Bella addormentata > Marco Bellocchio

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Bella addormentata
regia di Marco Bellocchio (Italia-Francia/2012)
recensione a cura di Michele Salvezza

 

La Bella addormentata a cui fa riferimento Bellocchio non è una persona fisica. La Bella addormentata è piuttosto la nostra coscienza, immobile di fronte ad ogni dilemma morale che ci tocca da vicino. Ma La Bella addormenta è anche l’Italia, il nostro Paese, incapace di superare le divisioni ideologiche ed imboccare la via del buon senso.

Bene. Se condividete quanto letto fino ad ora, non andate oltre. Io non posso fare più niente per voi. Per me siete come quelli che manifestano a favore della vita, come se fosse razionalmente possibile affermare che la vita sia una condizione migliore rispetto alla morte. Ma cosa ne sanno loro? Sono mai morti? Dovrebbero provare e poi tornare per raccontarci come si sta di là.
Magari quando si muore si va in un posto dove i grandi attori del passato non possono avere figli e Brenno è solo il nome di una mensola in vendita all’Ikea.
Per altro Alba Rohrwacher ci ha mostrato che tra la vita e la morte esiste una terza via, un sordido alberghetto fuori mano dove le proprie posizioni perdono ogni valore ideologico ma sono infinitamente più divertenti.

A tutti quelli che m’hanno chiesto un parere sul film di Bellocchio ho risposto sempre iniziando il periodo con: «Io adoro Bellocchio…», cercando di mitigare la mia delusione per l’avversativo che ne consegue.
Ammetto di aver sperato che alla fine del film comparisse la scritta “regia di Cinzia TH Torrini”.

Il film lascia inevase tutta una serie di domande.
Perché Alba Rohrwacher che interpreta una santarellina pro-vita si dà al primo che le scrive il numero di telefono sulla mano?
Che forse quel pro-vita alluda ad un altro tipo di vita?
Perché Riondino le scrive il numero sulla mano, che forse le sta dicendo velatamente che è un cesso?
Come mai non viene chiarita la natura dei super-poteri del dottore interpretato da Piergiorgio Bellocchio, che forse un ragno radioattivo l’ha punto in gioventù?
Perché nessuno m’ha mai detto che al SerT si potrebbe rimorchiare discretamente?
Perché il personaggio di Servillo ha un nome improbabile (Uliano Beffardi!)?

Io credo che il grosso limite del film sia la premessa fatta da Bellocchio: «Sono stato aggredito e coinvolto da quello che vedevo e ascoltavo in televisione. Per reazione sono nate alcune immagini, poi personaggi, infine la sceneggiatura. Ad ogni modo non è un film a tesi, non voglio affermare principi. Questo è un film su diversi risvegli e alcuni non risvegli. Eluana è uno spunto narrativo, ma non per creare una divagazione ideologica o compiacente. Senza un’Eluana che muore non ci sarebbe bella addormentata che si risveglia».

Evidentemente Bellocchio ha pensato al film sulla scia di un coinvolgimento emotivo che al momento sentiva molto forte e che ha cercato di riprodurre nel film stando ben attento a non apparire, troppo sfacciatamente, sostenitore di una tesi piuttosto che di un’altra. Cerchiobottismo all’italiana? Io credo più che si tratti di un eccesso di coinvolgimento. Un film non è una seduta psicanalitica per il regista.

Bella addormentata procede lentamente, accumulando sotto trame in maniera superficiale e artificiosa insieme a dialoghi letti più che interpretati da icone più che da personaggi.
Mai come in questo caso è calzante il termine “re-citazione”.

 

Bella addormenta soffre di riproposizioni stantie e sorprendenti assurdità.

La televisione distorce la verità. :-o
I politici sono moralmente deplorevoli. :-o
I grandi attori andrebbero sterilizzati. :-o
Berlusconi ha la sensibilità di un Tir. :-o
Servillo verrebbe osannato anche se interpretasse Anna Magnani in un film sulla sua vita.:-o
Avere un fratello pazzo che aggredisce la gente nei bar, per qualche strana la ragione, ti rende irresistibile. :-o
Fare amicizia con i poliziotti dopo che t’hanno arrestato per oltraggio a pubblico ufficiale è naturale. :-o
Se scrivi addosso ad Alba Rohrwacher lei non farà una piega e anzi ti si donerà con lascivia.

Bella addormenta non coinvolge, a nessun livello.
Mi sono anche domandato se non fosse perché il problema non mi tocca da vicino, ma poi mi sono detto che The Birds di Hitchcock mi ha coinvolto pur senza che io sia mai stato un uccello.
Ho trovato scolastico rendere la pervasività della televisione attraverso continue intrusioni audio/video della stessa.
La sceneggiatura mi è parsa piuttosto mediocre, il colpo di scena che risolve il conflitto tra padre e figlia non ha avuto su di me nessuna presa, così come la solita storia d’amore in tutte le sue declinazioni più prevedibili.
Il film sostanzialmente è debole perché Bellocchio non è riuscito a trasformare in immagini e parole tutto quello che lo aveva intimamente colpito. Ha cercato di riprodurre razionalmente la propria sfera emotiva e di comunicarne il risultato prima agli attori e poi a noi attraverso loro. Operazione decisamente complicata dalla quale risulta un film plastificato.
Nemmeno dal punto di vista formale il film presenta qualcosa di particolarmente interessante, forse giusto la scena nella sauna con un godibile Herltitzca. Poco altro m’è restato negli occhi.

L’arma dell’ironia è l’unica possibile per mitigare la mia delusione.
Alla fine mi resta una sola certezza: se dovessi diventare un vegetale, conditemi con poco olio e buon appetito.

Michele Salvezza

 

 

Bella addormentata
Regia: Marco Bellocchio
Soggetto, sceneggiatura: Marco Bellocchio, Veronica Raimo, Stefano Rulli
Fotografia: Daniele Ciprì
Montaggio: Francesca Calvelli
Musiche: Carlo Crivelli
Scenografia: Marco Dentici
Casting: Stefania De Santis
Produttori: Marco Chimenz, Giovanni Stabilini, Riccardo Tozzi, Fabio Conversi (co-produttore)
Produttori esecutivi: Fabio Massimo Cacciatori, Franco Bevione
Interpeti: Isabelle Huppert (Divina Madre), Alba Rohrwaher (Maria), Maya Sansa (Rossa), Toni Servillo (Uliano Beffardi), Michele Riondino (Roberto), Brenno Placido (Federico), Gianmarco Tognazzi (Marito Divina Madre), Roberto Herlitzka (Psichiatra), Pier Giorgio Bellocchio (Dottor Pallido), Fabrice Scott (Prete), Francesco Roder (Giovane Cattolico), Gigio Morra (Il Persuasore), Diego Pagotto (Prete), Giorgio Basile, Francesca Golia (Amica di Maria), Fabrizio Falco (Pipino), Cristina Odasso (Amica di Maria), Angela Favella
Case di produzione: Cattleya, Babe Film con il supporto della Friuli Venezia Giulia Film Commission
Coproduzione: La Banque Postale Images 5, Sofica Manon 2, Rai Cinema
Rapporto: 2.35 : 1
Paese: Italia, Francia
Anno: 2012
Durata: 115′

 

 

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  • Nicolas

    Ah, se tutte le recensioni fossero così. Come sarebbe bello se i critici si prendessero meno sul serio e soprattutto fossero meno seri nel trattare film seriosi. L’unica arma per sezionare un film dall’alta morale è proprio sbatterlo giù nella pozzanghera dell’ironia. Grazie grazie grazie. Purtroppo sono disoccupato, se fossi milionario donerei a Rapporto Confidenziale perlomeno un milione di euro per leggere altre prelibatezze come questa. Grande Michele! A morte la critica accademica!

  • Michele

    Prego, prego, prego.
    Prego affinché tu diventi milionario.
    M