Sisters > Brian De Palma

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articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale – numero8, ottobre 2008 (pag. 20-25).

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Danielle Breton, giovane modella, incontra un uomo durante un gioco a premi intitolato Peeping Toms e lo porta a casa sua. Il giorno seguente, la sua vicina Grace Collier assiste dalla sua finestra a un violento omicidio nell’appartamento di Danielle ma non riesce a farsi credere dalla polizia. Tenta allora di risolvere il mistero con l’aiuto di un investigatore privato.

Nel 1973, Brian De Palma è un regista trentatreenne con alle spalle una manciata di film accolti con interesse dalla critica ma quasi totalmente snobbati dal pubblico: tra gli altri, Murder à la Mod (1968), uscito in una sala di New York per una settimana e poi scomparso tanto da fare credere fosse andato perso per sempre (1), Greetings (1968), con Robert De Niro al suo primo ruolo accreditato (2), e Hi Mom! (1970), commedia surreale che vede Robert De Niro riprendere il ruolo di Jon Rubin del precedente film.
Ma è soprattutto reduce da una disavventura con il suo Get to Know Your Rabbit, che gli viene tolto a causa di divergenze con la Warner – malgrado gli sia a tutt’oggi attribuito – tanto da non avere nemmeno partecipato al montaggio.
Alla ricerca di un progetto che gli permetta di imporsi a livello commerciale senza doversi sporcare le mani con una grande produzione, De Palma trae ispirazione da un articolo pubblicato dalla rivista Life sette anni prima su due sorelle siamesi (3) per scrivere soggetto e sceneggiatura, con Louisa Rose, di un film che si intitolerà Sisters e che verrà prodotto da Edward R. Pressman attraverso la sua casa di produzione Pressman-Williams in coproduzione con la A.I.P., che si occuperà anche della distribuzione nelle sale a partire dal 27 marzo del 1973.
Sisters è un film apparentemente semplice nella sua storia, quella di due gemelle siamesi separate chirurgicamente, una delle quali mentalmente instabile tanto da trasformarsi in assassina, ma contiene in sé gli elementi che faranno di lì a poco di De Palma uno tra i riconosciuti grandi nomi del cinema. Ciò che lo distingue è uno stile personale e innovativo fatto di uso frequente dello split screen (4) per raccontare una situazione da due diversi punti di vista, le riprese ardite, un orrore che lesina sul sangue a favore di una paura più cerebrale e sottocutanea, e infine i dichiarati omaggi allo stile di Hitchcock, che saranno poi alla base di film come Dressed To Kill (Vestito per uccidere, 1980) e Body Double (Omicidio a luci rosse, 1984). Qui gli omaggi sono soprattutto a Psycho (1960), a Rear Window (La finestra sul cortile, 1954) e a Rope (Nodo alla gola, 1948) (5). De Palma sottolinea l’omaggio scegliendo come compositore della colonna sonora Bernard Herrmann, che di Hitchcock fu uno dei compositori di colonne sonore più assiduo (6).
Sisters è un film dall’impianto classico in cui De Palma è libero di inserire elementi innovativi che riconosceremo poi in futuro in altre sue opere. È un thriller riuscitissimo, senza dubbio tra i suoi migliori, per più di un motivo: gli omaggi a Hitchcock che non sono mai un ricalco quanto uno spunto per affermare la propria personalità, i personaggi che sono estremamente curati nella loro personalità e nelle loro relazioni, la calibrazione degli elementi, che porta allo schiudersi progressivo dell’orrore, e l’inchiesta semi-giornalistica e semi-investigativa che muove il personaggio di Grace, tanto appassionante da permettere di mantenere il ritmo per tutta la storia fino al suo sorprendente finale.
Da sottolineare anche le interpretazioni di Margot Kidder e Jennifer Salt (che allora, mentre tentavano di sfondare nel cinema dividevano un appartamento frequentato anche da De Palma che regalò loro per Natale il copione di Sisters) (7).
De Palma, al suo primo thriller, pone una prima pietra miliare di un percorso talvolta discontinuo ma sempre interessante.

Roberto Rippa

Sisters
(titolo italiano: Le due sorelle, USA, 1973)
Regia, soggetto: Brian De Palma
Sceneggiatura: Brian De Palma, Louisa Rose
Musiche: Bernard Herrmann
Fotografia: Gregory Sandor
Montaggio: Paul Hirsch
Interpreti principali: Margot Kidder, Jennifer Salt, Charles Durning, William Finley, Lisle Wilson, Barnard Hughes, Mary Davenport
Durata: 93′

Note

(1) Il film, considerato perso, è ricomparso nel 1996, quando l’etichetta statunitense Something Weird l’ha scovato e pubblicato in DVD.

(2) Ma appare anche, con il nome Robert Denero in The Wedding Party diretto da De Palma con Wilford Leach e Cynthia Munroe nel 1963 ma uscito solo sei anni dopo a causa del fallimento della casa di produzione Oudine Production.

(3) Masha e Dasha Krivoshlyapova (1950 – 2003) erano due gemelle russe nate in Unione Sovietica. Un corpo unico, con due teste, quattro braccia e tre gambe, e parte della colonna vertebrale in comune, le gemelle vennero tolte con l’inganno alla madre alla nascita per essere usate come cavie dal dottor Anochin. Il dottore disse alla madre che le bambine erano morte di polmonite e in seguito dirà alle bambine che la madre era morta durante il parto.
Madre e figlie si ritrovarono solo trentacinque anni dopo. Dopo una lunga serie di disavventure e crisi depressive, Dasha divenne un’alcolista causando un indebolimento del cuore che ucciderà sua sorella. I dottori tentarono di salvare Dasha ma questa rifiutò di separarsi da Masha e morì diciassette ore dopo di lei. (fonte: Wikipedia.org)

(4) Per Split Screen si intende la tecnica che permette di mostrare sullo schermo più inquadrature contemporanemente. Ne ha fatto uso Abel Gance nel suo Napoléon del 1927, ma anche Richard Fleischer per The Boston Strangler (1968) e Norman Jewison per The Thomas Crown Affair (1968). In Pillow Talk (1959) di Michael Gordon, permette di vedere Doris Day e Rock Hudson parlarsi sullo schermo mentre sono al telefono senza dovere fare uso di campi e controcampi.

(5) Oltre a Hitchcock, Sisters omaggia un numero di pellicole classiche come Das Cabinet des Dr. Caligari di Wiene (1920) e Repulsion (1965) di Polanski. Anche il titolo del gioco televisivo cui i due personaggi partecipano a inizio film omaggia il film Peeping Tom (L’occhio che uccide, 1960) di Michael Powell.

(6) Bernard Herrmann (1911-1975) ha composto per Alfred Hitchcock le colonne sonore per The Trouble With Harry (La congiura degli innocenti, 1955), The Wrong Man (Il ladro, 1956), The Man Who Knew Too Much (L’uomo che sapeva troppo, 1956), Vertigo (La donna che visse due volte, 1958), North by Northwest (Intrigo internazionale, 1959), Psycho (Psyco, 1960), The Birds (Gli uccelli, 1963) e Marnie (1964). Tra le ottanta e più colonne sonore composte per il cinema, quelle per Citizen Kane (Quarto potere, 1941) e The Magnificent Ambersons (L’orgoglio degli Amberson, 1942) di Orson Welles, fino a Taxi Driver (1976) di Martin Scorsese. Sue le musiche per Obsession (1976) di De Palma.

(7) Margot Kidder sarà l’anno successivo in Black Christmas di Bob Clark prima di trasformarsi in Lois Lane nel Superman del 1978 di Richard Donner (e nei suoi seguiti del 1980 e 1983).
Jennifer Salt, già con De Palma per Murder à la Mod (1968), The Wedding Party (1969) e Hi Mom! (1970) appare in piccoli ruoli anche in Midnight Cowboy (Un uomo da marciapiede, John Schlesinger, 1969) e Play It Again Sam (Provaci ancora, Sam, Herbert Ross, 1972) prima di trasformarsi nel personaggio di Eunice nella sitcom di Norman  Lear Soap (1977-1981). Abbandonata l’attività di attrice, lavora oggi come coproduttrice e autrice della serie televisiva Nip/Tuck.

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