Periferic > Bogdan George Apetri

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articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale numero28 (speciale 2010) pagg. 60-63
all’interno di RC:speciale 63° Festival del film Locarno 4-14 | 8 | 2010

Periferic
Bogdan George Apetri | Romania, Austria – 2010 – 35mm – colore – 87′
di Roberto Rippa

Scontata metà della sua pena, Matilda ottiene 24 ore di libertà vigilata dal carcere dove si trova. Invece di tornare dietro le sbarre, intende scappare e lasciare il Paese. Prima dello scadere del termine, Matilda dovrà però risolvere alcune questioni legate al suo passato.

Non c’è dubbio alcuno sul fatto che Cristian Mungiu sia uno tra i più talentuosi registi e sceneggiatori della cosiddetta “Nouvelle vague” del cinema rumeno (si, ci sarebbe anche una “vecchia onda” fatta di pochi – coraggiosi – nomi ma, complice il regime, sono conosciuti da pochi). Per averne prova, è sufficiente il celebrato “4 luni, 3 saptamâni si 2 zile – “4 mesi, 3 settimane, 2 giorni” (Palma d’oro a Cannes nel 2007) oppure il bellissimo film a episodi “Amintiri din epoca de aur” – “Racconti dell’età dell’oro”, da lui interamente scritto e affidato a un manipolo di giovani registi (Hanno Höfer, Razvan Marculescu, Constantin Popescu, Ioana Uricaru) ad eccezione di un solo episodio diretto da lui.
Anche la sceneggiatura originale di “Periferic” era sua (e di Ioana Uricaru) e viene da chiedersi come potesse essere prima che il regista Apetri, con il suo cosceneggiatore Tudor Voican (“California Dreamin’ – Nesfarsit” dello scomparso Cristian Nemescu), decidessero di metterci mano per avvicinarlo alla loro sensibilità, mantenendo infine integra dell’originale solo la definizione dei personaggi.
La storia di Matilda che, approfittando del permesso di 24 concessole per poter partecipare al funerale della madre dal carcere in cui si trova, medita la fuga alla ricerca di un futuro diverso che la costringe però a regolare questioni rimaste sospese nel suo passato, è raccontata con un linguaggio molto classico ed è scandita attraverso tre capitoli, ognuno tra i quali corrisponde a un uomo del suo passato con cui ha un conto in sospeso: il fratello che fatica ad accoglierla in casa più a causa delle reazioni di sua moglie che per sua riluttanza; l’ex compagno sfruttatore di donne che getta la sua protetta preferita nelle fauci di un maniaco generoso per ripagare un debito con Matilda, che forse si trova in carcere per coprire lui; il figlio – abbandonato dal padre in un orfanotrofio nel momento in cui lei è stata incarcerata – che per lei rappresenta un’occasione di riscatto e la prospettiva di un futuro diverso.
Il ritmo è sostenuto e la struttura del film è quella di un “road movie”, con il passaggio attraverso molti luoghi e, soprattutto, l’incontro con vari personaggi. Il dialogo è asciutto (ma alla protagonista Ana Ularu un’espressione del volto è sufficiente per far capire lo stato d’animo del suo personaggio), gli attori in gran parte bravissimi. Non solo: mentre la storia procede verso quello che appare un esito inevitabile, riesce anche a regalare una sorpresa amara.
Però il materiale narrativo è tanto e lo spazio poco, e questo fa sì che a tratti le situazioni vengano appena abbozzate o addirittura risolte in chiave caricaturale, mentre i personaggi sono tanto ben definiti da sopravvivere alla loro occasionale mancanza di spazio in sceneggiatura. Che sia questo il motivo della curiosità di sapere come fosse la sceneggiatura originale?
A dispetto dei difetti elencati, “Periferic” è un film interessante e appassionante, che merita di essere visto. Non dovrebbe essere difficile farlo, visto che al momento il suo distributore lo ha venduto in mezza Europa.

Periferic
Romania, Austria – 2010 – 35mm – colore – 87′
Opera prima | Concorso internazionale | 63° Festival del film Locarno
Regia: Bogdan George Apetri
Soggetto: Cristian Mungiu
Sceneggiatura: Bogdan George Apetri, Tudor Voican
Fotografia: Marius Panduru
Montaggio: Eugen Kelemen
Interpreti principali: Ana Ularu, Andi Vasluianu, Ioana Flora, Mimi Branescu, Timotei Duma

ESTRATTO DELL’INTERVISTA ESCLUSIVA A BOGDAN GEORGE APETRI
a cura di Roberto Rippa e Alessio Galbiati

Rapporto Confidenziale: “Periferic” was born from a screenplay written by Cristian Mungiu”, the much celebrated director of “4 luni, 3 saptamâni si 2 zile” (“4 Months, 3 Weeks and 2 Days”). How did you work on it?

B.G. Apetri: It’s been a very laborious process: I was living in the U.S. at the time I got the offer to direct this film based on Cristian Mungiu’s script. I knew I wanted to change some things in it and so, before going back to Bucharest, I told them that I wanted to work with Tudor Voican, a well-known and very good screenwriter. At that point I didn’t know exactly what I wanted to change or how much. I just knew that, as many other directors, I wanted to bring the project closer to my sensitivity. That’s it.
The process took – I thought it was going to take 2 months – 6 months. I misjudged. We changed the script a lot but what remains are the characters written by Mungiu. I changed the narrative a lot but everything is based on his characters. I was inspired by them. Much of his script remains in the project, but narratively very little.

Rapporto Confidenziale: How long did it take to shoot the film?

B.G. Apetri: Not long at all. I forgot exactly how many days but I’d say 25-27. Plus 1 or 2 days of reshoots. It was raining heavily in the last days, so we couldn’t finish all. So I took 2 months off, I went to visit my wife in America, I took 1 month vacation to clear my head, and I went back and shot for 2 more days.

Rapporto Confidenziale: It’s very very fast for such a complex film.

B.G. Apetri: Very fast. The difficult thing was that we had almost every day a new location, because it’s almost a road movie. So we kept moving from one location to the other. In case we forgot something, we would never had the time to go back to that location to reshoot. Once we moved out from a location, it was over. We couldn’t go back to do anything.

The complete interview (ITA/ENG) is published on Rapporto Confidenziale numero28 (speciale 2010). Download it free.

La versione integrale dell’intervista (ITA/ENG) su Rapporto Confidenziale numero28 (speciale 2010)

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