Domácí péče (Cure a domicilio) > Slávek Horák

È innegabile che funerali e matrimoni avranno sempre lunga vita al cinema: l’esordio di Slávek Horák (ceco, classe 1975) nel lungometraggio, con Cure a domicilio (2015) – dal 26 ottobre in sala per la distribuzione di Lab 80 film – ci rassicura in proposito. Apertura con funerale e chiusura con matrimonio. Nel mezzo, la malattia della protagonista, infermiera a domicilio che si scopre affetta da un tumore al pancreas già in metastasi. Occasione – quella della certezza della propria dipartita entro 7 mesi – per osservare e “curare” l’aridità esistenziale, familiare e sociale. Senza riflessioni religiose di sorta (salvo l’idea che la malattia possa derivare anche da negazioni affettive, tema sul quale la recente medicina – non ottusamente ancorata ai talismanici cortisone e morfina – sta indagando), il film procede con un interessante ritmo immerso in quei lucori di slava mestizia nella prima parte, per poi sfilacciarsi nell’ultima: il matrimonio della figlia dell’infermiera, con tanto di canzone a costei dedicata dalla madre. Vari e ripetuti i simboli: di facile decodifica. Un film garbato, che della quotidianità dimessa in ciabatte fa il proprio vessillo, in un realismo scevro da fronzoli. Ma, volendo famigliarizzarci con la morte, proponendo una storia qualunque e assicurandoci che “la vita continua” (la figlia dell’infermiera si sposa incinta), finisce per farci domandare se la vita – che “ha i minuti contati e, inoltre, ci è data vuota. Lo vogliamo o no, tocca a noi riempirla” (Ortega y Gasset, Discorso sulla caccia) – continui con uno scopo oppure – se riempita solo da timidi e labili affetti (il marito che ritrova un po’ d’amore per una donna che era divenuta poco più d’una domestica) nei quali ricerche metafisiche e conoscitive siano assenti, sia solo un evento biologico. Come l’esistenza delle rane che fanno da contrappunto ai personaggi del film. Un fatto biologico che inizia e finisce. Privo di senso. •

Dario Agazzi

 

 

Domácí péče (Cure a domicilio)
Regia, sceneggiatura: Slávek Horák • Fotografia: Jan Stastný • Montaggio: Vladimír Bará • Interpreti: Alena Mihulová, Boleslav Polívka, Tatiana Vilhelmová, Zuzana Krónerová, Sara Venclovská, Slávek Horák • Produzione: Tomáš Rotnágl • Paese: Repubblica Ceca, Slovacchia • Anno: 2015 • Durata: 92′

IN SALA DAL 26 OTTOBRE 2017
lab80.it/cureadomicilio

 



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