speciale JAMES G. BALLARD

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Il rapporto con il cinema dello scrittore britannico James Graham Ballard (1930-2009), non si è limitato alla celebre trasposizione cronenberghiana di Crash, o a L’impero del sole – portato sul grande schermo da Steven Spielberg. È stato un dialogo assai più ampio e poco conosciuto, composto da opere "minori" prodotte quasi in contemporanea alla stesura dei romanzi, dei quali rappresentano messe in scena per immagini in movimento dei laceranti e deflagranti concetti in essi contenuti, spesso realizzati sotto la supervisione, o attraverso la collaborazione, dello stesso scrittore. Un cinema estremo che trae origine da una filosofia disperata che fluisce dall’osservazione del contemporaneo, ad esso coevo, percepito come epoca di totemizzazione del concetto di morte, all’interno del quale l’uomo non può che smarrirsi in un "labirinto di fantasie" e "di propaganda massificata a sfondo politico", un mondo invaso "da iconografie di beni di consumo", psichicamente perduto.

Fabrizio Fogliato ripercorre le tappe meno note di questo rapporto, portando a nuova luce un cinema davvero dimenticato.

 

/ / / Ballardiana \ a cura di Fabrizio Fogliato/ / / / / / \ / / / / / / /

 

 

 

Crash!
regia di Harley Cokliss (UK/1971)
recensione a cura di Fabrizio Fogliato
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Minus One
Regia: Simon Brook (USA/1991)
recensione a cura di Fabrizio Fogliato
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The Atrocity Exhibition
Regia: Jonathan Weiss (USA/2000)
recensione a cura di Fabrizio Fogliato
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Aparelho Voador a Baixa Altitude
Regia: Simon Brook (Portogallo-Svezia/2002)
recensione a cura di Fabrizio Fogliato
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cover image by Javier Molinero. link

 

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