Mar Nero > Federico Bondi

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articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale numero11, gennaio 2009. All’interno dello spaciale La romania vista dall’Italia.

Mar Nero (Italia-Romania-Francia/2008)
di Federico Bondi

Gemma è un’anziana donna fiorentina che ha appena seppellito il marito, mentre se n’e è già andata la badante ucraina che lo assisteva.

Contro la volontà di Gemma, che si rifiuta di ammettere di averne bisogno, il figlio fa arrivare al suo posto una ragazza molto giovane, Angela, giunta dalla Romania sulle orme della cognata.

Due donne costrette alla convivenza, una così dura e autoritaria, anche nei confronti della sua famiglia, l’altra dall’apparenza così fragile: il rapporto che si instaura, soprattutto all’inizio, non è semplice, a causa di età, lingue e culture così differenti: al di là di questo il film evita di cadere in luoghi comuni a cui si presterebbe facilmente in considerazione dell’argomento trattato.

Ma gli eventi ed il bisogno reciproco creano un legame che va al di là del relazione tra assistita e curante, svelando il lato ironico dell’anziana e la forza della giovane.

Epilogo sorprendente, simpatico nel suo dramma.

Differente da troppo cinema italiano degli ultimi, molti, anni, autoreferenziale e che non riesce a far altro che raccontare di trentenni mocciosi incapace di crescere.

Il film ruota attorno ad una grande performance di Ilaria Occhini, alla sua prima vera parte da protagonista al cinema, lei che è soprattutto attrice di televisione e teatro, a distanza di oltre quarant’anni da “Un uomo a metà” di Vittorio De Seta del 1966.

Non per nulla premiata al Festival del film di Locarno 2008 con il Pardo per la migliore interpretazione femminile.

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