Cellat > Memduh Un

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Pochi mesi dopo che che l’architetto Paul Kersey si era vendicato dell’omicidio della moglie e dello stupro della figlia, rimasta da allora in uno stato catatonico, ammazzando i delinquenti che trovava per le strade di New York in Death Wish (Il giustiziere della notte, di Michael Winner, capostipite di una pentalogia – protagonista Charles Bronson – che diventerà sempre più reazionaria e destrorsa capitolo dopo capitolo), a Istanbul un altro architetto seguiva le sue stesse identiche orme in Cellat, produzione turca diretta da Memduh Un.
L’architetto in questione, Orhan, è appena rientrato in città da una vacanza trascorsa con la moglie Filiz, la sorella Sevgi e il cognato Jahit, quando le due donne rimangono vittime dell’assalto di tre teppisti piuttosto dementi (li vediamo poco prima impegnati a rubare un cavolfiore dalla borsa della spesa di una vecchietta per poi giocarci a calcio) che le stuprano, uccidendo Filiz e lasciando la giovane Sevgi in uno stato catatonico da cui non si riprenderà.
Non riuscendo la polizia trovare alcuna traccia utile per assicurare i tre colpevoli alla giustizia, Ohran si prenderà il compito di ripulire le strade di Istanbul dalla delinquenza comune.

Il film di Memduh Un, come dimostra anche il titolo alternativo con cui è noto in patria, Turkish Death Wish, è, come molto cinema turco dell’epoca, diretta derivazione di un film famoso a livello internazionale. Risale infatti all’epoca (si parla di tre decenni) in cui in Turchia, per evitare di pagare i diritti dei film di successo, americani e non, per mostrarli al pubblico, usava rifarli con attori locali e mezzi decisamente inferiori.
Cellat, girato in 16mm, pur non volendo essere altro che un film exploitation si eleva al di sopra della media grazie a una fotografia più curata e al mestiere del regista Memduh Un, già attore, che dal 1954 ha scelto di lavorare solo come produttore e regista, attraversando in quest’ultimo ruolo qualsiasi genere.
Lo aiuta nell’impresa Serdar Gokham, una sorta di Maurizio Merli turco, che del suo omologo italiano eredita l’espressività ma anche l’efficacia grazie a una fisicità che riesce a riempire lo schermo a dispetto del poco che gli viene chiesto di fare. I cattivi sono invece da barzelletta: costantemente in preda a un riso irrefrenabile (serve a far capire che sono drogati, ma nella realtà fumano solo erba), più che da temibili delinquenti si comportano come dementi.
Se nel film di Winner la colonna sonora era opera di Herbie Hancock, premiata nel 1975 con un Grammy, qui stranamente non la si riprende dall’originale come d’abitudine ma vengono usate musiche non originali estratte probabilmente da colonne sonore di gialli italiani dell’epoca.
Cellat è un film di grande intrattenimento, grazie anche a un ritmo che non lascia mai spazio a lungaggini o tempi morti, testimonianza di un cinema che fa di povertà virtù.

Roberto Rippa

Cellat (Turchia, 1975)
Regia: Memduh Un
Fotografia: Kaya Ererez
Montaggio: Mehmet Ozdemir
Interpreti principali: Serdar Gokhan, Mahmut Hekimoglu, Emel Ozden, Reha Yurdakul, Oktar Durukan
83’

DVD

Cellat DVD

La greca Onar Films, da anni impegnata nel meritorio recupero di pellicole turche d’epoca dirette derivazioni da film stranieri di successo (da Superman a Tarzan, passando attraverso qualsiasi genere), pubblica con Cellat il suo DVD migliore, grazie anche alla possibilità di recuperare un master in condizioni decenti, e infarcisce la pubblicazione con la consueta pletora di contenuti extra di valore. In questo caso, a parte alcuni trailer, un ottimo documentario dal titolo Turkish Vendetta, che in 25 minuti racconta il genere “Revenge” attraverso alcuni tra i suoi titoli – turchi – più noti, filmografie, galleria fotografica e il divertente trailer del film.
Molto buono anche il suono, in Dolby 2.0.
Il DVD è pubblicato in sole 500 copie numerate!

Regione: 0
Editore Onar Films
Lingue: Turco
Sottotitoli: inglese, greco
Formato audio: Dolby Digital 2.0
Contenuti extra: Turkish Vendetta (documentario di 25’), filmografia selezionata, poster, galleria fotografica, biografie, trailer del film e di altre opere turche.

Edizione limitata in 500 copie numerate

Onar Films

Onar Films Blog

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