Un sogno dentro a un sogno dentro a un altro sogno. “Talking Dream” di Bruno Rocchi

Un sogno dentro a un sogno dentro a un altro sogno. Talking Dream parla con lo stesso linguaggio di un sogno, dentro a uno scenario sospeso tra continenti e lingue. Bruno Rocchi è un sognatore che utilizza il cinema per rendere concreto ciò che è invisibile; tutto quello che vedi nei suoi film (Monte Gourougou, Sull’orlo del Marocco) forse non esiste nemmeno, tutto quello che vedi nei suoi film è traccia metafisica di una realtà imperscrutabile. Cinema errante e nomade nel quale il mondo intero è un’immagine sognata, sguardo trasognato dello spettacolo incongruo dell’esistenza. Una roulotte accampata sotto a un tetto di lamiera nella periferia di una città nel cuore arido dell’Europa; onde di erba verde che danzano in qualche angolo remoto del continente africano. La Svizzera, il Senegal, l’Europa e l’Africa sono allucinazioni alle quali ci ostiniamo a credere, suoni lontani che giungono da una dimensione infernale. Bruno è un cineasta psichedelico perché l’oggetto della sua indagine è l’anima, l’allargamento della coscienza per mezzo di un flusso acausale di immagini e suoni tessuti tra loro con il linguaggio onirico della psiche (collettiva o individuale non fa differenza). Radio, orologi, trattori, container, roulotte, traghetti, villaggi, periferie, mare e prati sono null’altro ciò che sono, manifestazioni del mistero nel quale siamo immersi, del nonsenso della nostra esistenza su questo pianeta. Eppure ogni dettaglio è traccia di umanità: il miracolo che commuove lo sguardo di Bruno e contagia il nostro. Il suo cinema è nomade perché nomade è l’umanità, e l’individuo un granello di sabbia che compone l’infinito e sterminato deserto che continuiamo ad attraversare e dal quale mai usciremo. Talking Dreams è il racconto della vita di un essere umano che, come su di un nastro di Möbius, eternamente parte ed eternamente torna attraversando mari e continenti. La storia di un emigrante che vuole tornare nel suo villaggio con un trattore, per coltivare e affrancare la propria comunità dagli stenti della povertà. E intanto negli studi di una piccola emittente radiofonica, da qualche parte in Africa, una donna interpreta i sogni che gli ascoltatori le raccontano al telefono.
E tu: cos’hai sognato la scorsa notte? Qual è il tuo desiderio?

Alessio Galbiati

 

 

In concorso a Visions du Réel 2020, il film sarà visibile dal 17 al 24 aprile.

TALKING DREAMS
regia, fotografia, montaggio: Bruno Rocchi
musiche: Daby Balde
sound design: Giuseppe D’Amato
color: Andrea Facchini
ringraziamenti speciali: Aline Hervé
anno: 2020
durata: 38′

 



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