Homme au bain > Christophe Honoré

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articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale numero28 (speciale 2010), pagg. 72-77,
all’interno di RC:speciale 63° Festival del film Locarno 4-14 | 8 | 2010

e in Rapporto Confidenziale, numero31 (febbraio 2011), pagg. 13-39,
all’interno dello speciale “8 volte Christophe Honoré”

Homme au bain
Christophe Honoré | Francia – 2010 -35mm – colore – 72′

Tra Gennevilliers, alla periferia Ovest di Parigi, e New York, Emmanuel e Omar fanno di tutto per provare l’uno all’altro che non si amano più.

«Alcuni film giungono inattesi. Questo non significa che siano meno desiderati bensì che la loro preparazione si realizza ad una velocità tale, e con strumenti inediti, da far pensare che il film nasca mentre si pensava di fare qualcosa di diverso.
È il caso di questo film. È stata un’esperienza strana e nel contempo gioiosa quella di vedere realizzarsi un film tanto personale e allo stesso tempo, lo spero, accessibile a tutti. La pratica acquisita con i film precedenti mi ha permesso di avere una libertà tranquilla di scrivere senza preoccupazioni. Come tutti i cineasti, conosco troppo bene le incessanti difficoltà nel preparare un lungometraggio per non gioire del modo insolente in cui questo è stato fatto
».
Christophe Honoré, dichiarazione dalla cartella stampa del film

«Devo ammettere che in “Homme au bain” mi sono sentita un po’ bloccata. Non sapevo nemmeno se ci dovesse essere una ragazza, sentivo parlare solo di ragazzi.
Non c’era sceneggiatura, non sempre sapevo quando Christophe filmava né cosa stava filmando. Questo rendeva le cose molto irreali. Però eravamo a New York e mi piaceva girare così. Non aveva nulla di angosciante, al contrario, e questo era possibile perché Christophe sa che so che lui sa molto bene ciò che vuole. Per dirla con altre parole: ci fidiamo l’uno dell’altra
».
Chiara Mastroianni, dichiarazione dalla cartella stampa del film

«Non ci sono tantissimi dialoghi ma ce ne sono. È stato un lavoro più impegnativo dal punto di vista emotivo. Ci sono stati momenti in cui non ho potuto mantenere il controllo. Christophe ha cercato di cogliere i momenti in cui non ero controllato. Io amo mantenere il controllo su di me, sulle mie emozioni. Non mi pace mostrare una determinata parte del mio viso, un’espressione…
Così quando ho visto per la prima volta il film, da solo, sul mio computer, ero un po’ scioccato perché ho notato alcune parti di me che non avrei voluto vedere. È stato un po’ imbarazzante. In un modo positivo, però.
C’è qualcosa di molto vulnerabile e sensibile in questo film. Ne sono soddisfatto
».
François Sagat, estratto da un’intervista rilasciata a Rapporto Confidenziale il 5 agosto 2010

Con “Homme au bain”, Christophe Honoré realizza sì una melanconica storia d’amore tra due persone che sembrano allontanarsi ma, soprattutto, mette in scena un vero e proprio tributo al corpo di François Sagat – stella francese, americana d’adozione, del porno gay – che viene esplorato in ogni suo anfratto, scandagliato, anche umiliato – come nella scena in cui, mentre si produce per il gallerista in una serie di pose da statua greca, questi lo bolla come kitsch – quasi come Vadim aveva fatto con la Bardot.
Il tema dell’abbandono, del disorientamento che lo segue e il terrore che lo anticipa, è una costante del cinema di Honoré, che qui trova un modo ancora diverso di raccontarlo.
Girando senza un copione, concedendosi molta libertà (derivante dal fatto di non avere pensato inizialmente che il film sarebbe uscito nelle sale) e contando sulla naturalezza degli attori – molti tra i quali non professionisti, scelti dal regista letteralmente per strada – Honoré mette la sessualità tra uomini al centro della storia, spogliandola dei luoghi comuni di cui spesso soffre al cinema e non solo.
Omar è partito per New York per girare un film, lasciando Emmanuel a Gennevilliers non prima di averlo pregato di non farsi più trovare nel suo appartamento al suo ritorno. In questo segmento, la videocamera di Honoré diventa la soggettiva del personaggio mentre filma Chiara Mastroianni, impegnata in un giro di presentazione del film girato con il regista l’anno prima, “Non ma fille, tu n’iras pas danser”, e inserita in una storia esile. Emmanuel, dal canto suo, pare trovare soddisfazione alla solitudine (e in un paio di occasioni anche alla mancanza di denaro) solo attraverso il corpo, da qui una serie di incontri con giovani uomini che danno il via a una serie di scene erotiche a tratti scomposte, sgraziate, quindi reali, mai prive di una certa forza espressiva ma nemmeno, a tratti, di una certa malinconia.
Sagat presta la sua fisicità alle esigenze del regista ma soprattutto, abituato alla meccanicità della copula cinematografica in serie propria del porno e al controllo della sua immagine, qui porta al film una timidezza e un imbarazzo veri (o almeno verosimili) e dovuti alla sua inesperienza nella recitazione (e quindi alla finzione di sentimenti a favore di camera), che finisce con l’essere il tratto più interessante e potente in una storia che comunque vanta una forza e un’immediatezza non comuni.
Il titolo del film viene da quello di un ritratto del pittore Gustave Caillebotte (1848-1894), vissuto a lungo a Gennevilliers.

François Sagat, 1979, è un performer attivo esclusivamente nel porno gay. Gay dichiarato, è un’icona per registi (il Bruce LaBruce di “LA Zombie” sembra avere costruito il film esclusivamente su di lui e per lui), fotografi (vedere il servizio dedicatogli da Pierre et Gilles) e musicisti (che lo vogliono nei loro video). Forte di una fisicità particolare, sicuramente eccessiva, in netta contrapposizione con un viso infantile apparentemente capace di timidezza, non intende allontanarsi dal porno malgrado le sempre più frequenti incursioni in altri generi. Attualmente lavora molto negli Stati Uniti, dove è sotto contratto per la Titan Media.

Roberto Rippa

Homme au bain
(titolo internazionale: Man at Bath)
Francia – 2010 -35mm – colore – 72′
Concorso internazionale | 63° Festival del film Locarno
Regia: Christophe Honoré
Fotografia: Stephane Vallée
Montaggio: Chantal Hymans
Interpreti principali: François Sagat, Chiara Mastroianni. Dustin Segura, Omar Ben Sellem
72′

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