Rapporto Confidenziale – numero3 (mar 2008)

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Editoriale/3
di Alessio Galbiati

Anche questa volta siamo in leggero ritardo, usciamo infatti il giorno 7 di marzo. Ma cosa volete, dopotutto qui i tempi ce li diamo noi e chiaramente non li rispettiamo. La cosa sarebbe da approfondire da qualche buon psicologo e potremmo farlo solo nel caso in cui iniziassero ad arrivare delle donazioni da parte vostra. O meglio, da parte tua che stai leggendo aggratis questo mensile di cultura cinematografica. Parliamo di soldi, che è sempre una cosa spiacevole, soprattutto se li si deve chiedere. Abbiamo bisogno d’un vostro aiuto, necessitiamo di qualche contributo per poter stampare un numero sempre maggiore di copie (che pure loro verranno date aggratis). Per farlo basta che andate sul sito e cliccate SOSTIENI RC!; il sistema PayPal dovrebbe poi garantire il resto, ma questi non sono problemi nostri, ci affidiamo a loro… ed a voi. Nel caso in cui siate a corto di liquidità, vi chiediamo lo stesso qualcosa, ovvero segnalare ovunque potete il nostro Rapporto Confidenziale perché pure di visibilità abbiamo bisogno. Terza ipotesi è quella di collaborare con noi, siamo sempre alla ricerca di cinèfili con l’ambizione dei critici che aiutino a riempire di contenuti originali questo mensile. Per ogni cosa, dall’insulto alla richiesta, contattateci tramite mail all’indirizzo di posta vi risponderemo in tempi brevissimi.

Ma arriviamo al numerotre, quello di marzo 2008, quello che avete davanti agli occhi.

Ogni volta che devo scrivere un ‘editoriale’ mi trovo sempre in difficoltà, forse perché non ho mai ben capito a cosa serva, ho come l’impressione che sia più che altro un vezzo, un’abitudine della quale ci siamo dimenticati la genesi. Una delle funzioni principali è quella di presentare i contenuti e forse proprio per questo non capisco. Mi spiego: i contenuti ce li avete già davanti, nelle cinquantanove pagine che vi apprestate a sfogliare, tutti ordinati nel sommario; quindi cosa posso dire in questo maledetto ‘editoriale’?

Posso provare a raccontarvi il perché di Rapporto Confidenziale e facendolo ho come l’impressione che potrò io stesso chiarirmi le idee. L’idea nasce da un’esigenza, quella di avere uno spazio libero ed indipendente da condizionamenti dove poter parlare di cinema, provando a sovvertire le consuetudini d’un sistema della critica a nostro avviso decisamente obsoleto ed ingessato, ma anche totalmente condizionato dai committenti e dalle clientele. Penso che la “Critica Cinematografica” ufficiale, quella radunata attorno al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI – www.sncci.it), sia una piccola grande truffa, una piccola grande casta di questa Italia di merda che siamo costretti a dover subire. Gli spazi d’espressione sono ingolfati da una miriade di persone che si muove per conoscenze e clientele, dai quotidiani ai mensili fino alla rete, essere retribuiti scrivendo di cinema pare essere una pia illusione. Questo perché la professione non è minimamente riconosciuta e tanto meno tutelata o valorizzata. Ma com’è possibile dal momento che esiste un Sindacato? Ma soprattutto come si diventa Critici Cinematografici?

Qualche mese fa, all’ultima edizione del Future Film Festival, c’è stato un “storico” dibattito pubblico in cui per la prima volta il mondo dei blog italico ha preso parte attiva ad una rassegna cinematografica. La questione principale sollevata dal dibattito verteva proprio sulla differenza esistente fra Critica Ufficiale (rappresentata da Roy Menarini) e critica bloggers. La conclusione alle quali sono giunti, se non ricordo male, è quella d’aver stabilito che i bloggers sono persone che scrivono di cinema motivati da una forte passione cinèfila, mentre i Critici lo fanno per professione con metodi d’indagine assai più affinati e raffinati. Dunque il Critico Cinematografico è colui che di professione fa il Critico Cinematografico. Bene.

Rapporto Confidenziale rivendica questa status: pratica la critica cinematografica, la condivide gratuitamente e la fa circolare con licenza Creative Commons (vedi alle pagine 2 e 59).

Così scrive il SNCCI sul proprio sito: “Al Sindacato è iscritta la quasi totalità dei critici cinematografici italiani. Per diventare socio del Sindacato occorre dimostrare di aver effettuato attività di critica cinematografica (in qualsiasi sede) negli ultimi due anni a far data dalla domanda di iscrizione”. Tenendo conto della nostra esperienza di blogger (e non solo) e sommandola a questo Rapporto Confidenziale, vi rendiamo noto che questa è una rivista di Critica Cinematografica a tutti gli effetti.

Prima di concludere voglio ringraziare tutta la redazione virtuale di Rapporto Confidenziale, a partire dal “socio” Roberto Rippa che con me ha avuto la folle idea di farne un mensile. E poi Matteo Contin, Emanuele Palomba e Mario Trifuoggi, Samuele Lanzarotti ed anche Marco Mancuso che con il suo Digicult oltre ad avermi dato parecchie idee sul come gestire questo Rapporto Confidenziale ci ha pure concesso la disponibilità d’utilizzare degli articoli presenti sul mensile Digimag. Per ultimo un ringraziamento speciale a Cesare Moncelli che con il suo tocco ha reso RC migliore di com’era prima.

Buona lettura!

 

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SOMMARIO
numero3 – marzo 2008

• Editoriale di Alessio Galbiati | p.4

speciale
• Albert e David Maysles – 50 anni di cinema verità di Roberto Rippa | pp.6-7
• Intervista a Albert Maysles di Roberto Rippa | pp.9-13

speciale
• Cesare Moncelli e la forma statica dell’immagine in movimento di Alessio Galbiati | p.15-16
• Cesare Moncelli – Filmografia | p.17

recensione
• La porta sul buio di Matteo Contin | pp.18-19

• Patrick Bokanowski di Samuele Lanzarotti | p.20

• Ken Jacobs – una breve biografia di Alessio Galbiati | p.21-22
• Ken Jacobs – Le Opere | p.23

recensione
• Shivers, il male in piano stretto di Ciro Monacella | p.25

speciale
• L’architettura nel cinema – seconda parte di Alessio Galbiati | pp.26-29

• Partneship: DIGICULT e DIGIMAG | p.30
• Lo zio John e i suoi nipotini di Alex Dandi (digimag) | p.31
• Greenaway: il cinema è morto, viva il cinema di Barbara Sansone (digimag) | pp.32-33

recensione
• Un posto sulla terra di Samuele Lanzarotti | p.34

speciale
• Il serial cinematografico americano degli anni dieci: le serial queen – seconda parte di Alessio Galbiati | pp.36-39

recensione
• Il miglior De Palma in un pezzo d’annata di Emanuele Palomba | p.41

recensione
• Beastie Boys: impressionanti! di Alessio Galbiati | p.41

recensione
• Esegesi della diversità | p.42di Mario Trifuoggi

speciale
• L’avventurosa storia della American International Pictures. Terza parte: testosterone, falsi pudori, sabbia e canzoni – I film da spiaggia di Frankie e Annette di Roberto Rippa | pp.44-45
• I film della serie | p.45
• Beach Party di Roberto Rippa | p.46
• Beach Blanket Bingo di Roberto Rippa | p.47

recensione
• L’anarchico Diabolik di Mario Bava di Alessio Galbiati | p.49

serie tv
• Focus on: Dexter di Emanuele Palomba | p.50

speciale
• La classe operaia che non lavorava. Malamilano di Alessio Galbiati | pp.51-52
• La mala ricorda di Alessio Galbiati | p.53
• Intervista a Luca Zioni, organizzatore di Mala… Ricordi? di Alessio Galbiati | pp.53-54

• Indice filmografico | p.57

• Arretrati | p.58

 

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