Armandino e il MADRE > Valeria Golino

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English text at the bottom of this page

Tra i vicoli stretti di Napoli si trova il MADRE, Museo d’Arte contemporanea. Sara, restauratrice di opere d’arte, e Roberto, sveglio e bello come il sole, si piacciono, ma non mancano le incomprensioni. Armandino, il fratello di Roberto, con un ottimo fiuto per gli affari, si propone da intermediario in cambio di ricompense. Tra le installazioni di artisti contemporanei, si svolge il gioco amoroso tra Sara e Roberto. Armandino, moderno Puck, dirige i due innamorati, alimentando il loro amore e riempiendosi il portafogli.

Un corto su commissione a prima vista potrebbe non essere il massimo della vita. Su commissione di una marca di pasta napoletana suona poi come una specie di presagio di morte (del cinema). Succede però il miracolo che il magnate del grano duro paghi per la realizzazione di cortometraggi d’autore (Pappi Corsicato, Valeria Golino, e – non proprio autore – la star del piccolo schermo Alessandro “che spocchia” Preziosi) senza imporre alcun fusillo o marchio invadente. Insomma: soldi per il cinema senza alcun vincolo marchettaro. Un miracolo!

Valeria Golino esordisce alla regia con un’opera allegra e solare che in primis è un omaggio al MADRE, ovvero il Museo d’Arte contemporanea Donna Regina di Napoli, situato in pieno centro storico. Un museo prezioso e meraviglioso, anch’esso un miracolo da preservare, tutelare, amare proprio come una Madre (i tagli alla cultura decisi dall’attuale Governo lo stanno infatti mettendo a rischio estinzione, tanto che per il mese d’Agosto è stato aperto ad orario ridotto e da settembre il rebus si farà ancor più complicato).

Golino, che autore non è, ma donna e attrice di spessore senz’altro, orchestra corse incessanti per le stanze ed i corridoi, scende nel cortile, sale sul tetto, offre insomma una panoramica davvero completa dei mille angoli di questo straordinario museo, che prima d’ogni altra cosa, è uno spazio architettonico sublime. La storia è quella di Armandino (praticamente identico al bambino di “Nuovo cinema Paradiso”), uno scugnizzo impenitente, sguinzagliato dal fratello gitano/napoletano a recapitare messaggi alla bella francesina che lavora al MADRE e che gli ha fatto perdere la testa. A cercare di contenere l’irruenza e l’energia ipercinetica dei due fratelli c’è una guardia giurata, la meravigliosa Iaia Forte.

Il pubblico in sala ha dato l’impressione di divertirsi parecchio, placidamente coccolato dallo stereotipo dell’Italia di sempre, tutta dialetto, passioni e con un cuore grande così.

Il corto è visibile integralmente al seguente indirizzo: www.pastagarofalo.it/armandino_eil_madre

Armandino e il MADRE
Italia – 2010 – Beta digital – colore – 15′
Prima internazionale | Pardi di domani: Corti d’autore |  63° Festival del film Locarno
Regia : Valeria Golino
Sceneggiatura: Valeria Golino, Valia Santella
Interpreti: Esther Garrel, Gianluca Di Gennaro, Denis Nickolic, Iaia Forte
Fotografia: Daria D’Antonio
Scenografia: Antonio Farina
Suono: Emanuele Cecere, Francesco Sabez
Produzione: Pesce rosso comunicazione e design, Roma (laura@pescerosso.com)
Buena onda, Roma (viola.prestiere@gmail.com)
Lingua: italiano
Paese: Italia
Durata: 15′

Valeria Golino è stata scoperta dalla regista Lina Wertmüller. Ha lavorato negli Stati Uniti, dove è conosciuta per l’interpretazione data in “Rain Man” (1988) e “Hot Shots!” (1991). Nel 2006 vince il David di Donatello come migliore attrice protagonista per “La guerra di Mario” (2005) di Antonio Capuano. Ha vinto due Nastri d’Argento al Taormina Film Festival come miglior attrice protagonista per “Respiro” (2002) e “La guerra di Mario” (2005). “Armandino e il MADRE” è la sua prima opera da regista.

The MADRE, museum of contemporary arts, is located along one of the narrow alleys of Naples. Art restorer Sara and Roberto, smart and handsome, are attracted to each other, but not without misunderstandings. Roberto’s brother Armandino has a good nose for business and offers his services as an intermediary for cash. Installations by modern artists provide the backdrop for Sara and Roberto’s games of love. Armandino directs the pair of lovers like a latter day Puck, fuelling their love and fattening his wallet.

A commissioned short film may at first glance not sound like a great idea. Produced on behalf of a neapolitan brand of pasta it sounds like a kind of omen of death (for cinema). But the miracle happens because the wheat magnate pay for the production of short films (Pappi Corsicato, Valeria Golino, and – though not an author – the star of small screen Alessandro “arrogance” Preziosi) without imposing any trademark or intruding fusillo. In short: money for the movies without any constraint prostitution. Quite a miracle!

Valeria Golino directorial debut with a happy and solar work is in the first place a tribute to MADRE (which stands in Italian for Museum of Contemporary Art Museum Museo d’Arte contemporanea Donna Regina di Napoli), located in the historic center of the city. A precious and wonderful museum, a miracle itself to  preserve, protect, love just like a mother (the cuts to the culture made by the current government decided they’re putting it at risk of extinction, so that for the month of August the museum has been opened part-time and from September the puzzle will be even more complicated).

Golino, though not an author but definitely a valuable woman and actress, shows incessant runs through the rooms and corridors, then down into the courtyard and the up to the roof, giving a truly comprehensive overview of the thousand corners of this extraordinary museum, which above all, is a sublime architectural space. The story of Armandino (virtually identical to the child of “Cinema Paradiso”), a street urchin unapologetic, unleashed by his brother gypsy / Naples to deliver messages to the beautiful French girl who works at the MADRE and that made him lose his head. To try to contain the strength hyperkinetic energy of the two brothers is a security guard, the wonderful Iaia Forte.

The audience gave the impression of having a lot of fun, quietly cuddled by the stereotype of Italy as always, with dialect, passion and a big heart.

The short is fully watchable at the following address: www.pastagarofalo.it / armandino_eil_madre

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