National Lampoon’s Vacation > Harold Ramis

vacation01

Pronunciare il nome di Clark Griswold a qualsiasi Statunitense, e non solo a coloro che all’inizio degli anni ’80 avevano l’età per andare al cinema, evocherà certamente una persona che si conosce da tempo e che si considera parte della propria famiglia, se non quella vera, almeno quella cinematografica.
A prestargli corpo e volto è Chevy Chase, nel 1983 attore brillante al vertice del suo successo grazie alla sua presenza in film come Caddyshack e Seems Like Old Times di Jay Sandrich, tratto da Neil Simon. In quel tempo è considerato un vero e proprio sex symbol, condizione rara per un attore brillante, e il suo nome in cartellone ha il potere di attrarre il pubblico in sala. È il suo il primo nome certo di National Lampoon’s Vacation, che Harold Ramis, reduce dal successo di Caddyshack, sua prima regia, si appresta a realizzare traendolo da un racconto di John Hughes dal titolo “Vacation ’58”, resoconto autobiografico di una vacanza familiare di quando aveva otto anni. John Hughes è allora un autore televisivo e il suo primo film da sceneggiatore, Class Reunion, sempre sotto l’etichetta National Lampoon’s, si è rivelato un fiasco epocale. Ma sarà proprio il suo racconto, acquistato per due soldi, a modificargli per sempre l’esistenza. Profondamente adattato, modificato e sceneggiato per trasformarsi nel film diretto da Harold Ramis, lo porterà ad essere sceneggiatore e regista tra i più amati del cinema statunitense, vero e proprio cantore dell’animo giovanile, a partire da Sixteen Candles (Un compleanno da ricordare) del 1984 e quindi Pretty in Pink (Bella in rosa), Ferris Bueller’s Day Off (Una pazza giornata di vacanza), The Breakfast Club, per non citare le sceneggiature per Home Alone (Mamma, ho perso l’aereo) e relativi seguiti o quella per la versione “reale” di 101 Dalmatians (La carica dei 101 – Questa volta la magia è vera), per non citare una commedia classica che meriterebbe maggiore considerazione come Planes, Trains & Automobiles (Un biglietto in due), da lui stesso diretto nel 1987.

Ma Vacation è un film che non ha solo cambiato la vita di molti tra coloro che vi hanno lavorato, ha anche modificato i parametri della commedia statunitense, spostando i suoi limiti al punto da far pensare che se non fosse mai stato realizzato, la commedia alla Judd Apatow e derivati avrebbe impiegato molto più tempo ad arrivare a incontrare il gusto del pubblico.
Dietro all’operazione, National Lampoon’s, rivista satirico-comica pubblicata per trent’anni a partire dai primi anni ’70 e che ha avuto derivazioni radiofoniche, televisive e cinematografiche. Quando il suo nome viene associato a Vacation, National Lampoon’s ha alle spalle il successo planetario di Animal House (in originale, proprio National Lampoon’s Animal House) e due tonfi come National Lampoon’s Movie Madness del 1981 e National Lampoon’s Class Reunion del 1983 e ha bisogno disperato di un titolo che gli riconquisti credibilità sul grande schermo.

La storia di Vacation è tra le più classiche: un padre di famiglia decide di intraprendere un viaggio con moglie due figli pre adolescenti per costruire per tutti loro una memoria indelebile. Partenza da Chicago, destinazione Walley World, enorme parco giochi fittizio in California, il viaggio prevede tappe nel cuore degli Stati Uniti: dal Colorado all’Arizona, passando dall’Illinois e sfruttando anche il paesaggio del Grand Canyon.

 

vacation02

 

Tutto qui? Ovviamente no: il viaggio sarà fonte di continui problemi per tutti e di conseguenti spunti comici. Spunti che non prevedono il politicamente corretto: se lo sbagliare un’uscita autostradale porterà la famiglia in un ghetto dove linguaggio e situazioni non sono quelle che al cinema potevano essere rappresentati con disinvoltura (la scena è considerata oggi imbarazzante per lo stesso Ramis, e al tempo fu causa di polemiche), la visita alla famiglia del cugino Eddie presenta momenti comici strepitosi grazie ai personaggi coinvolti (una spanna su tutti, la giovane Vicki – a interpretarla una quindicenne Jane Krakowski, poi personaggio di punta della serie 30 Rocks – che, in uno scambio ci confidenze con la cugina di secondo grado in visita spiega di avere già praticato il bacio alla francese e, di fronte alla scarsa straordinarietà dell’atto per una quindicenne, risponde che suo padre le dice che lei è la migliore al mondo. Molto rischioso per il pubblico dell’epoca, che però mostrerà di gradire l’irriverenza dell’umorismo che pervade il film). Da quel momento e per una lunga tratta, il viaggio verrà arricchito dalla terrificante zia Edna (la veterana Imogene Coca che, terrorizzata dai viaggi in automobile a causa di un incidente occorsole anni prima, rischierà di non partecipare al film) e dal suo altrettanto terrificante cane, oggetto di un’altra situazione particolarmente irriverente per l’epoca.
Ma la famiglia Griswold non fa affidamento per il suo umorismo solo sul padre Clark: ci sono anche sua moglie Ellen e i due figli Rusty e Audrey. La prima ha il volto di Beverly D’Angelo, già famosa per avere interpretato Hair di Milos Forman e avere ottenuto una candidatura al Golden Globe come migliore attrice non protagonista grazie a Coal Miner’s Daughter di Michael Apted. Il suo personaggio è il perfetto contraltare di quello interpretato da Chevy Chase, che sfrutta al massimo la sua comicità fisica e la sua capacità di improvvisazione: tanto lui è ingenuo e espressione del più tipico Americano medio cinematografico, tanto lei è smaccatamente più intelligente e smaliziata, vero e proprio collante di una famiglia che si appresta a trasformarsi in disfunzionale. Beverly D’Angelo, allora alla ricerca di un suo spazio drammatico nel cinema, inizialmente non considera il ruolo, che invece la trasformerà in un volto popolarissimo e che sfrutta le due doti di grande attrice, per una volta in un contesto brillante, sfoggiando una chimica perfetta con il suo coprotagonista. A completare il quadro, Anthony Michael Hall, allora quindicenne con tanto di apparecchio per i denti ma di lì a poco rubacuori per alcuni tra i più amati film di John Hughes e la poco più vecchia Dana Barron, sua sorella nel film.

 

vacation03

 

Se, visto oggi, il film soffre di una comicità a tratti ingenua e della sua natura episodica, ciò che funziona perfettamente è l’alchimia tra gli attori, sviluppata certamente nel corso di una lavorazione che ha visto davvero troupe e cast spostarsi nei luoghi di ambientazione con una carovana di camion e roulotte in un viaggio durato diverse settimane ad accompagnare l’orrida automobile (creata appositamente) dei Griswold.

Il film viene girato con un finale diverso da quello noto ma una proiezione preliminare lo boccia totalmente. Ne verrà realizzato un altro, scritto sempre da John Hughes, nel parco fittizio (i fondali che si vedono in campo lungo sono disegnati mentre le attrazioni sono quelle del parco Six Flag’s Magic Mountain, situato alla periferia di Los Angeles). Questo più fortunato finale vede la partecipazione nel ruolo di una guardia giurata di John Candy, in uno dei primi ruoli in cui viene accreditato e in cui ha modo dare sfoggio di una capacità comica peculiare e mai dimenticata. Anche lui tornerà a lavorare con John Hughes.

Alla sua uscita, il film viene massacrato dalla critica ma premiato dal pubblico, che permetterà di ripagare l’intero importo investito nel solo primo weekend di programmazione. Ma il suo successo di lungo corso, fa sì che sia stato visto e amato da ormai due generazioni trasformando la famiglia Griswold in una tra le più amate del cinema.
Tornerà ad essere protagonista di National Lampoon’s European Vacation (Ma guarda un po’ ‘sti americani) nel 1985, questa volta diretto da Amy Heckerling, dello strepitoso National Lampoon’s Christmas Vacation (Un Natale esplosivo, 1987, Jeremiah Chechik), di Vegas Vacation (Las Vegas – Una vacanza al casinò, 1997, di Stephen Kessler), l’unico non scritto da John Hughes (e si nota!), mentre la famiglia del cugino Eddie tornerà nell’inguardabile e televisivo Christmas Vacation 2: Cousin Eddie’s Island Adventure (National Lampoon’s – Vacanze di Natale) del 2003.

La carriera di Chevy Chase subirà un brusco arresto a causa di troppi titoli sbagliati e tornerà agli antichi fasti grazie alla serie televisiva Community (2009-2014). Harold Ramis, da par suo, in quel momento sta già scrivendo con Dan Akroyd la sceneggiatura di Ghostbusters, che, diretto da Ivan Reitman, sarà nelle sale nel 1984.  Suoi anche il film di culto Groundhog Day (Ricomincio da capo)

Nel 2015, John Francis Daley e Jonathan Goldstein hanno ripreso scheletro della storia e il personaggio di Rusty Griswold (che, adulto, ha il volto di Ed Helms) che, a sua volta con moglie e due figli, ripercorre il viaggio in un film che tenta di attualizzare la comicità del capostipite con risultati non eccelsi e che sfrutta male la presenza di Christina Applegate (nel ruolo di sua moglie), attrice brillante che meriterebbe ben altra considerazione. Il film vede la presenza di Chevy Chase e Beverly D’Angelo, nei ruoli originali. In Italia, Vacation, a sottolineare la scarsa familiarità del pubblico con la saga originale, è stato intitolato Come ti rovino le vacanze. •

Roberto Rippa

 

vacation04

National Lampoon’s Vacation
(USA/1983)
Regia: Harold Ramis
Sceneggiatura: John Hughes
Fotografia: Victor J. Kemper
Montaggio: Pembroke J. Herring
Interpreti e personaggi: Chevy Chase (Clark Griswold), Beverly D’Angelo (Ellen Griswold), Anthony Michael Hall (Russell ‘Rusty’ Griswold), Dana Barron (Audrey Griswold), Randy Quaid (cugino Eddie), Imogene Coca (zia Edna), John Candy (una guardia del parco di Walley World), Christie Brinkley (Ragazza della Ferrari)
Durata: 98′

 



L'articolo che hai appena letto gratuitamente a noi è costato tempo e denaro. SOSTIENI RAPPORTO CONFIDENZIALE e diventa parte del progetto!





Condividi i tuoi pensieri

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.