CRITICA

In un’epoca che va “Verso sera”, brandiamo la torcia linguistica di Felice Accame

In un’epoca che va “Verso sera”, brandiamo la torcia linguistica di Felice Accame

Più di un lustro fa, ai tempi della trasmissione La Caccia andata in onda per anni su Radio Popolare, ricevetti una delle più acute critiche al mio lavoro compositivo da parte dello studioso Felice Accame, che parlò della mia partitura Ping pong per pianoforte. Nel 2015, Accame pubblica un’opera capitale, frutto di un lavorio sul linguaggio cominciato all’incirca nel 1964,

Il ritorno dei Repressi. “Happy End” di Michael Haneke

Il ritorno dei Repressi. “Happy End” di Michael Haneke

Il ritorno dei Repressi Non dovremmo preoccuparci più di nulla finché avremo a disposizione i nostri dispositivi, stretti nella mano, a portata di tastiera, perché è lì che si scatenano tutte le pulsioni, le più sporche, mediocri, maleducate logiche verso noi stessi e verso quelli che desideriamo. Che poi in fondo sono gli stessi che odiamo. Nell’ultimo film di Michael

Björk Digital at CCCB (Barcellona)

Björk Digital at CCCB (Barcellona)

AVVERTENZA: articolo 100% g.e. (giornalismo emotivo)   Un mese fa circa ho scritto ad Irene. Lavora all’ufficio stampa del CCCB, il Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona, uno dei luoghi in cui mi rifugio quando fa caldo e quando fa freddo. Ha certi capelli ricci Irene, impanati, da cantante jazz, proprio. La pelle bianca, il corpo minuto, solitamente infilato dentro vestiti

Bologna // Biografilm 2017, tre film e mezzo concerto

Bologna // Biografilm 2017, tre film e mezzo concerto

Biografilm 2017, tre film e mezzo concerto Arrivo a Bologna sabato, è quasi sera, il mio pullman da Pisa tarda, una scatoletta incandescente piena di corpi inflacciditi fasciati da fibre sintetiche irte, scabre, condotta a destinazione da un paio d’abbrutiti: essere classisti ma antiborghesi, una necessità. Bologna è fresca, accogliente, una città con le cosce aperte, l’amichetta al casale in

“Knock Knock” di Eli Roth. O del neomoralismo

“Knock Knock” di Eli Roth. O del neomoralismo

Certi film, bisogna ammetterlo, sono ributtanti. E per questo istruttivi. Esattamente come quella superba creazione della letteratura novecentesca (forse una delle più grandi e certo inimitabili) che è Ignatius J. Reilly, protagonista tragicomico del capolavoro romanzesco Una banda di idioti (A Confederacy of Dunces) di John Kennedy Toole, credo si debba talora guardare i film più repellenti per farsi un’idea

Koroshi no rakuin (La farfalla sul mirino) > Seijun Suzuki

Koroshi no rakuin (La farfalla sul mirino) > Seijun Suzuki

«Ho iniziato la mia carriera come regista di B-movies. Questo tipo di film è sostanzialmente votato all’intrattenimento. Perciò le sceneggiature che ricevevo dallo studio non avevano assolutamente nulla di artistico con cui cominciare, e non c’era alcuna speranza di ricavarne un film “artistico”. L’unica cosa che potevo sperare di fare erano film che fossero piacevolmente divertenti.» «Tempo fa dissi che

Knight of Cups > Terrence Malick

Knight of Cups > Terrence Malick

Uno sceneggiatore alla deriva, Rick, cerca un rifugio lungo gli arcani dei tarocchi, galleggiando tra fatiscenti set hollywoodiani e il contesto urbano di Los Angeles vissuta come arida e cimiteriale. Tesse i rapporti umani con patologica leggerezza, tra interni desolati, party glamour, letti, piscine e divani, mentre prova a superare la figura paterna e a contenere l’emotività delusa del fratello.

Il Documentario è morto, viva il Documentario!

Il Documentario è morto, viva il Documentario!

Si è chiusa pochi giorni fa la 20ma edizione del DocsBarcelona, il festival internazionale del Documentario prodotto da Parallel 40, che ha ospitato 94 proiezioni diverse e accolto 16.000 spettatori in una settimana intensa, condita da dibattiti, tavole rotonde e speed meeting tra produttori e registi. Numeri che potrebbero cogliere di sorpresa gli italiani, forse, se si pensa alla distribuzione

The Square > Ruben Östlund

The Square > Ruben Östlund

Cannes 70 / Sélection officielle Un’installazione d’arte contemporanea: questa potrebbe essere la definizione per The Square, Palma d’oro al Festival di Cannes 2017, regia del feroce Ruben Östlund, già autore di un grandissimo lavoro come Forza Maggiore. Ed è proprio muovendo dalla considerazione che inquadra questo film come oggetto d’arte che si possono trarre alcune considerazioni di merito. Probabilmente non