Tutti gli articoli di Alessio Galbiati

Realismo magico italiano

Realismo magico italiano

testo scritto in occasione di Corto Dorico 2018. Realismo magico italiano Il “realismo magico”, al cinema, è in essenza da concepirsi come una forma di realismo che contenga elementi surreali. Ma, dato che il più delle volte è la realtà stessa a manifestarsi come surreale, pare inevitabile concordare con il principe Saurau del bernhardiano Perturbamento, per il quale, “Il mondo

Mondo animato. Selezione cortometraggi d’animazione. Forlì, 22 novembre 2018

Mondo animato. Selezione cortometraggi d’animazione. Forlì, 22 novembre 2018

Mondo animato Selezione cortometraggi d’animazione a cura di Alessio Galbiati giovedì 22 novembre, ore 18.30 Sala Melozzo / Piazza Melozzo, 8/10 – Forlì Se il cinema d’animazione non fosse esistito, gli artisti l’avrebbero inventato. Perché, più d’ogni altra “forma” cinematografica, l’animazione nasce da un impulso irrazionale e irredimibile dei suoi realizzatori: dare vita ai propri sogni e alle proprie fantasie

Donato Sansone, una retrospettiva. Forlì, 18 novembre 2018

Donato Sansone, una retrospettiva. Forlì, 18 novembre 2018

Donato Sansone, una retrospettiva a cura di Alessio Galbiati domenica 18 novembre 2018, ore 18.30 Sala Melozzo / Piazza Melozzo, 8/10 – Forlì La retrospettiva dedicata a Donato Sansone è l’occasione per ripercorrere, alla presenza dell’artista, la carriera d’uno dei più importanti, innovativi e premiati autori dell’animazione sperimentale internazionale. Un viaggio nelle opere e nella poetica d’un genio irrequieto e visionario in

Un gingillo per gonzi. “Hereditary”

Un gingillo per gonzi. “Hereditary”

Il punto essenziale è che non si capisce quasi nulla di questo film. E se ci pensi, voglio dire se metti a fuoco il concetto, non è poca cosa. Trama pasticciata, psicologia dei personaggi affogata tra eventi confusi e un finale, certo suggestivo, ma liscio come una foto della Ferragni. Hereditary mi ha ricordato il calcio saponato, come a dire

C’è sempre un filo nascosto nel cinema di Paul Thomas Anderson

C’è sempre un filo nascosto nel cinema di Paul Thomas Anderson

C’è sempre un filo nascosto nel cinema di Paul Thomas Anderson, qualcosa che dalla trama sfugge, ma in esso è celato, che ci trascina – spettatori disorientati – in un ordito evasivo. È come se nella sceneggiatura il soggetto scivoli continuamente altrove, muovendosi per assonanze su di un tema principale ostinatamente disatteso. In concreto, ci si domanda, cosa mi vuol

Giacomo Laser | Sbranato – I Camillas

Giacomo Laser | Sbranato – I Camillas

Catturati e divorati da una confraternita di amazzoni invasate, trascinati e strapazzati su di una spiaggia sotto l’incombenza di una ruspa, così I Camillas nel videoclip del brano Sbranato, per la regia di Giacomo Laser. Un video che sarebbe piaciuto a Marco Ferreri e che ricorda due suoi film: Il seme dell’uomo e L’ultima donna. Del primo si ritrova l’assonanza

“Senza lasciare traccia” di Gianclaudio Cappai in DVD

“Senza lasciare traccia” di Gianclaudio Cappai in DVD

L’opera prima, l’esordio al lungometraggio è sempre una piccola bugia semantica. Opera prima, insomma… Prima di cosa? Prima nella durata, ovvero il primo film lungo di un regista epperò, quel regista, ha sempre alle spalle qualcosa, altri film, sequenze e storie e temi che trovano nel lungometraggio un nuovo spazio. Ma è bene diffidare d’ogni divisione manichea di genere e

Da un racconto di John Cheever, il classico “The Swimmer” di Frank Perry

Da un racconto di John Cheever, il classico “The Swimmer” di Frank Perry

The Swimmer (Il nuotatore) è un racconto breve di John Cheever pubblicato per la prima volta sul «New Yorker» il 18 luglio 1964. Il protagonista si chiama Neddy Merrill, un uomo ricco, bello e apparentemente felice che in realtà vive inconsapevolmente una profonda crisi psichica prodotta dal fallimento economico e dalla conseguente rovina affettiva e familiare. Un uomo che un giorno,

“Se non puoi sconfiggere la realtà è meglio diventarne complice”. Considerazioni attorno a “Loro 1” di Paolo Sorrentino

“Se non puoi sconfiggere la realtà è meglio diventarne complice”. Considerazioni attorno a “Loro 1” di Paolo Sorrentino

Si suppone in genere che un «film biografico» sia un’opera concepita accanto alla realtà, già esistente in quanto concreta, una lamina di suoni e immagini che mima i dati materiali e verificabili, ne insegue i caratteri, i segni, parte copiando, confermando, traducendo, negando, ampliando; somiglierebbe dunque a un commento, e da questo si distinguerebbe per la continuità, non frammentata a