settembre 1938), Otto Mühl (Grodnau, 16 giugno 1925), Hermann Nitsch (Vienna, 29 agosto 1938) e Rudolf Schwarzkogler (Vienna, 13 novembre 1940 – 20 giugno 1969) – hanno inteso reagire in modo drastico a un certo accademismo, arretratezza e chiusura mentale della cultura austriaca ufficiale del dopoguerra. Nella loro formazione artistica non è comunque esente un influsso della tradizione pittorica e teatrale dell’Espressionismo austriaco (Egon Schiele, Oskar Kokoschka, Richard Gerlst, Arnold Schoenberg), della psicoanalisi (Sigmund Freud, Carl Gustav Jung) e in generale del Simbolismo e del Decadentismo mitteleuropeo (Gustav Klimt, Alfred Kubin). Nel gruppo storico degli Azionisti si può collocare anche il più appartato Arnulf Rainer (Baden, 8 dicembre 1929), artista attivo dagli anni ’50, il quale, attraverso autorappresentazioni fotografiche con interventi di pittura gestuale, ha sviluppato tra gli anni ’60 e ’70 un lavoro sul corpo non distante dal clima "psichiatrico" degli altri componenti del gruppo. Dal punto di vista teorico-critico, il lavoro degli Azionisti viennesi è stato seguito in modo particolare da alcuni critici d’arte come Arnulf Meifert e Peter Weiermaier. Per via del suo carattere estremo, alcuni artisti del gruppo non sono più attivi nell’ambito dell’Azionismo: Schwarzkogler è morto suicida nel 1969; Brus, dopo la sua ultima azione Zerreissprobe, dal 1970 prosegue con successo la sua attività nel campo dei Bild-Dichtungen (poesie da lui scritte e illustrate). Tutti i componenti dell’Azionismo viennese hanno avuto, nel corso degli anni e fino al giorno d’oggi, riconoscimenti ed esposizioni in diverse gallerie e musei di rilevanza internazionale.

Fonte: Wipedia Italia – http://it.wikipedia.org/wiki/Azionismo_Viennese

 

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A PROPOSITO DI UBUWEB

L’utopica inclinazione pan-internazionalista della Poesia Concreta è stata chiaramente descritta da Max Bense nel 1956: «…la poesia concreta non separa i linguaggi: li unisce, li combina. Ed è proprio questo aspetto della sua intenzione linguistica a farne il primo movimento poetico internazionale». L’autonomia del suo contenuto ideografico, esportabile ed accessibile universalmente, rispecchia gli utopici sogni panlinguistici degli odierni tentativi per una multipiattaforma su Internet. Adobe’s PDF (portable document format) e il linguaggio di programmazione Sun System’s Java si battono entrambi per una analoga comprensione universale. I pionieri della poesia concreta potevano soltanto sognare le tecnologie oggi in uso, capaci di far muovere il linguaggio, di trasformarlo, di immetterlo immediatamente nel flusso delle informazioni e di farlo urlare, distribuendolo istantaneamente per tutto il mondo a bassissimi costi.

Sostanzialmente un’economia del dono, la poesia è il luogo perfetto per la pratica di una politica utopica. Liberata da vincoli del profitto o da ingombranti falsificazioni, l’informazione può essere letteralmente «libera»: su UbuWeb noi la distribuiamo sin dal 1996. Pubblichiamo a colori per pochi spiccioli; riceviamo consegne il lunedì mattina e le pubblichiamo il lunedì pomeriggio. UbuWeb non è mai «fuori commercio». UbuWeb è in continuo aggiornamento: diverse persone su diverse piattaforme vi lavorano costantemente.

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— tr. Giovanni Valastro, University of Vienna

UbuWeb / www.ubu.com
Publisher: Kenneth Goldsmith; s Managing Editor: Jeremy Fisher; Archivist: Margaret Smith, Archiving Ubu; Editor Aspen Magazine: Andrew Stafford; Editor Anthology of Conceptual Writing: Craig Dworkin; Editor Ethonopoetics: Jerome Rothenberg; Editor Sound: Kenneth Goldsmith; Editor / ubu Editions: Danny Snelson & Brian Kim Stefnas; Curator 365 Days Project: Otis Fodder

 

 

 

 

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